22.09.2021 h 14:41 commenti

Con il Covid aumentate le infiltrazioni economiche della criminalità, il rapporto della Dia

Il bilancio dell'attività portata avanti nel secondo semestre 2020. A Prato la comunità cinese ha rallentato gli illeciti legati ai flussi migratori e, di contro, aumentato il business con la conversione delle confezioni che hanno iniziato a produrre mascherine. "Grande capacità di adattamento ai mutamenti socio-economici e risposte repentine con qualunque mezzo, anche illegale"
Con il Covid aumentate le infiltrazioni economiche della criminalità, il rapporto della Dia
L'emergenza coronavirus è stata una opportunità per le organizzazioni criminali che, facendo leva sulle difficoltà di interi settori produttivi, hanno contaminato il tessuto economico sano con l'immissione di ingenti somme di denaro di provenienza illecita. Un problema che ha riguardato anche la Toscana che, insieme a moltissime regioni, è finita nel mirino di cosche mafiose e gruppi di affaristi golosi non soltanto di attività economiche legali dentro cui nascondere montagne di soldi sporchi, ma anche di appalti pubblici attraverso cui incrementare i guadagni. Prato non è rimasta immune, anzi. In piena pandemia, non sono mancati, per esempio, gli imprenditori cinesi che si sono organizzati per passare dalla confezione di vestiti alla confezione di mascherine accaparrandosi commesse pubbliche poi frodate. La Direzione investigativa antimafia ha illustrato oggi, mercoledì 22 settembre, l'attività del secondo semestre 2020. Un bilancio che mette in risalto la facilità con cui le organizzazioni malavitose sono penetrate nel sistema sociale ed economico provato dalle lunghe restrizioni sanitarie. Ecco che accanto allo spaccio di droga, al gioco d'azzardo, allo sfruttamento della prostituzione, al contrabbando e all'incameramento di imprese usate come scatole cinesi per riciclare il denaro sporco, è comparsa anche l'ulteriore attività di inserimento negli affari pubblici. Meno violenza, più infiltrazioni specie nei settori del manifatturiero, del commercio, del turismo e della ristorazione.
Numerose le operazioni concluse a Prato tra giugno e dicembre dello scorso anno. Nel bilancio diffuso dalla Dia è rientrato il sequestro di 11mila mascherine con logo contraffatti eseguito dalla guardia di finanza a carico di un'azienda cinese. “Con riferimento alla comunità cinese – si legge nella relazione – non sono state registrate significative attività legate ai flussi migratori ma, di contro, sono stati scoperti altri reati connessi alle nuove esigenze di mercato”. Il business per i cinesi non si è mai fermato ma si è solo adeguato al momento storico, esattamente come è successo per altre etnie e per i gruppi malavitosi italiani.
Nel secondo semestre dello scorso anno, la Dia di Firenze, insieme ai prefetti toscani, ha adottato 18 provvedimenti antimafia interdittiviti in sei province tra le quali Prato.
nt
 
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Data della notizia:  22.09.2021 h 14:41

 
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