20.03.2017 h 15:15 commenti

BpVi: la metà degli azionisti, compresa la Fondazione, ha accettato il risarcimento. L'istituto si affida al piano salva-banche

Sette su dieci i soci che hanno manifestato interesse a aderire all'offerta transattiva ma di questi solo cinque hanno, fino a ora, firmato l'accordo che prevede il riconoscimento di 9 euro per ogni azione pagata 62. Ultimi giorni per decidere se accettare o fare causa. Intanto la banca ha comunicato l'intenzione di aderire al piano salva-banche varato lo scorso dicembre
BpVi: la metà degli azionisti, compresa la Fondazione, ha accettato il risarcimento. L'istituto si affida al piano salva-banche
Il 69 per cento degli azionisti BpVi ha manifestato l'interesse ad aderire all'offerta transattiva e, di questo, quasi il 50 per cento ha sottoscritto l'accordo. Ma c'è tempo ancora qualche giorno per decidere se accettare nove euro per ciascuna azione pagata 62 e mezzo e di fatto oggi azzerata dalle vicissitudini che hanno travolto l'istituto di credito vicentino, oppure tirare dritto per vie legali a caccia di un risarcimento più cospicuo. Una cosa esclude l'altra. La Popolare di Vicenza ha fatto il punto sulla campagna di “indennizzo” avviata nelle settimane scorse. “Con riferimento all'offerta transattiva – si legge in un comunicato dell'istituto vicentino – si sono registrate 65.505 manifestazioni di interesse a fronte delle quali sono stati già sottoscritti 52.865 accordi”. Lontana la stima fatta dalla banca di chiudere intese con almeno l'80 per cento degli azionisti, ma gli ultimi giorni potrebbero riservare sorprese. L'operazione di risarcimento rientra nel disegno di fusione con Veneto banca e nel nuovo piano industriale 2017-2021 già sottoposto alle Autorità di vigilanza ma ancora in fase di completamento. Intanto BpVi ha deciso di aderire al piano salva-banche licenziato dalla Camera  lo scorso dicembre e finanziato con 20 miliardi. “Nell'ambito delle modalità di reperimento dei capitali necessari a implementare la ricapitalizzazione, Popolare di Vicenza – continua la nota – ha comunicato al Mef, alla Banca d'Italia e alla Bce l'intenzione di accedere al sostegno finanziario straordinario e temporaneo da parte dello Stato italiano”. Il Piano salva-banche, tecnicamente “ricapitalizzazione precauzionale”, metterà al riparo l'istituto vicentino che dovrà però fare i conti anche con un'adesione più bassa – almeno ad oggi - alla campagna di risarcimento proposta agli azionisti e considerare superato il grosso del rischio legale che deriva dalle cause civili promosse da chi ha investito nelle azioni BpVi e oggi si ritrova con in mano poco più che carta straccia. Dei 94mila soci che BpVi conta in tutta Italia, i pratesi sono più di 5.300 e complessivamente hanno portato nelle casse 120 milioni. Tutti andati in fumo. Tra i grandi azionisti figura la Fondazione Cassa di risparmio di Prato che ha deciso di aderire all'offerta transattiva "ritenendo in questo modo di tutelare al meglio sia il proprio patrimonio che gli interessi della collettività pratese". La Fondazione ha investito 22 milioni nelle azioni BpVi, una cifra che l'ha proiettata nella top 20 degli azionisti italiani che ci hanno rimesso di più. 
nt
 
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Data della notizia:  20.03.2017 h 15:15

 
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