10.06.2018 h 12:40 commenti

Con il romanzo “Beta zero” il debutto in libreria di Claudio Vannacci

Il giornalista pratese, direttore di Notizie di Prato, pubblica con Porto Seguro Editore una storia che ruota intorno al delicato tema del desiderio di maternità e dello sfruttamento che ne viene fatto da parte di alcuni medici e strutture mossi spesso solo dall'avidità
Con il romanzo “Beta zero” il debutto in libreria di Claudio Vannacci
E' stato presentato in anteprima venerdì 8 giugno, con una serata evento organizzata da Porto Seguro Editore al circolo La Montanina di Montebeni a Fiesole, “Beta zero”, primo romanzo del pratese Claudio Vannacci, giornalista professionista e direttore del quotidiano online Notizie di Prato. Il libro è edito da Porto Seguro Editore, giovane e vivace casa editrice fiorentina, e viene distribuito nelle librerie e nei bookstore online da Libro Co a partire da lunedì 11 giugno.
Articolato in quindici capitoli, significativamente indicati come “stazioni”, “Beta zero” racconta una sorta di Via Crucis laica con protagonista Martina, voce narrante del libro e punto di vista unico di tutto quanto accade a lei e intorno a lei. Quattro i movimenti in cui si struttura la storia: il desiderio, l'ossessione, la malattia e la rinascita.
Il desiderio è quello che ha Martina, comune a molte donne, di diventare madre. La cosa è però resa difficile da un invasivo intervento chirurgico subito qualche anno prima, che la spinge, insieme a suo marito Leo, a rivolgersi ai centri di fecondazione assistita, in Italia e all'estero. Una scelta che fa precipitare Martina in una spirale ossessiva e autodistruttiva, capace di annullare l'intera sua vita in questa corsa disperata alla fecondazione, puntualmente infranta contro il beta zero delle analisi del sangue che certificano il fallimento e la mancata gravidanza.
Spinta da personaggi equivoci come un falso psicologo e illusa da medici interessati solo al business che ruota intorno al settore, Martina finisce per trovarsi faccia a faccia con la malattia che la porta a un passo da quella morte tante volte invocata ed auspicata. Ed è a questo punto che arriva la piena presa di coscienza di sé e del proprio essere: nell'ultima e quindicesima stazione che, come nella Via Crucis cristiana, rappresenta la resurrezione e la rinascita.
Desiderio di maternità, malattia, ma anche una storia d'amore che alla fine si rivelerà più forte di tutte le avversità, fornendo alla protagonista il filo a cui aggrapparsi per non perdersi definitivamente. "Beta zero" è al tempo stesso racconto di una dolorosa presa di coscienza personale e denuncia di un sistema dove i soldi rischiano di sovrastare lo stesso rispetto della vita. Un sistema che troppe volte si fa gioco del più genuino e sincero tra tutti i desideri: quello di diventare madre.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  10.06.2018 h 12:40

 
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