15.07.2019 h 14:17 commenti

Case popolari, 25 indagati: hanno mantenuto l'alloggio pubblico pur essendo proprietari immobiliari

Inchiesta della procura di Prato sugli assegnatari delle case Epp. Guardia di finanza e polizia municipale impegnati in un'ondata di perquisizioni. Le accuse: indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e falso ideologico in atto pubblico. Un indagato è risultato proprietario di una villa al mare e un altro di ben quattro appartamenti
Case popolari, 25 indagati: hanno mantenuto l'alloggio pubblico pur essendo proprietari immobiliari
Proprietari immobiliari ma residenti nelle case popolari. Venticinque le persone, tutte italiane, finite sul registro degli indagati con le accuse a vario titolo di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e di falso ideologico in atto pubblico. L'inchiesta dei sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli è scaturita oggi, lunedì 15 luglio, in un'ondata di perquisizioni fatte dalla guardia di finanza e dalla polizia municipale negli alloggi popolari occupati da assegnatari che, secondo gli investigatori, hanno mentito sul loro stato patrimoniale per non perdere il beneficio. Dei venticinque indagati, ventuno risultano proprietari di un'abitazione a Prato mentre sette di più abitazioni con un paio di casi limite: un assegnatario titolare di quattro appartamenti, e un altro intestatario, invece, di una villa al mare, in Sicilia.
La procura contesta agli indagati di aver barato sulle autocertificazioni che ogni due anni vengono richieste dall'ente gestore – l'Epp, l'azienda partecipata dai Comuni dell'area pratese – per verificare se siano ancora presenti i requisiti necessari al mantenimento dell'alloggio pubblico. A tredici persone si contesta di non aver dichiarato il diritto di proprietà di altri immobili che avrebbe portato alla decadenza della casa popolare, e a dodici di aver fatto lo stesso con appartamenti che però, per le loro caratteristiche, non avrebbero messo in discussione la possibilità di continuare ad usufruire del patrimonio residenziale pubblico.
Per altri quattro assegnatari sono in corso approfondimenti: finanza e polizia municipale hanno accertato che pur avendo fatto sapere all'Epp di avere case di proprietà, non sono stati oggetto delle procedure per la revoca del diritto all'alloggio pubblico. In questo caso si tratta di capire se sia possibile agganciare responsabilità penali alla mancata attivazione della revoca.    
L'inchiesta, che potrebbe allargarsi a macchia d'olio, ha preso il via dopo le verifiche patrimoniali fatte dalla guardia di finanza sui beni delle famiglie Ahmetovic e Halilovic a cui è stato confiscato un patrimonio di circa due milioni e mezzo; quella indagine aveva consentito di scoprire che due Ahmetovic vivevano in altrettante case popolari pur non avendone i requisiti.
Sono circa 3.900 le posizioni di assegnatari che gli investigatori hanno passato in rassegna. La triangolazione dei dati comunicati all'Epp, dei dati contenuti negli archivi dell'Agenzia del territorio, dell'Agenzia delle Entrate e dell'Anagrafe e delle risultanze degli appostamenti e dei pedinamenti, ha fatto emergere diverse situazioni sospette che poi hanno trovato conferme fino a convincere la procura a firmare i provvedimenti di perquisizione e gli avvisi di garanzia.
nadia tarantino
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  15.07.2019 h 14:17

 
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