14.07.2015 h 13:58 commenti

Centro di scienze naturali senza direttore, Fastelli non ha rinnovato il contratto

Resta vuota la poltrona: David Festelli ha scelto di lasciare. Si attende ora la fusione con il Museo di scienze planetarie: "In un'ottica di razionalizzazione delle spese - ha spiegato l'assessore Alessi - avremo un unico direttore". Rallentamenti nel percorso di rilancio della struttura: mancano gli 8 milioni necessari. Il Comune pensa ad una nuova sede e strizza l'occhio a Villa Fiorelli
Centro di scienze naturali senza direttore, Fastelli non ha rinnovato il contratto
È durata appena un anno e mezzo l'avventura di David Fastelli come direttore del Centro di scienze naturali. La girandola di direttori continua: gli avvicendamenti negli ultimi anni sono stati particolarmente fitti. Scaduto il contratto, Fastelli ha scelto di non rinnovare il suo rapporto con la Fondazione e con il Comune. La poltrona resta vuota in attesa della fusione tra Csn e Museo di scienze planetarie che prevede una razionalizzazione delle spese e, dunque, la nomina di un unico direttore. "Ringrazio Fastelli per il grande impegno a fronte di un compenso simbolico - commenta l'assessore all'ambiente Filippo Alessi - attualmente è tutto in evoluzione ma ci rende tranquilli il fatto che al Centro di scienze naturali sono presenti competenze in grado di portare avanti l'attività". Qualche neo c'è: gli otto milioni ne essari al rilancio della struttura non ci sono. "Stiamo lavorando a un progetto serio da presentare al bando europeo Life per riuscire a trovare i primi fondo che vorremmo impegnare per la nuova sede". In ballo due ipotesi: l'intero complesso del convento che si trova nella stessa area del Csn e Villa Fiorelli. "Mi pare che quest'ultima soluzione sia adeguata e molto più rispondente al Centro di scienze naturali che ad una discoteca". Tra i dipendenti, intanto, c'è preoccupazione tanto che è stato chiesto un incontro con l'assessore Alessi. “La fusione tra i due soggetti serve a tutelare i posti di lavoro e ad arricchire l'offerta che, per quanto riguarda il Centro di scienze naturali dovrà andare sempre di più verso la didattica con una spiccata vocazione per la scienza mentre il recupero della faunistica dovrà essere solo di prima accoglienza. Non ci sono rischi per i lavoratori, né per quelli del Csn né per quelli del Museo di scienze planetarie”. 
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  14.07.2015 h 13:58

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 
 

Digitare almeno 3 caratteri.