06.04.2020 h 16:40 commenti

Blocco attività, salgono a 901 le imprese pratesi che hanno chiesto di lavorare in deroga

Sono 221 in più rispetto alle comunicazioni già inviate la scorsa settimana. In città si è registrato un incremento di furgoni per le consegne in parte legati alla vendita online di attività anche non alimentari
Blocco attività, salgono a 901 le imprese pratesi che hanno chiesto di lavorare in deroga
Sono salite a 901 le imprese della provincia di Prato che hanno comunicato alla Prefettura di poter lavorare in base ai codici Ateco legati alla filiera produttiva essenziale. A fine marzo erano 680 quindi, in una settimana, sono aumentate di 221 le comunicazioni inviate.
Forse, anche per questo, oggi 6 aprile, in città si vedono girare più furgoni e ad inizio mattina, in coincidenza con l'orario di apertura delle imprese, si è registrato un flusso superiore di macchine rispetto alla scorsa settimana. La Prefettura nei prossimi giorni continuerà insieme alla guardia di finanza il controllo delle imprese che hanno fatto richiesta, mentre mercoledì è convocato nuovamente il tavolo con associazioni di categoria , Camera di Commercio e sindacati per fare il punto sulla situazione. “Anche per queste nuove comunicazioni – spiega il prefetto Rosalba Scialla – la metà possono produrre in base ai codici Ateco, le altre saranno sottoposte ai dovuti controlli, nel frattempo però possono lavorare”. L'elenco aggiornato è stato inviato alla Camera di Commercio per essere pubblicato sul suo sito.
A fianco delle “nuove produzioni” si registra anche un numero crescente di commercianti che si sono organizzati per la vendita online e la consegna a domicilio. Oltre a ristoranti e negozi di generi alimentari si sono attrezzate anche cartolerie e negozi di giocattoli, quindi un'altra spiegazione dell'aumento di mezzi per le strade potrebbero essere i furgoni per le consegne. E infatti negli ultimi giorni le linee telefoniche delle associazioni di categoria e del Comune sono stati presi d'assalto per avere chiarimenti, segno che in attesa di capire quando si potrà passare a quella che il presidente del Consiglio Conte ha chiamato “la fase 2”, gli imprenditori hanno cercato una strada per sopravvivere, sebbene con vendite molto limitate .
 

Data della notizia:  06.04.2020 h 16:40

 
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