12.01.2015 h 19:09 commenti

Condanne rogo via Toscana, il sindaco: "Prato combatte chi non sta alle regole"

Il Comune ha ricevuto un risarcimento di 50mila euro. Enrico Rossi: "Una sentenza importante". Soddisfatta la Cgil: "Condannato l’intero sistema produttivo illegale". Donzelli: "Applicare le norme antimafia"
Condanne rogo via Toscana, il sindaco: "Prato combatte chi non sta alle regole"
Prime reazioni del mondo politico e sindacale cittadino alla conclusione del processo per la tragedia di via Toscana, in cui persero la vita  tra le fiamme sette operai cinesi. Il giudice ha condannato i tre imprenditori cinesi, riconosciuti gestori di fatto dell'azienda Teresa Moda (LEGGI).
Al Comune di Prato, che a giugno all'instaurarsi del processo si era costituito parte civile, è stato riconosciuto per intero il risarcimento del danno provvisionale per 50mila euro, più le spese legali, immediatamente eseguibili. "Prato è una città amica di chi sta alle regole - ha commentato su Twitter il sindaco Matteo Biffoni - ma che combatte fermamente chi viola diritti fondamentali".
Soddisfatto anche il presidente della Regione Enrico Rossi: "E' una sentenza importante, arrivata rapidamente - dice -. Una sentenza che chiama in causa anche i proprietari degli immobili e stabilisce un principio di responsabilità rispetto alle condizioni di lavoro e alle attività produttive. E' una sentenza che ci aiuta nel lavoro che stiamo facendo con il Progetto "lavoro sicuro" per i controlli nei capannoni, insieme alla Procure, alle Prefetture, ai Comuni e alle Forze dell'ordine."
"Il nostro obiettivo - ha continuato il presidente - è quello di tutelare la vita, bonificare e far emergere il distretto industriale del pronto moda. E' evidente che accanto al lavoro fatto per garantire la sicurezza l'obiettivo dello Stato deve essere quello della lotta al lavoro nero e all'evasione fiscale. Nessuno - ha concluso Rossi - può dire che dopo i tragici fatti del rogo nella ditta cinese "Teresa Moda" a Prato, le istituzioni non abbiano saputo reagire con la necessaria determinazione e compostezza".
Parla di sentenza storica la Cgil che si è vista accogliere la richiesta di risarcimento. "La decisione del Tribunale di Prato in relazione alla strage della Teresa Moda - dice Massimiliano Brezzo, segretario generale Filctem Prato - ha riconosciuto la responsabilità individuale degli imputati ed ha comminato le pene relative. Speriamo vivamente che questo abbia un forte effetto deterrente per tutto il sistema illegale di produzione dell’abbigliamento e per l’economia “malata” che gli gira intorno. Un sistema che, come purtroppo è successo, mette a rischio la vita di chi ci lavora. Siamo soddisfatti dell’accoglimento della nostra richiesta di costituzione di parte civile e del relativo riconoscimento del danno subito dalle Organizzazioni dei lavoratori sulla base delle motivazioni che abbiamo addotto: infatti, con la sentenza di oggi non sono stati condannati solo gli imputati, ma è stato condannato l’intero sistema produttivo illegale. Un sistema che, per il suo stesso modo di funzionare, impedisce ai lavoratori di entrare in contatto con le organizzazioni sindacali e al sindacato di poter entrare il contatto coi lavoratori. Oggi questo è stato sancito da un Tribunale della Repubblica, con buona pace di molti commentatori poco informati".   
"Per questo tipo di crimini occorre iniziare ad utilizzare le norme antimafia, come il carcere duro e l'istituzione anche per questo tipo di situazioni dei collaboratori di giustizia - dice il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione e candidato a governatore per le Regionali Giovanni Donzelli -. Occorre mettere in campo misure come la confisca dei beni per i proprietari e i gestori dei capannoni che sfruttano il lavoro delle persone - aggiunge Donzelli - servono norme contro il riciclaggio del denaro sporco e che consentano l'inserimento di questi reati fra quelli di associazione a delinquere”.
 
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Data della notizia:  12.01.2015 h 19:09

 
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