02.04.2020 h 11:24 commenti

Covid-19, ma quanti sono i contagiati a Prato? La Regione dice 290, a sindaci e Asl ne risultano 208

Cresce la discrepanza tra i dati comunicati. Matteo Biffoni: "Troppa incertezza. Vorrei sapere se ci sono o no sul mio territorio decine di casi fantasma". Il consigliere regionale Nicola Ciolini: "Necessario fare chiarezza" e oggi porta il caso in Consiglio regionale
Covid-19, ma quanti sono i contagiati a Prato? La Regione dice 290, a sindaci e Asl ne risultano 208
Ma quanti sono i contagiati da Covid-19 a Prato e provincia? La domanda, legittima nel momento in cui stiamo affrontando l'emergenza, se la stanno ponendo in molti, dopo il balletto di cifre che in questi giorni sta caratterizzando la comunicazione di Regione e Asl, i due enti che giornalmente emettono il bollettino dei casi. La discordanza delle cifre (solo ieri ben 20 casi di differenza) risalta agli occhi ma comincia a preoccupare anche gli stessi sindaci del territorio, che rischiano di avere un quadro della situazione confuso e poco chiaro. "E' un problema - ammette il sindaco di Prato Matteo Biffoni -. Non si parla di pochi casi, ma di decine ed è facile capire che anche a livello di strategie e di approccio al problema questo fa la differenza". Il consigliere regionale Nicola Ciolini, invece, ha annunciato che porterà il problema nel corso della riunione di oggi, in videoconferenza, del Consiglio regionale.
Ma andiamo con ordine: a ieri sera, 1 aprile, la Regione Toscana indicava in 290 i casi di contagio per Prato e provincia. Questo è il dato che viene trasmesso anche all'Istituto superiore di sanità e alla protezione civile. E', in pratica, quello che ogni giorno alle 18 Angelo Borrelli legge nella consueta conferenza stampa che dà il punto della situazione in Italia. Ed è anche il dato riportato nelle casistiche ufficiali.
Notizie di Prato ha poi riconteggiato tutti i casi segnalati nei bollettini giornalieri dell'Asl Toscana Centro e ha confrontato il risultato con quanto risulta ufficialmente ai sindaci, sulla base di analoghe comunicazioni che ricevono ogni giorno. I due dati coincidono e indicano in 208 i casi di contagio a Prato e Provincia. Scendendo nel dettaglio si tratta di 120 persone che sono state portate al Santo Stefano, 78 messe in isolamento domiciliare, 10 ricoverati in ospedali fuori provincia. Ci sono poi 17 persone che sono state ricoverate al Santo Stefano pur essendo residenti fuori provincia. Se andiamo a vedere il dettaglio comune per comune, abbiamo 138 casi a Prato, 28 a Montemurlo, 24 a Carmignano, 6 a Vaiano, 5 a Poggio a Caiano e 3 a Cantagallo. Di quest, 15 sono deceduti (più due ospiti della Rsa di Comeana che avevano residenza a Campi Bisenzio e Signa) mentre 9 risultano guariti.
I calcoli sono presto fatti: 290-208 fa 82 casi. "Noi - prosegue Biffoni - sappiamo tutti dei 208 casi segnalati dall'Asl: chi sono, come stanno, dove si trovano etc etc. possiamo dunque tenerli sotto controllo e seguire l'evolversi della situazione. Gli altri, invece, se esistono, sono dei fantasmi, che non possiamo assolutamente tenere sotto controllo. Bisogna, quindi, che venga fatta chiarezza. Così si manda segnali di incertezza ai cittadini e si complica la vita ai sindaci e alle autorità sanitarie locali. Ho già fatto presente la cosa alla Regione: si rischia di rovinare l'otttimo lavoro fin qui fatto per un problema di comunicazione".
Come detto, il tema sarà affrontato oggi in Consiglio regionale: "E' necessario fare chiarezza - spiega Nicola Ciolini -. Non è possibile che ballino decine di casi. O c'è un errore nel calcolo, e allora deve essere risolto, o bisogna capire dove sono finiti questi casi fantasma".
Sull'argomento intervengono i sindaci della Val di Bisenzio che chiedono più celerità nelle comunicazioni che riguardano l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus nel loro territorio e maggiore coordinamento informativo tra sistema sanitario e amministrazioni locali. “Dalle comunicazioni che riceviamo emergono informazioni sfalsate, specialmente a livello temporale: il livello regionale non coincide con quello della Asl Toscana Centro - scrivono -. Lo ha messo in evidenza in queste ore anche il sindaco di Prato. Questa situazione è stata una difficoltà per la gestione nelle nostre comunità di tutti i provvedimenti correlati a ogni singolo caso di positività al Covid-19”, spiegano Guglielmo Bongiorno, Primo Bosi e Giovanni Morganti
“Fortunatamente in realtà piccole come le nostre – proseguono i sindaci - abbiamo anche un flusso di informazioni parallelo dato dal coinvolgimento e il rapporto diretto con i medici di medicina generale e i pediatri che ci consente comunque di rimanere in contatto con tutti i soggetti che risultano positivi”.
“Riconosciamo che ognuno sta facendo la sua parte con impegno, per uscire dalla crisi la collaborazione deve essere massima e per questo abbiamo segnalato le difficoltà – proseguono – capita infatti che le informazioni in possesso della Asl arrivino sul territorio con ritardo, rallentando le necessarie iniziative di attivazione delle quarantene”.
"Nei giorni scorsi – segnalano i sindaci – una cittadina della Vallata ha appreso la conferma della propria positività – e quindi la necessità della quarantena al proprio domicilio con tutto quello che ne consegue – soltanto dal bollettino pomeridiano della Asl Toscana Centro pubblicato dai siti di informazione, ed è stata contattata solo successivamente".
c.van.
 

Data della notizia:  02.04.2020 h 11:24

 
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