23.02.2020 h 15:16 commenti

Coronavirus, varate le nuove direttive della Regione. Mangani: "Stop rientri da Cina"

Falso allarme da Acerra per uomo ricoverato che era stato a Prato: il tampone è negativo. Obbligo di segnalare il rientro anche per chi è stato nei comuni italiani dove ci sono stati casi. L’assessore Mangani: “Ribadiamo il no a soluzioni fai da te. Le persone rimandino il rientro dalla Cina”
Coronavirus, varate le nuove direttive della Regione. Mangani: "Stop rientri da Cina"
Obbligo per i viaggiatori di segnalare il rientro, oltre che dalle aree a rischio della Cina, anche da Paesi in cui la trasmissione dell'infezione è significativa secondo le indicazioni Oms; in questa disposizione rientrano anche i comuni italiani soggetti a misure di quarantena disposte dall'autorità. La raccomandazione a tutte le persone che manifestano febbre, tosse e altri sintomi influenzali di rimanere a casa e chiamare il medico. Le indicazioni per i medici di famiglia su cosa fare in presenza di un caso sospetto. La disposizione per medici di famiglia e pediatri di assicurare la contattabilità telefonica dalle 8 alle 20 nei giorni feriali e festivi.
Per quanto riguarda gli ospedali, l'indicazione di limitare per quanto possibile gli ingressi/varchi ai presidi, per ridurre l'accesso privo di sorveglianza; istituire check point e sensibilizzare i visitatori all'utilizzo dei disinfettanti per le mani; invitare a ridurre il numero degli accompagnatori e/o visitatori. Raccomandazioni specifiche per le situazioni di isolamento. Infine, la sospensione (per i 180 giorni di emergenza proclamati con atto nazionale) della penalità per la mancata presentazione, senza preavviso, agli appuntamenti specialisti.
Sono le nuove misure varate oggi 23 febbraio dal presidente della Regione Enrico Rossi, con un'ordinanza emanata e firmata a conclusione di un lungo incontro che si è tenuto in Palazzo Strozzi Sacrati tra presidente, assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, direttore dell'assessorato Carlo Tomassini, e la task force regionale sull'emergenza Covid-19, allargata alle direzioni delle aziende sanitarie e ospedaliero universitarie, presente anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni, presidente Anci Toscana.
LA SITUAZIONE A PRATO - Al momento non si registrano casi sul territorio pratese e dunque non sono previsti ulteriori provvedimenti o ordinanze.
Inoltre, se pure di secondaria importanza, il sindaco Biffoni  ha dato mandato all'ufficio legale di verificare gli estremi giuridici per la rimozione di alcuni dei manifesti posti in città, che non necessitano di alcuna autorizzazione preventiva ma il cui contenuto potrebbe essere ritenuto contrario alle direttive per il contrasto del Coronavirus.
FALSO ALLARME DA ACERRA - E' fortunatamente rientrato invece l'allarme per un uomo che era stato a Prato e aveva avuto contatti con gli orientali. II venditore ambulante di Acerra è stato ricoverato in stato di isolamento nella clinica Villa dei fiori nel centro del napoletano. L’uomo, - secondo quanto riportato dall’Ansa- giunto nel nosocomio da un paese limitrofo con un poco di febbre e tosse. Ai sanitari avrebbe riferito di aver lavorato a Prato e di essere stato in contatto con orientali, ed è quindi stato subito isolato per consentire i test. In isolamento sarebbero stati posti anche i medici e l'infermiere che hanno gestito il caso. L’esito dei tamponi è fortunatamente negativo.
