06.01.2021 h 16:33 commenti

Bosi in giunta Biffoni, i Giovani democratici avvertono: "Deve restare segretario fino a scadenza, incarna unità del partito"

La chiamata ad assessore del segretario provinciale del Pd e la possibilità di nominare un reggente stanno agitando gli animi interni al partito. Bugetti contesta forme e modi. Durissimo il consigliere Curcio (Lega).
Bosi in giunta Biffoni, i Giovani democratici avvertono: "Deve restare segretario fino a scadenza, incarna unità del partito"
L’arrivo nella Giunta Biffoni del segretario provinciale del Pd, Gabriele Bosi, al posto dell’esponente di Demos, Lorenzo Marchi, annunciato oggi da Notizie di Prato (LEGGI), agita già gli animi del mondo politico. 
Partiamo da quelli interni al Pd, ora concentratissimi sui nuovi equilibri e sul futuro dei vertici. I Giovani democratici bocciano la possibilità che Bosi lasci in anticipo la guida della segreteria che nell’eventualità sarebbe presa da un reggente fino al nuovo congresso. Per la segretaria Maria Logli, Bosi deve continuare a fare il segretario fino a naturale scadenza, prevista in autunno, per dovere verso la città e verso chi lo ha votato: “E’ inopportuno che Gabriele Bosi venga messo in Giunta e lasci il ruolo di segretario senza la minima condivisione interna al partito, in un momento in cui il Pd non può permettersi di concentrarsi sulla propria riorganizzazione interna, a mesi di distanza dal congresso. In una fase di crisi come questa il Pd dev'essere guida politica e punto di riferimento. Lasciarlo senza guida è un atto di forte irresponsabilità verso iscritti e iscritte, ma soprattutto verso la cittadinanza, il terzo settore e quei mondi della sinistra e dell'associazionismo che il Pd deve sempre di più rappresentare. Il segretario incarna l'unità del partito, è stato votato all'unanimità e deve portare a termine il proprio mandato, guidando un Pd unito in questi mesi complessi e portandolo compatto al congresso. Noi Giovani Democratici - conclude Logli - lavoriamo per un Pd che sia al servizio della cittadinanza e dei temi del nostro presente, prima che dell'amministrazione.”
Impostazione in parte condivisa anche dagli zingarettiani. Ilaria Bugetti, ha rincarato la dose sottolineando di non gradire metodo e contenuto delle scelte fatte: "Mi corre l’obbligo di precisare che una tale opzione non è stata condivisa ma solamente comunicata nel gruppo di cui sono una delle referenti provinciali ovvero quello degli zingarettiani – fa sapere la consigliera regionale Ilaria Bugetti –. Fatto salvo che il sindaco di Prato ha tutto il diritto e rientra pienamente nelle sue prerogative di selezionare le persone che ritiene più idonee nelle diverse deleghe è altresì vero che, in particolare in un momento delicato come questo, la politica e in particolare il Partito democratico dovrebbero dare un segnale di massima attenzione verso la rappresentanza di tutte le componenti e anime che lo sostengono ed essere di esempio per tutta la società civile nel metodo di scelta dei ruoli di responsabilità. Non vedo motivi per cui il nostro segretario provinciale (che è stato eletto prima dell’ultimo congresso nazionale, quindi in un momento politicamente diverso da quello attuale) dovrebbe dimettersi se non quello della naturale scadenza del suo secondo mandato, cosa che dovrebbe avvenire in autunno».
Bugetti poi ribadisce il proprio peso e che gli equilibri interni sono cambiati: "La componente zingarettiana ha vinto un congresso nazionale che anche nella provincia di Prato ha registrato un successo di oltre il 60% dei votanti e anche nelle ultime elezioni regionali, a Prato la candidata sostenuta dagli zingarettiani è riuscita ad essere rieletta, unica peraltro di tutti i candidati – sottolinea Bugetti –. Tutto questo credo abbia un significato nell’ottica di una ricomposizione dell’unità del partito dopo anni di “rottamazioni” spesso inopportune e ingiuste. Sarà mia cura nei prossimi giorni approfondire la questione all’interno della nostra area e insieme al sindaco Biffoni, con il metodo di condivisione che ci ha sempre contraddistinto».
Sul fronte politico opposto durissima l’accoglienza riservata a Bosi da parte del gruppo della Lega attraverso il consigliere Marco Curcio che ironizza sulla scelta compiuta dal sindaco: “Finalmente viene trovata una collocazione al segretario del Pd, quello che ogni volta era in corsa per un posto da assessore, consigliere, membro di un CdA. - afferma Curcio - ll valzer delle poltrone è solo alla fase due, ne seguiranno sicuramente altre ancora. Si spartiscono le poltrone senza nessuna novità, il modo di governare del PD è di una scuola politica molto rodata. La rotazione delle poltrone infatti è un metodo efficace per occupare e mantenere il potere”.
(e.b.)
 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  06.01.2021 h 16:33

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus

Digitare almeno 3 caratteri.