22.02.2020 h 15:29 commenti

Coronavirus, mobilitazione generale. L'azienda sanitaria: "Pronti a intervenire"

La Regione Toscana ha recepito immediatamente l'ordinanza ministeriale: obbligo di quarantena per chi ha avuto contatti con casi accertati e obbligo di comunicazione per chi rientra dalle aree a rischio. A Prato ancora 141 famiglie in isolamento volontario. Attrezzato l'ospedale Santo Stefano come tutti gli altri in Toscana
Coronavirus, mobilitazione generale. L'azienda sanitaria: "Pronti a intervenire"
I casi di Coronavirus – due mortali – accertati nel Nord Italia hanno cambiato in poche ore tutto lo scenario: il ministero della Salute ha emanato un'ordinanza contro la diffusione della malattia infettiva e la Regione Toscana, tra le prime in Italia, si è immediatamente adeguata pubblicando, a sua volta, un'ordinanza che obbliga alla quarantena chiunque abbia avuto contatti stretti con casi confermati di coronavirus e alla comunicazione all'azienda sanitaria chiunque rientri o sia rientrato negli ultimi quattordici giorni da aree a rischio, così da attivare la sorveglianza sanitaria attiva. Per le due categorie è stato istituito un apposito numero di telefono – 055 5454777 (resta in funzione il 1500) – che risponde 24 ore su 24 con operatori che parlano diverse lingue.


Sono queste, insieme ad altre, le nuove misure che mobilitano ulteriormente, come è normale, la Asl Toscana Centro che ha fatto il punto nella tarda mattina di oggi, sabato 22 febbraio, nella sede del Dipartimento di prevenzione, in via Lavarone.
“Il momento – ha detto il direttore Renzo Berti – è di particolare tensione, le ultime novità sanitarie sono sconvolgenti e noi stiamo facendo il più in fretta possibile tutto quello che serve se dovesse presentarsi un caso anche nella nostra area”.
Gli ospedali di tutta la Toscana sono attrezzati: Prato ha al momento dodici posti letto e qui, come altrove, è stato pianificato l'eventuale trasferimento di pazienti ricoverati per altre patologie in modo da aumentare la capacità di assistenza. Impossibile fare previsioni, impossibile immaginare cosa accadrà e se accadrà: “L'unità di crisi – ancora Berti – è costituita da tempo, i percorsi di intervento sono stati individuati, i posti letto mappati. Non possiamo escludere che i problemi arrivino”.
Intanto si fa il bilancio del lavoro già in atto: attualmente sono ancora 161 le famiglie in isolamento volontario sottoposte a sorveglianza sanitaria attiva; di queste, il grosso – 141 – è a Prato, il resto diviso tra Firenze, Empoli e Pistoia. Per sorveglianza attiva si intende un contatto telefonico costante con operatori sanitari specializzati in grado di mettere immediatamente in moto la macchina di intervento se dovessero venir comunicati sintomi riconducibili ad un quantomeno sospetto contagio. “I sintomi – le parole del direttore del Dipartimento prevenzione della Asl Toscana centro – non vanno trascurati perché è dalla rapidità dell'intervento che dipende l'efficacia”. In caso di sospetto, il cittadino viene esaminato al proprio domicilio attraverso il prelievo di un tampone faringeo che poi viene inviato al laboratorio di microbiologia dell'ospedale di Careggi; tempo di risposta, pochissime ore. Se un tampone dovesse risultare positivo, il paziente viene affidato al 118 e messo in isolamento nel reparto di malattie infettive.
I tre casi che si sono presentati all'ambulatorio Lilla, aperto pochi giorni fa all'Osmannoro, sono risultati tutti negativi. L'ambulatorio ha già cambiato i suoi connotati trasformandosi in 'punto Lilla': non sono più le persone a presentarsi per chiedere di essere visitate, ma sono i sanitari che vanno a fare visite a domicilio in caso di sintomi manifestati da chi è inserito nella rete della sorveglianza attiva.
“Siamo in una fase di preparazione e di attesa – il commento del direttore Malattie infettive della Asl Toscana Centro, Massimo Di Pietro – siamo pronti all'arrivo di un eventuale caso e siamo pronti a gestirne più di uno contemporaneamente. Parliamo di una malattia che ha una dinamica che solo ora stiamo cominciando a capire”.
Azzerare il rischio è impossibile ma l'azienda sanitaria sta facendo tutto il possibile per evitarlo. Presto sarà diffuso materiale informativo multilingue: “C'è bisogno di informazione – ha detto Berti – siamo in un momento di grande apprensione e disorientamento e tutto quello che potrà essere fatto, sarà fatto. Non escludo ulteriori provvedimenti nei prossimi giorni”.
A garantire allerta massima è anche il sindaco Matteo Biffoni: “Pronti a supportare – ha detto – ogni iniziativa di ministero ed Asl. Sono vicino alle comunità e ai sindaci dei Comuni dove ci sono contagi e si sono registrati decessi. La massima collaborazione è fondamentale perché è necessario avere tutti gli strumenti per prendere le decisioni necessarie in tempi celeri a tutela della collettività. Ci affidiamo agli esperti e alla scienza e siamo a disposizione per fare la nostra parte”.
nadia tarantino

 

Data della notizia:  22.02.2020 h 15:29

 
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