12.02.2021 h 12:05 commenti

Cambio delle commissioni, bocciate due proposte di una parte dell'opposizione. Il Pd: "Trovate un accordo unanime"

Nuova bagarre in Consiglio comunale. Lega, Garnier e Spada abbandonano i lavori durante la discussione sulla propria proposta di fronte al rifiuto della maggioranza di permetterne il ritiro. Stop anche alla proposta del Movimento 5 Stelle
Cambio delle commissioni, bocciate due proposte di una parte dell'opposizione. Il Pd: "Trovate un accordo unanime"
Le guerre interne all’opposizione in Consiglio comunale e la conseguente battaglia per il cambio della composizione delle commissioni regalano un altro vivacissimo episodio. Ieri, 11 febbraio, siamo arrivati al punto che Lega, Garnier, Spada hanno abbandonato i lavori del Consiglio nel momento in cui si discuteva e votava la delibera da loro stessi presentata. È una nuova proposta sulla riorganizzazione delle commissioni che prevede tra le altre cose l’aumento dei posti (e dei costi) della commissione 6 (Controllo e garanzia) in modo che tutte le forze siano rappresentate come in un piccolo Consiglio. 
Vediamo il perchè i tre gruppi, con l'aggiunta del Movimento 5 Stelle, hanno abbandonato l'aula. Poco prima gli stessi proponenti avevano chiesto di poter ritirare la propria delibera.  A norma del regolamento però, tale operazione può essere fatta solo con il consenso di tutti i capigruppo perché un atto amministrativo e non politico quale è ad esempio una mozione o un ordine del giorno. Pd, lista Biffoni e lista Sport si sono detti contrari per discutere nel merito la questione anche perché era già stata oggetto di una commissione. Di fronte al rifiuto della propria istanza di ritiro i tre gruppi proponenti e i Cinque stelle, hanno abbandonato l’aula. “È la morte della democrazia” ha dichiarato la capogruppo Marilena Garnier. L’atto è stato poi bocciato dai presenti ma avrebbe avuto lo stesso destino anche in presenza dei proponenti. È forse per questo che ne era stato chiesto il ritiro.
Stessa fine per la proposta del Movimento 5 Stelle che da novembre chiede una revisione delle commissioni a proprio favore a scapito di Lega e Fratelli d’Italia sostenendo di averne diritto dopo l'uscita di 4 consiglieri dalla Lega per formare il gruppo Centrodestra, anche in base a un parere della segretaria comunale. Va detto però che tale parere è stato corretto e superato da un recente intervento del presidente del Consiglio comunale, Gabriele Alberti, supportato da una relazione del dirigente del servizio Giovanni Ducceschi, che fa a pezzi quella convinzione e indica nell’accordo politico tra i gruppi di opposizione l’unica strada per revisionare le commissioni dato che l’attuale impianto è frutto di un accordo unanime del 2019. 
Il capogruppo Maioriello ha comunque annunciato di riservarsi la possibilità di rivolgersi al prefetto.
I venti di tempesta sono iniziati mercoledì in commissione 1, presieduta da Antonio Nelson Facchi, quando le due proposte di revisione delle commissioni hanno subito una bocciatura totale. Il Pd e in generale la maggioranza sono stati duramente criticati sia dal Movimento 5 Stelle che da Marilena Garnier per il voto contrario alle due proposte, ma il capogruppo dei Democratici, Marco Sapia ha spiegato che “questo è l’unico modo per non entrare nel merito delle questioni della minoranza. - Non possiamo e non vogliamo creare precedenti quando si parla di rapporti istituzionali. Non possiamo essere noi a risolvere i problemi dell’opposizione. Se proprio vogliono rimettere mano alle commissioni trovino un accordo fra di loro. Noi ci occupiamo solo dei nostri equilibri”.
Non sono mancate stilettate anche a Fratelli d'Italia, accusati da Garnier di essere troppo vicino alla maggioranza e di non rispettare gli alleati prima con il mancato appoggio alla proposta di revisione delle commissioni e poi con il voto contrario. Il capogruppo Claudio Belgiorno ha ribattuto: "Siamo l'unica forza di vera opposizione a livello nazionale e locale".
In sostanza l'unica strada per cambiare i posti della minoranza nelle commissioni è l'accordo politico all'interno della stessa minoranza, ma la strada per raggiungere questo traguardo è assolutamente contorta e in salita.
Il presidente Gabriele Alberti rilancia l'appello al buon senso: "La città ci guarda. Dobbiamo mantenere un atteggiamento rispettoso delle idee di tutti e confrontarsi nel merito delle questioni che interessano ai cittadini. Basta con questo clima di caccia alle streghe e di resa dei conti. Ritorniamo a parlare di Prato e del suo futuro. Credo che sia più interessante e utile di diatribe di questo tipo".
(e.b.)
 
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Data della notizia:  12.02.2021 h 12:05

 
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