02.03.2021 h 01:10 commenti

Blefari è il più ricco tra i medici dell'ospedale: ecco tutti i redditi dei dirigenti della sanità pratese

L'Asl pubblica le tabelle dei compensi liquidati nel 2020. In molti casi le somme finali risentono delle limitazioni che il Covid ha comportato all'esercizio della libera professione intramuraria
Blefari è il più ricco tra i medici dell'ospedale: ecco tutti i redditi dei dirigenti della sanità pratese
E' l'urologo Franco Blefari il Paperon de' Paperoni dei medici dell'ospedale di Prato. Secondo le tabelle pubblicate dall’Asl Toscana Centro in osservanza della legge sulla trasparenza, nel 2020 il primario di Urologia ha registrato il compenso più alto tra i suoi colleghi con un incarico di vertice dichiarando 285.309 euro. Cifra che lo colloca anche nell'Olimpo di tutta l'Asl.
A fare la differenza tra camici sono soprattutto le prestazioni di libera professione in intramoenia. Quella di Blefari ammonta a 150.831 euro al netto della quota dovuta all’azienda sanitaria per l’uso degli spazi. In realtà il dato è quasi la metà del 2019 (oltre 284mila euro su un totale oltre 402mila euro) a causa del Covid che soprattutto durante la prima ondata ha comportato il blocco totale della libera professione negli ambulatori pubblici.
Quindi nel 2020 tutti gli importi dei medici che visitano anche in intramoenia sono più bassi del 2019. Segue Blefari ma a distanza, il primario di neurologia e direttore dell’area di malattie cerebro vascolari e degenerative, Pasquale Palumbo con 177.727 euro di compenso cui 38.144 derivante dalla libera professione. Terzo posto per il “mago” del testa-collo Antonio Sarno, primario di otorinolaringoiatria che ha percepito 167.271 euro di cui 66.378 euro provenienti dall’intramoenia. Fuori dal podio per un soffio il professor Fabrizio Cantini, numero uno di reumatologia, che dall’Asl ha ricevuto 164.650 euro di cui 47.375 euro per libera professione. Quinto il primario di oculistica Ivo Lenzetti con 162.453 euro di cui 57.498 dalla libera professione.
Sganciamoci dalla classifica e scorriamo l’elenco a caccia dei medici pratesi. Non tutti esercitano privatamente, sia per scelta che per tipologia di specializzazione ricoperta. In questi casi la differenza tra un medico e un altro varia in base all’anzianità, all’ammontare dei compensi fissi, alla parte variabile e a quella di risultato. La direttrice del Santo Stefano, ad esempio, Daniela Matarrese, percepisce 128.853 euro, somma interamente legata all’incarico pubblico svolto. Simile la situazione del dottor Renzo Berti, alla guida del dipartimento di prevenzione dell’azienda che percepisce 140.530 euro. Sotto di lui, il dottor Luigi Mauro, che guida la medicina del lavoro, ha un compenso di 119.168 euro interamente legato al ruolo pubblico. Come Giuseppe Vannucchi che si occupa di igiene degli alimenti e della nutrizione e percepisce 118.414 euro. 
Non esercita libera professione neanche il dottor Simone Magazzini, numero uno dell’area emergenza-urgenza di tutta l’Asl, nonché direttore del pronto soccorso di Prato. Il suo stipendio è di 142.776. Rocco Caprino porta a casa 132.534 euro per dirigere l’emergenza territoriale pratese. Niente intramoenia per la ginecologa Anna Franca Cavaliere, arrivata a guidare l’area materno-infantile del Santo Stefano all’inizio del 2020, che ha un compenso di 92.944 euro. La responsabile del coordinamento sanitario dei servizi territoriali, Laura Tattini ha un compenso di 97.420 euro interamente legato al ruolo pubblico ricoperto.
Proseguiamo. L’oncologo di fama mondiale, Angelo Di Leo, ha un compenso di 114.444 euro. Il primario di Rianimazione, direttore d’area per tutta l’Asl, Guglielmo Consales, ottiene 146.951 euro di cui 13.722 provenienti dalla libera professione. Il numero uno di cardiologia, Francesco Bellandi conta 145.225 euro di cui 11mila in prestazioni intramurarie. L’ortopedico e traumatologo Giovanni Benelli ha un compenso di 150.458 euro di cui 18.465 euro da libera professione. 
Alessandro Farsi, direttore di allergologia e immunologia, nonché responsabile delle vaccinazioni antiCovid per l’ospedale, percepisce 108.599 euro di cui 22mila euro da libera professione. Massimo dI Natale, capo della Medicina II, ha un compenso di 118.227 euro di cui poco meno di tremila euro provenienti dall’intramoenia; il collega di Medicina I, Giancarlo Bini percepisce 115.500 euro senza alcun introito di libera professione. Stessa scelta per la geriatra Donatella Calvani che ottiene 111.348 euro per guidare la struttura operativa complessa di geriatria. Il primario di pediatria, Pierluigi Vasarri ottiene 139.738 euro di cui 13.555 da libera professione.
Gesualdo Campolo, numero uno di nefrologia e dialisi, ha un compenso di 114.460 euro di cui 13.399 euro da libera professione. Il collega di gastroenterologia, Giuseppe Ciancio ottiene 133.452 euro di cui 31.577 euro da attività intramuraria. Raffaele Leoni, odontoiatria, percepisce 101.390 euro di cui 8.957 in libera professione. Bruna Lombardi, a capo di medicina fisica e riabilitazione ha un compenso di 133.301 euro di cui 2.872 in libera professione. 
Nella branca della psichiatria, il più pagato è Marco Armellini, alla guida della salute mentale infanzia e adolescenza, con 145.225 euro di cui 11mila in libera professione. Segue a poca distanza il collega che segue gli adulti, Giuseppe Cardamone con 141.671 euro di cui 17.539 derivanti da libera professione. Antonella Manfredi che è la numero uno dell’area dipendenze ottiene 127.007 euro. Giancarlo Landini, a capo delle specialistiche mediche dell’intera Asl, ottiene 157.436 euro di cui 4.269 euro. 
Antonio Crocco, a capo di immunoematologia e della medicina trasfusionale di Prato e di Pistoia, ha 115.075 euro di cui 846 euro in libera professione. La primaria di malattie infettive, Donatella Aquilini, percepisce 100mila euro tondi di cui 831 euro in libera professione. Il numero uno di Radiologia, Maurizio Bartolucci ottiene 84.232 euro interamente legato al suo lavoro pubblico. 
Diamo ora un’occhiata ai compensi dei vertici aziendali.
Il direttore generale Paolo Morello Marchese percepisce 151mila euro. Il direttore sanitario Emanuele Gori 131.994 euro. 
Infine esaminiamo anche l’elenco dei dirigenti professionali tecnici e amministrativi dell’Asl Toscana Centro. Alberto Anichini che guida la farmacia dell’ospedale e in questo periodo anche lo smistamento dei vaccini antiCovid, percepisce 112.190 euro. L’ingegner Gianluca Gavazzi a cui si deve la realizzazione a tempo di record delle ali del Santo Stefano e del centro Covid Pegaso all’ex Creaf e che sta lavorando alla costruzione del distretto di San Paolo e della palazzina aggiuntiva dell’ospedale, ha un compenso di 113.149 euro. Claudio Sarti che ha la responsabilità dei servizi ai cittadini di Prato e di Pistoia, porta a casa 94.909 euro. Ferdinando Milicia che guida i servizi amministrativi alle strutture, alla prevenzione e alla medicina legale ottiene 92.561 euro.
Eleonora Barbieri
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  02.03.2021 h 01:10

 
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