21.06.2014 h 14:21 commenti

Commozione ai funerali dei sei operai cinesi morti tra le fiamme nel rogo di Via Toscana

Piazzale Ebensee è diventata oggi una grande camera ardente all'aperto per l'ultimo saluto a sei delle sette vittime morte nel rogo della fabbrica nella quale lavoravano e vivevano, il via Toscana. La corona di fiori inviata dal presidente della Repubblica, la corona di alloro del sindaco di Prato, il pianto disperato dei familiari e l'orazione funebre a cui hanno partecipato tutte le autorità e il console
 
Il giorno dell'ultimo saluto è arrivato. Oggi, piazzale Ebensee, è diventata una enorme camera ardente all'aperto. Uno accanto all'altro i feretri dei sei dei sette operai cinesi morti il primo dicembre nel rogo che devastò la fabbrica di via Toscana nella quale lavoravano e vivevano. Il pianto ininterrotto dei parenti, i canti e l'orazione funebre, la corona di fiori inviata dal presidente della Repubblica e accanto alla quale sono rimasti per tutta la cerimonia due carabinieri in alta uniforme. Di colpo le immagini di via Toscana sono tornate d'attualità, come se fosse successo ieri e non quasi sette mesi fa. Le foto delle vittime lì a ricordarlo. Le foto di Xue Xieqing, 34 anni, Zheng Xiuping di 50, Ling Guangxing di 51 anni, Rao Zhangjian di 42, Su Qifu di 43 e Wang Chuntao di 46 anni. Presenti tutte le autorità, dal sindaco con la giunta al completo alla prefettura, dai vertici delle forze dell'ordine a quelli delle associazioni di categoria e dei sindacati, dalla procura alla Regione alla Provincia, dalla diocesi alle associazioni di volontariato. Presente anche il console e altri rappresentanti del Consolato generale di Firenze. Nessuno, invece, della precedente giunta comunale. Ci si aspettava che piazzale Ebensee si riempisse, e invece non è stato così. Non sono arrivati i tanti cinesi che si attendevano, uno dei motivi per il quale all'ultimo minuto la celebrazione è stata spostata dalla sede della Pubblica assistenza al parcheggio del vecchio ospedale. “La grazia ci condurrà a casa, Dio mi ha promesso bontà e la sua parola rassicura la mia speranza”con queste parole il sacerdote della chiesa cattolica evangelica protestante ha iniziato l'orazione funebre. Parole di speranza e di conforto rivolte ai familiari delle vittime. Poi, uno ad uno, gli altri. A cominciare dal sindaco Biffoni che ha scandito i nomi degli operai cinesi: “I loro volti, i loro desideri interrotti – ha detto – devono essere per noi la spinta per un impegno concreto a condividere un percorso concreto perché non si ripeta mai più un dramma come questo”. Di integrazione, di convivenza, di vicinanza ha parlato l'assessore provinciale Loredana Ferrara: “Vorrei – ha detto – che all'ingresso della città trovassimo ad accoglierci un cartello che ci ricordi che noi siamo tutti di una stessa razza, la razza umana”. Commosso anche l'assessore regionale Vittorio Bugli: “E' il momento di dare pace a queste persone, ma dare pace non significa dimenticare una morte così atroce che si sarebbe detto impossibile in un mondo come il nostro”. Il vescovo Agostinelli: “Commemoriamo la vita che trionfa sempre”. La vicinanza del prefetto Simonetti: “Condoglianze ai parenti delle vittime a cui dico che il loro lutto è il lutto di tutta la comunità”. Il console Wang Xinxia ha richiamato i connazionali al rispetto rigoroso delle legge italiane affinché via Toscana resti per sempre un caso isolato e la morte degli operai cinesi non diventi una morte invana: “No a dormitori e cucine abusive nelle fabbriche, no allo stoccaggio di bombole gpl, no a impianti elettrici non a norma”. Offerte in denaro per i familiari che non hanno soldi per sostenersi, che sono in Italia da mesi e che ora dovranno affrontare un'altra spesa, quella per il rimpatrio delle ceneri. La mancanza di soldi è uno dei motivi che ha fatto slittare di così tanto tempo la celebrazione dei funerali. Ci sono voluti tutti questi mesi per mettere insieme i 2.500 euro a famiglia che intanto sono stati anticipati dalla Pubblica assistenza. Al termine della cerimonia, un minuto di silenzio, tre inchini davanti alle bare come vuole la tradizione cinese, poi i fiori bianchi lasciati come ultimo dono alle vittime. I feretri sono stati trasferiti al tempio di Bagno a Ripoli per la cremazione che si farà il 23 e il 24 giugno. Poi l'attesa per il rientro in patria. 

nadia tarantino
 
Edizioni locali collegate:  Prato
Leggi i Dossier:  Tragedia Macrolotto

Data della notizia:  21.06.2014 h 14:21

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 
 
 

Digitare almeno 3 caratteri.

 
 
 
 

Dossier