MANGANI AL CONSOLE - Intanto a Prato l’assessore all’immigrazione, Simone Mangani, chiede al console di stoppare i rientri dalla Cina (sarebbero circa 600) e ribadisce il no dell’amministrazione comunale a soluzioni fai da te per la quarantena di chi ha frequentato zone a rischio: “E' indispensabile rispettare le disposizioni governative quindi, in primo luogo, le persone devono rimandare il rientro dalla Cina. - afferma Mangani - Abbiamo detto no alcune settimane fa e lo ribadiamo oggi: non esistono soluzioni fai da te, nessuna autorità sanitaria ci suggerisce ad oggi di individuare una soluzione che rischia di richiamare quella della famosa nave da crociera Diamond Princess ancorata al porto di Yokohama.  In ogni caso, sulle ipotesi prospettate a mezzo stampa da Giulin, deve essere chiara la posizione del Consolato cinese, che a nostro avviso dovrebbe invitare tutti a rimanere in Cina fino a nuova disposizione. Le preoccupazioni di carattere economico vengono dopo quelle per la salute pubblica. Sarebbe auspicabile per il futuro che Giulin o chiunque altro non invocasse soluzioni a mezzo stampa ma direttamente alle istituzioni. Peraltro, ad oggi, la collaborazione è stata data complessivamente da tutti i soggetti coinvolti». 
NUMERI INTASATI La Regione fa sapere che ai numeri istituiti ieri dalle aziende sanitarie solo per la segnalazione obbligatoria di contatti con eventuali casi confermati di Covid-19 e rientri dalle aree a rischio negli ultimi 14 giorni, continuano ad arrivare centinaia di chiamate improprie, di persone che chiedono solo informazioni e chiarimenti. Queste chiamate intasano le linee telefoniche, impedendo di trovare libero a chi deve obbligatoriamente telefonare per le segnalazioni. Per le informazioni è in funzione il numero verde istituito dalla Regione: 800.556060, opzione 1, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 15. A questo numero rispondono operatori adeguatamente formati. Il servizio fornisce orientamento e indicazioni sui percorsi e le iniziative individuate dalla Regione sul tema del Coronavirus. Sempre per avere informazioni, i cittadini possono rivolgersi al numero verde istituito dal Ministero: 1500, attivo 24 ore su 24. A questo numero rispondono anche mediatori culturali che dialogano con i cittadini cinesi che si rivolgono al servizio.
APPELLO SINDACI VAL DI BISENZIO - Appello dei sindaci di Vaiano, Vernio e Cantagallo ai cittadini della Val di Bisenzio. “In queste ore di preoccupazione chiediamo a tutti grande senso di responsabilità e fiducia nelle istituzioni e nel servizio sanitario – affermano Guglielmo Bongiorno, Primo Bosi e Giovanni Morganti – in una situazione di criticità, seppur ben governata, è facile lasciarsi andare alla paura ingiustificata e ad atteggiamenti irrazionali. Invitiamo tutti a non diffondere notizie false che rischiano soltanto di creare paure ingiustificate, danni alla vita della comunità e alle attività produttive del territorio – proseguono i sindaci - Confidiamo nella maturità e nella saggezza dei cittadini della Val di Bisenzio e nella loro capacità di affrontare una situazione complessa, ma non di emergenza locale, utilizzando gli strumenti di una corretta informazione e tutte le precauzioni indicate dalle autorità sanitarie e dalla Regione Toscana..
I tre sindaci aggiungono che “la situazione viene monitorata di ora in ora e che ad ogni minima evoluzione – qualora si verificasse – corrisponderanno le misure più adeguate” e rivolgono “un invito pressante a seguire con rigore le indicazioni e le prescrizioni del Servizio sanitario nazionale e della Regione Toscana in ordine ai comportamenti da osservare sia per quanto riguarda la prevenzione che le eventuali situazioni sanitarie critiche che si dovessero manifestare”.
Bongiorno, Bosi e Morganti, nel ringraziare tutti gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale e i medici di famiglia per la capacità con cui affrontano una situazione imprevista, esprimono solidarietà e vicinanza alle comunità della Lombardia e del Veneto che in questo momento si trovano in maggiore difficoltà.
 

Data della notizia:  23.02.2020 h 15:16

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.