12.09.2017 h 15:22 commenti

Chersoni, i nuovi gestori tendono una mano ai precedenti: "Nessuna esclusione. Aperti alla collaborazione"

Per la Polisportiva Aurora e il Rugby Iolo è fondamentale l'uso sociale dello spazio e la realizzazione del progetto europeo sull'inserimento lavorativo dei propri utenti.
Chersoni, i nuovi gestori tendono una mano ai precedenti: "Nessuna esclusione. Aperti alla collaborazione"
"Nessuna esclusione dall'utilizzo del campo e totale apertura alla collaborazione". Claudio Martini, presidente della Polisportiva Aurora getta acqua sul fuoco scoppiato dopo il via libera del Tar all'assegnazione del Chersoni di Iolo, respingendo la richiesta di sospensiva presentata dal secondo partecipante alla gara comunale, la Cavalesto, ossia i Cavalieri Union Rugby Prato Sesto che lo hanno utilizzato fino ad oggi (LEGGI). Per loro ci sono due alternative: scendere a patti con il nuovo gestore o cercare altrove un nuovo campo dove allenarsi e disputare le partite del campionato di serie A che sta per iniziare. "Lo abbiamo sempre detto, - prosegue Martini - siamo aperti a tutti coloro che vogliono giocare in questo spazio, naturalmente contribuendo alle spese del campo. Abbiamo un affitto da pagare al Comune". A gennaio il Tar si esprimerà nel merito, ma intanto gli uffici comunali possono, o meglio dovrebbero, procedere con l'assegnazione dell'impianto a Polisportiva Aurora e Rugbi Iolo, vincitori della gara. "Il nostro progetto ha una valenza fortemente sociale perchè permetteremo a chi è affetto da disagio mentale di fare sport e allo stesso tempo di lavorare attuando così il progetto europeo sull'inclusione che abbiamo vinto con il Comune. Tutto questo senza dimenticare le esigenze agonistiche delle altre associazioni". Sulla stessa lunghezza d'onda Saverio Trechas, presidente del Rugby Iolo, vincitore della gara comunale assieme alla Polisportiva Aurora, utilizzatore del campo di via Toscana in dismissione: "Consideriamo quel campo patrimonio della città e quindi siamo disposti a far giocare chiunque. Per noi è importante il fattore sociale ma questo non significa che il campo non sarà aperto a chiunque voglia fare sport. Sono due esigenze assolutamente conciliabili. Basterà mettersi attorno a un tavolo per decidere il come. Il nostro sogno è che il campo sia sempre pieno di gente a prescidenre dalla casacca indossata". 
 
 
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Data della notizia:  12.09.2017 h 15:22

 
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