10.01.2022 h 19:56 commenti

Covid: coccarde gialle negli ambulatori, la protesta della medicina generale arriva anche a Prato

L'iniziativa punta ad accendere i riflettori sulle condizioni in cui sta lavorando la categoria per far fronte alle richieste di aiuto dei pazienti
Covid: coccarde gialle negli ambulatori, la protesta della medicina generale arriva anche a Prato
Anche negli ambulatori dei medici di medicina generale di Prato stanno spuntando come funghi delle coccarde gialle. E' il colore della bandiera delle navi che escono dalla quarantena ed è il simbolo della protesta di questa categoria per le condizioni in cui si trova a operare ormai da troppo tempo, schiacciata da una valanga di richieste di aiuto dei propri assistiti non per questioni mediche, come dovrebbe essere, ma per problemi di burocrazia Covid che altri enti come Asl, Regione e Ministero non riescono a risolvere. E così l'iniziativa, lanciata nei giorni scorsi da un medico fiorentino con un gruppo di colleghi dell'Asl Toscana centro, si è sparsa a macchia d'olio diventando il Movimento delle coccarde gialle che si accompagna a due due hashtag: #lasciatisoli e #vorremmocurarti.
Un modo per accendere i riflettori su un problema reale che sta creando tantissimi disagi ai cittadini che hanno bisogno di contattare il proprio medico non necessariamente per il Covid. Riuscire a prendere la linea è come vincere al Superenalotto: "Stiamo assistendo sconcertati al collasso della medicina generale assieme a tutte le cure primarie, con numerosi disagi per la popolazione. - si legge nel messaggio diffuso dal movimento - Nell'interesse dei nostri pazienti lanciamo un grido di aiuto per focalizzare l'attenzione dei politici sulla medicina del territorio. Siamo un gruppo di medici di medicina generale nato sul web per darsi supporto in questi ultimi due anni difficili che hanno reso la nostra attività lavorativa sempre meno al servizio della salute del cittadino e sempre più volta a colmare i vuoti organizzativi del sistema. La situazione è peggiorata fino al punto di minare seriamente la nostra capacità di assistere adeguatamente i pazienti malati. La nostra bandiera gialla grida: 'aiutateci a farci fare il medico' 'aiutateci ad aiutarvi'"
Qualche numero può aiutare a capire la giornata-tipo che i medici di medicina generale devono affrontare in epoca Covid-Omicron: "E' appena passato mezzogiorno e ho già risposto a 107 telefonate, - afferma Niccolò Biancalani - devo ancora leggere 50 messaggi e altrettante email, tutti uguali. Raramente sono questioni di nostra competenza. La maggior parte dei pazienti ci chiede come uscire dall'isolamento o dalla quarantena, dove fare un tampone, come riattivare il green pass. Difficile fare il medico in queste condizioni".
Numeri simili per il dottor Federico Nannicini: "I pazienti non sanno a chi rivolgersi e chiamano noi che però non abbiamo alcuno strumento per aiutarli. Di fronte a questo caos, chi ha bisogno di un consulto medico non chiama o trova occupato e c'è anche chi evita di sottoporsi a un tampone, nonostante dovrebbe, per non finire bloccato a casa senza certezze. In più aumenta da parte nostra il rischio di sbagliare". 
Il dottor Giovanni Castaldo, coordinatore di una Aft pratese e membro del dipartimento di medicina generale, parla di 300 contatti al giorno a professionista: "Facciamo da imbuto per tutto, ora anche controllare l'autotracciamento dei nostri pazienti, e non è giusto. Sembra siano sparite tutte le altre malattie. Io muoio dalla voglia di misurare la pressione a un paziente tanto è il tempo passato dall'ultima volta".
(e.b.)
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  10.01.2022 h 19:56

 
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