31.12.2015 h 15:58 commenti

Cari ragazzi, guardate il mondo ogni giorno come fosse la prima volta e concedetevi il lusso di sognare e di ridere

Imparate a combattere il vittimismo che ci inchioda alla più immobile impotenza per ribadire che vale la pena affrontare sconfitte e trasformarle in vittorie senza cadere nell'illusione dei mille magari
Cari ragazzi, guardate il mondo ogni giorno come fosse la prima volta e concedetevi il lusso di sognare e di ridere
Come ogni inizio che si rispetti, avvolto dal mistero del non ancora compiuto, puntuale arriva. Desiderato e corteggiato, deposito intramontabile di aspettative ed attese, segno inflessibile dello scorrere ineluttabile del tempo.
E ci trova ancora qui: abbattuti ma non arresi, disorientati ma non sconfitti. Magari feriti, graffiati dalle unghie della vita ma per la bellezza di questa vita ancora disposti a lottare, a metterci in gioco, ad alzarci, gravati dalla fatica di ogni giorno, pronunciando il nostro sì. Con la nostra storia impastata di limiti ed errori, con la nostra quotidianità troppo spesso impilata di cose ed impegni, con il nostro passo incerto, incauto, a tratti imprudente andiamo avanti. Oltrepassiamo sguardi stanchi e disillusi, schiviamo il cinismo di chi si è arreso, evitiamo il vittimismo che ci inchioda alla più immobile impotenza per ribadire che vale la pena affrontare sconfitte e trasformarle in vittorie, non lasciarsi imprigionare da condizionamenti e paure,  uscire dalla trappola della non scelta e decidersi a viverla quest'esistenza tollerandone l'imperfezione e lasciandosi complicare le mani e il cuore dalla speranza.
Stiamo attenti a non cadere nell'illusione dei mille magari (magari avessi fatto scelte diverse, magari avessi un altro carattere, magari non fossi in questa situazione) consapevoli che  avvelena il sangue e la mente.
Abbiamo una sola esistenza, un solo presente, una sola ed unica opportunità: non ci resta che viverla nel modo migliore. D'altra parte spetta solo a noi umani, tra le specie viventi, il privilegio  di decidere come stare di fronte alla nostra  esistenza. Non ci sono istruzioni per l'uso: ognuno se la ritaglia in base alle proprie possibilità, capacità, e gusti.
E di vestiti cuciti addosso ne ho visti tanti:  lineari, raffinati, sgualciti, rattoppati ma indossati ognuno con il proprio inconfondibile stile, con la propria soluzione vita. Tanti sono stati gli insegnamenti ricevuti, eccone alcuni come augurio per nuovo anno.
Vi auguro di guardare il mondo ogni giorno come fosse la prima volta, con quella profondità e quello stupore di cui solo i "matti" e i bambini sono capaci, per un'intuitiva abilità di cogliere l'essenziale.
Di osservarlo da prospettive diverse: chiave indispensabile  per l'incontro con l'altro e  per quel saggio distacco che è tutto ciò che serve per vivere meglio. 
Di concedervi il lusso di sognare: permette di  puntare in alto, lanciarsi verso grandi obbiettivi senza accontentarsi della mediocrità. E di sognare inseguendo le vostre inclinazioni e non ciò che gli altri si aspettano da voi, miscelando abilmente sano realismo e tolleranza a sconfitte e frustrazioni.
Vi auguro di trovare presenze e soprattutto una presenza di senso che dia significato a tutto il vostro agire: incorruttibile, non negoziabile, inalienabile.
Ed infine ma non all'ultimo posto vi auguro di cuore la capacità di ridere..., ridere di voi stessi, della vita, delle circostanze anche più drammatiche perché, come vien detto, chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
A voi cari ragazzi, a noi genitori, a tutti i compagni di viaggio di questa irripetibile e singolare avventura i miei migliori auguri.
Teresa Zucchi  
 
Edizioni locali collegate:  Prato
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Data della notizia:  31.12.2015 h 15:58

 
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