06.09.2016 h 14:08 commenti

Controlli nelle aziende cinesi, a Prato il 16 per cento degli operai clandestini trovati in tutta Italia

Il bilancio dei primi sei mesi di controlli della Direzione territoriale del lavoro. 488 le aziende visitate, pratiche irregolari nell'80 per cento dei casi. Più di 500 i lavoratori a nero che non sono più solo cinesi. Operai pachistani, cingalesi, senegalesi vengono sempre più spesso trovati nelle ditte gestite da cinesi. Ma c'è una differenza: il loro stipendio è notevolmente più basso di quello corrisposto agli orientali
Controlli nelle aziende cinesi, a Prato il 16 per cento degli operai clandestini trovati in tutta Italia
Prima erano sempre operai cinesi, a nero o clandestini ma solo cinesi. Ora, nelle imprese orientali ci sono anche senegalesi, pachistani, cingalesi, quasi sempre senza contratto e con retribuzioni da fame, di gran lunga inferiori a quelle corrisposte ai cinesi. Il volto dell'imprenditoria orientale sta cambiando. Non proprio una novità ma ora c'è la conferma della Direzione territoriale del lavoro che parla di “fenomeno relativamente recente, di particolare interesse, sotto osservazione e continuamente monitorato”: la manodopera straniera al servizio delle aziende cinesi. E' uno dei dati che emerge dal rapporto sull'attività ispettiva nei primi sei mesi di quest'anno. Con il 40 per cento di imprese gestite da extracomunitari, in larga parte cinesi, Prato è prima in Italia seguita, ma a distanza, da Milano che si ferma al 22 per cento. 488 le aziende controllate nel primo semestre: in 8 su 10 sono state riscontrate irregolarità relativamente al rapporto lavorativo quando nel resto d'Italia, in media, sono 6 quelle bocciate dagli ispettori della Direzione territoriale del lavoro. Per dovere di cronaca, c'è da sottolineare, come fa la stessa Direzione territoriale del lavoro, che “il dato percentuale di pratiche irregolari è leggermente migliorato”. 504 i lavoratori a nero, 135 i clandestini, praticamente il 16 per cento di tutti i clandestini sorpresi al lavoro in Italia nel primo semestre di quest'anno. Scendendo su scala regionale, i lavoratori a nero identificati a Prato rappresentano il 26 per cento di tutti quelli identificati in Toscana, mentre i clandestini il 63 per cento. Per quanto riguarda le violazioni penali, a Prato ne sono state contestate 75, il 17 per cento del monte regionale. 
 
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Data della notizia:  06.09.2016 h 14:08

 
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