03.07.2017 h 09:07 commenti

BpVi, azionisti privi di tutele. L'avvocato: "Beffati due volte, la speranza è il tribunale"

In tutta Italia migliaia di azionisti "azzerati", a Prato un esercito di famiglie rimaste senza niente. Giovedì l'avvocato Francesco Querci farà il punto con un centinaio di persone: "Situazione complessa, decreto legge da rivedere perché, in deroga alle norme civilistiche ordinarie sulla cessione, priva gli azionisti della possibilità di far valere i propri diritti"
BpVi, azionisti privi di tutele. L'avvocato: "Beffati due volte, la speranza è il tribunale"
Gli azionisti della Popolare di Vicenza si preparano alla battaglia per ottenere indietro i soldi investiti nelle azioni diventate carta straccia. Giovedì 6 luglio un centinaio di persone incontrerà l'avvocato Francesco Querci per fare il punto sulle possibili vie da intraprendere per evitare di ritrovarsi davvero senza niente. Al momento, il decreto legge con cui è stata aperta la liquidazione coatta amministrativa, imporrebbe agli azionisti di insinuarsi nella procedura gestita dai liquidatori. Un passo da compiere, eventualmente, entro il 24 agosto.
“Ovviamente – il commento di Querci – si sta parlando degli azionisti che si ritengono beffatti, a questo punto due volte, per essere stati in un primo momento vittime di una falsa rappresentazione della salute della banca al momento dell'acquisto delle sue azioni e in alcuni casi addirittura costretti all'acquisto per ottenere ad esempio un mutuo, e una seconda volta dal provvedimento governativo che in deroga alle norme civilistiche ordinarie sulla cessione, li priverebbe della possibilità di fare valere i propri diritti nei confronti del cessionario Intesa Sanpaolo”.
La situazione è complessa. Di sicuro c'è che migliaia di azionisti, in larghissima parte piccoli azionisti, rischiano di non vedere un euro di quanto speso affidandosi all'istituto di credito. Secondo Francesco Querci, occorre far leva su una questione in particolare: “Si rilevano profili di disparità di trattamento, non solo tra azionisti e obbligazionisti per esempio, ma addirittura per tipologia di credito nei confronti di Intesa, con una procedura di rango specialissimo che blinderebbe quest'ultima, coperta dalla garanzia da parte dello Stato. Nessuna indennità o meccanismo di risarcimento è invece previsto per quei risparmiatori che sono stati truffati”.
La speranza è che in sede di approvazione, il Parlamento apporti modifiche al decreto legge. “Bisogna cercare – continua Querci – di fare introdurre dei meccanismi di recupero e affidarsi ai tribunali che non poche volte sono stati attenti agli interessi dei risparmiatori, spesso recentemente tirati dentro a questioni bancarie lontane mille miglia dalle loro realtà, sebbene questi marcati illegittimamente dalle stesse banche come investitori professionali, ritrovando proprio in quei tribunali quel senso e valore di giustizia che troppo spesso viene abbandonato per giustificare il corretto andamento del mercato economico e finanziario”.
Infine l'avvocato entra nelle pieghe del decreto legge per sottolineare un passaggio: “Fra le altre deroghe, è prevista anche la sospensione dell'Antitrust, ovvero quel garante che qualche mese fa aveva multato di oltre cinque milioni proprio Popolare di Vicenza per comportamento scorretto nel collocamento dei titoli azionari tra il 2013 e il 2014 in danno di quei risparmiatori che, dunque, si trovano oggi privi di tutela salvo il sacrosanto diritto di ricorrere all'autorità giudiziaria”.    
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  03.07.2017 h 09:07

 
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