17.06.2016 h 17:53 commenti

Bpvi, disparità di trattamento tra grandi clienti e piccoli risparmiatori: lo dice la relazione degli ispettori Bce

Sull'edizione di oggi de La Repubblica l'esito di quattro mesi di ispezione della Bce nell'istituto vicentino dopo il deprezzamento delle azioni. Va avanti a grandi passi l'inchiesta della procura di Prato che ipotizza il reato di estorsione a carico di 16 tra dirigenti e impiegati. Arrivate altre denunce, tutte da piccoli risparmiatori
Bpvi, disparità di trattamento tra grandi clienti e piccoli risparmiatori: lo dice la relazione degli ispettori Bce
Disparità di trattamento secondo criteri non ben definiti con il risultato che alcuni clienti della Popolare di Vicenza, dopo aver acquistato le azioni a 62 euro e 50 centesimi ciascuna, le hanno o rivendute alla banca o hanno potuto contare su un rendimento minimo garantito, mentre altri, che non sono stati così fortunati, hanno solo potuto assistere alla svalutazione del capitale investito. Fortunati i grandi clienti, sfortunati i piccoli. Lo dice la Bce nelle trecento e passa pagine di relazione scaturite dall'ispezione che per quattro mesi, fino a luglio 2015, ha puntato i riflettori sulla gestione dell'istituto di credito e sul profilo delle decine di migliaia di clienti. A dar conto della relazione è stata Repubblica, nell'edizione di oggi, venerdì 17 giugno (LEGGI). L'ispezione, spiega il quotidiano, ha fatto emergere che le difficoltà a garantire liquidità, e dunque a garantire la capacità di riacquisto delle azioni, sono state comunicate ai clienti solo a partire da marzo 2015. Ma non è tutto: anche quando la banca ha riacquistato non lo ha fatto rispettando l'ordine di arrivo delle richieste. Questo significa che alcuni clienti sono stati agevolati rispetto ad altri, lo dice la logica. Perché il trattamento non è stato lo stesso per tutti? Perché qualcuno ha potuto rientrare in possesso dei propri soldi e altri no? Le azioni oggi valgono dieci centesimi: investimenti, risparmi, capitali azzerati. Piccoli risparmiatori finiti nel baratro che chiedono e anzi pretendono giustizia. L'inchiesta della procura di Prato procede a grandi passi e ogni giorno arriva qualche nuova denuncia sulle scrivanie dei sostituti Canovai e Boscagli che ipotizzano il reato di concorso in estorsione a carico di sedici tra dirigenti e impiegati. L'indagato eccellente è Samuele Sorato, ex direttore generale della banca vicentina. Il consulente incaricato dalla procura di effettuare l'analisi economica sulle carte sequestrate dalla guardia di finanza nelle sedi centrali di Vicenza e di Prato e in alcuni filiali di Pistoia e di Lucca ha già trovato riscontri al fatto che alcuni clienti, vincolati a fidi e prestiti, hanno dovuto acquistare le azioni, anche quelle che la banca ha ripreso da quei clienti a cui, attraverso accordi e scritture private, aveva garantito un ritorno. L'inchiesta di Prato va anche in questa direzione ma è ancora presto per dire se le carte contengono le prove che non tutti i clienti per la Bpvi erano sullo stesso piano. 
nt
 
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Data della notizia:  17.06.2016 h 17:53

 
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