02.12.2016 h 16:12 commenti

Caso BpVi, l'indagine sulle truffe a Prato trasferita a Vicenza

Vertice dei pm di Vicenza, Prato e Catanzaro per fare il punto sulle rispettive inchieste. L'orientamento è dare una competenza unitaria e portare tutto alla procura veneta. Sedici gli indagati a Prato tra i quali l'ex direttore generale Sorato
Caso BpVi, l'indagine sulle truffe a Prato trasferita a Vicenza
Potrebbe prendere la strada per il Veneto il fascicolo sulla Popolare di Vicenza aperto dalla procura di Prato che ad oggi conta sedici indagati tra funzionari e sportellisti accusati di truffa per aver indotto i clienti ad acquistare le azioni della banca. I titolari dell'inchiesta, Laura Canovai e Lorenzo Boscagli, hanno partecipato ieri, giovedì primo dicembre, al vertice che si è tenuto a Vicenza per fare il punto sulle indagini e, in particolare, valutare la qualificazione giuridica dei fatti, la competenza territoriale, la procedibilità e la gestione del lavoro fatto fino ad ora. Un supervertice quello che ha impegnato i magistrati per un'intera giornata, bis di quello che c'era stato a Prato lo scorso marzo. Oltre ai vicentini e ai pratesi, presente questa volta anche il pm della procura di Catanzaro che da tempo indaga sulle vicende della BpVi. Comparate le carte e condivisi gli elementi a disposizione, l'orientamento è di andare verso un'unificazione delle tre inchieste accentrandole a Vicenza che indaga su diverse ipotesi di reato tra cui aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e falso in bilancio. “Un incontro molto utile – il commento del procuratore capo Giuseppe Nicolosi – una trasferta che è servita a tutte e tre le procure per mettere un punto fermo ad inchieste particolarmente complesse”. Tra gli indagati della procura di Prato c'è l'ex direttore generale Samuele Sorato, braccio destro di Gianni Zonin, e con lui alti funzionari che risultano iscritti anche nel registro delle notizie di reato della procura di Vicenza per reati societari. Logico, dunque, trasferire tutto nella città veneta e muovere lì anche le contestazioni dei fatti commessi a Prato. Intanto si sarebbe alleggerita la posizione degli sportellisti indagati: sentiti dai pm, hanno spiegato le modalità del loro lavoro riconducendo la vendita delle azioni ai clienti a direttive ben precise. Circa venti le querele presentate alla procura di Prato da altrettanti risparmiatori rimasti a mani vuote dopo l'acquisto delle azioni il cui valore è passato in appena due anni da poco più di 62 euro a 10 centesimi. Un numero di querele davvero esiguo non solo rispetto alle 4mila piovute a Vicenza ma anche rispetto ai milioni andati in fumo sul territorio, circa duecento.
nt


 
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Data della notizia:  02.12.2016 h 16:12

 
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