14.11.2019 h 21:28 commenti

Consiglio comunale, su Hong Kong maggioranza con due diverse mozioni ma poi ritrova l'unità al momento del voto

In Consiglio tre diversi documenti, quello della Lega, quello della lista Biffoni e quello del Pd. Scoppia la bagarre quando il consigliere Marco Wong paragona il Tibet all'Alto Adige
Consiglio comunale, su Hong Kong maggioranza con due diverse mozioni ma poi ritrova l'unità al momento del voto
Doveva essere un ordine del giorno per sostenere Hong Kong ma in realtà si è trasformato in un coltello affilatissimo che oltre a contrapporre duramente maggioranza e opposizione, ha provocato ferite dolorose nel rapporto tra la lista Pd e quella di Biffoni sindaco che non sono riuscite a presentare un unico documento.
Il pasticcio politico è andato in scena questa sera, 14 novembre, in Consiglio comunale ed è legato soprattutto alla difficoltà del consigliere di origine cinese Marco Wong di prendere una posizione forte contro il governo di Pechino per le politiche che sta portando avanti a Hong Kong. Per evitare pericolosi strappi il doppio binario si è ricomposto in fase di votazione quando i due gruppi di maggioranza hanno votato reciprocamente a favore dei rispettivi ordini del giorno. Perchè dunque non fare un unico documento per la maggioranza? "Erano testi inconciliabili", commenta un consigliere democratico. E in effetti l'ordine del giorno presentato da Marco Wong per la lista "Biffoni sindaco" sorvolava sui problemi che da troppi mesi stanno infiammando  questa metropoli asiatica, si concentrava sulle eventuali ripercussioni italiane ed era costellato di provocazioni in risposta al documento presentato dalla Lega, la prima a depositare l'atto. "Inizialmente - spiega Wong nel suo intervento - avevo pensato di emendare il testo della Lega. Poi mi sono reso conto che era pieno di inesattezze e di errori tecnici, storici e costituzionali. Quindi l'ho ritenuto non degno di questo Consiglio e ne ho presentato uno mio". Nel fare le correzioni agli errori leghisti Wong ha paragonato il Tibet all'Alto Adige e ha proposto in modo provocatorio di invitare le associazioni del terzo settore e i professionisti a informare i clandestini cinesi e di Hong Kong presenti in città sulla possibilità di richiedere il permesso di soggiorno per motivi umanitari. E ha aggiunto rivolto al centrodestra: "Visto che siete così sensibili verso la questione, ve li indirizzerò". E' scoppiato quindi il putiferio con Daniele Spada dell'omonima lista che ha persino abbandonato la sua pacatezza alzando la voce. "Ho sentito cose indecenti e tutti voi che cantate l'inno italiano dovreste indignarvi. Paragonare il Tibet all'Alto Adige è una vergogna come lo è pensare di riconoscere lo status di rifugiato ai clandestini presenti in città che sono 15-20mila". Belgiorno di Fratelli d'Italia ha rincarato la dose: "Il nostro è l'ordine del giorno più sincero e dalla parte di chi lotta per l'autonomia. Prova ne è la mancanza di un testo unico da parte della maggiornza". 
Il giovane Lorenzo Tinagli del Pd ha gettato acqua sul fuoco spostando la discussione nel merito della questione internazionale ma ormai la frittata era fatta: "Basta con le strumentalizzazioni. Nel nostro testo si richiede lo stop delle aggressioni perpetrate sui manifestanti pacifici da parte della polizia. Nello specifico, si impegna il sindaco a farsi parte attiva presso il Governo italiano affinché possa intervenire, domandando alle istituzioni di Hong Kong di far cessare le violenze delle forze dell’ordine sui civili. Ci schieramo a favore di Joshua Wong, leader di Occupy Central e del partito Demosisto, e dello svedese Gui Minhai". Un testo votato anche da Wong e dal resto della lista Biffoni. 
Oggi, 15 novembre, tutti i gruppi di centrodestra chiedono le dimissioni di Marco Wong e che il sindaco Biffoni prenda le distanze dal documento approvato dalla sua lista: "Chiediamo che il primo cittadino si dissoci dal documento che la sua lista ha approvato, anche se non possiamo chiedergli che il dispositivo non venga attuato perché per noi il consiglio è sovrano così come lo sono le sue deliberazioni. Riteniamo che il consigliere Wong abbia il dovere morale di dimettersi, dopo che ieri ha dimostrato che più che essere un consigliere comunale della Repubblica Italiana, risponde alla Repubblica Popolare Cinese".
Sulla questione interviene anche il deputato di Cambiamo! Giorgio Silli che proprio ieri è intervenuto alla Camera per chiedere chiarezza al governo rispetto a quanto sta accadendo a Hong Kong: "La legalità e il diritto prima tutto. Non ci possono esser ambiguità e doppiogiochismi sul rispetto dei diritti umani e sulla posizione da tenere nei confronti di chi li viola. Ogni punto di vista in un’assemblea democratica è legittimo, ma chiedo formalmente al consigliere Wong di esser chiaro: vuole fare gli interessi dell’Italia o della Cina?”.
 
E.B.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  14.11.2019 h 21:28

 
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