21.02.2018 h 15:12 commenti

Condanna all'ergastolo per l'assassino di Leonardo Lo Cascio

Il gup Francesco Pallini ha accolto in pieno la richiesta del pubblico ministero Egidio Celano. Il brutale omicidio fu commesso la sera del 30 marzo scorso nei giardini davanti al tribunale
Condanna all'ergastolo per l'assassino di Leonardo Lo Cascio
Ergastolo a Abdelghani Ammari, l’assassino di Leonardo Lo Cascio, il portiere di notte di 38 anni ucciso per dieci euro e un telefonino la sera del 30 marzo 2017 in piazzale Falcone e Borsellino, di fronte al Palazzo di giustizia. Al termine di tre ore e mezzo di camera di consiglio, il giudice delle udienze preliminari Francesco Pallini, oggi 21 febbraio, ha letto la sentenza. Ha ascoltato a testa bassa l’imputato, marocchino di 31 anni accusato di omicidio volontario pluriaggravato, difeso dagli avvocati Luca Ancona e Gabriele Terranova che hanno scelto il rito abbreviato.
Lo hanno hanno fatto con lo sguardo puntato al giudice e gli occhi gonfi di lacrime i familiari di Leonardo Lo Cascio, la mamma, il fratello e la sorella, tutti costituiti parte civile, rappresentati dagli avvocati Eugenio Zaffina, Alessandro Oliva e Giulia Marini (nella foto sotto). Per loro il giudice ha stabilito una provvisionale di centomila euro a testa.

Il pubblico ministero Egidio Celano aveva chiesto l’ergastolo alla fine di una requisitoria cruda nella ricostruzione di un omicidio che la procura, un minuto dopo l’arresto di Ammari, aveva definito “gratuito” oltre che crudele. Lo Cascio era appena sceso dall’autobus e stava incamminandosi verso l’Art hotel museo dove doveva prendere servizio. Zaino in spalla, fece solo qualche decina di metri prima di essere raggiunto dal marocchino: un contatto di pochissimi secondi e il colpo inferto da dietro alla gola. Un colpo solo, mortale, assestato con un oggetto mai ritrovato che tranciò la vena giugulare. Dopo due minuti e forse meno Leonardo Lo Cascio era già morto. Il marocchino si allontanò subito, si disfece degli indumenti sporchi di sangue, poi torno accanto al cadavere per impossessarsi di alcune delle poche cose di Lo Cascio, poi telefonò anche per dare l’allarme e dire che c’era un uomo a terra nei giardini del tribunale. Poche ore dopo Ammari era già pronto per lasciare l’Italia ma i carabinieri arrivarono all’aeroporto di Bologna prima dell’aereo diretto in Marocco. Una indagine lampo grazie anche alle immagini delle telecamere installate in viale della Repubblica e nel piazzale del Palazzo di giustizia.
Il marocchino cercò di difendersi mettendo in fila una serie di bugie e cercando di far passare Lo Cascio prima per un tossicodipendente e poi per uno spacciatore, un cliente comunque con cui aveva un credito. Tutto falso, tutto smentito dalle indagini dei carabinieri e dagli accertamenti della procura. Ammari uccise Leonardo Lo Cascio a scopo di rapina quando poteva limitarsi a strappargli lo zaino e scappare.
"Soddisfatti della sentenza", le parole a caldo dei familiari di Leonardo Lo Cascio.
nadia tarantino
 
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Data della notizia:  21.02.2018 h 15:12

 
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