18.01.2019 h 10:36 commenti

Bancarotta fraudolenta, arrestati due imprenditori del settore trasporto merci

Operazione della guardia di finanza che ha arrestato un imprenditore pratese e uno fiorentino accusati di reati tributari e bancarotta per più di 8 milioni di euro. Sequestrati terreni, immobili, conti correnti, veicoli e orologi di lusso. L'inchiesta, coordinata dalla procura di Firenze, ha coinvolto quattro società cooperative collegate a società di capitali
Bancarotta fraudolenta, arrestati due imprenditori del settore trasporto merci
Bancarotta fallimentare fraudolenta, appropriazione indebita, occultamento e distruzione di documentazione contabile fiscale e autoriciclaggio. Sono le accuse che all'alba di oggi, venerdì 18 gennaio, hanno portato agli arresti domiciliari due imprenditori di 71 e 49 anni, residenti rispettivamente nella provincia di Prato e in quella di Firenze. I finanzieri del comando provinciale del capoluogo toscano hanno dato esecuzione alle ordinanze di misura cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze che ha recepito le richieste della procura. L'operazione ha interessato, oltre alle provincie di Prato di di Firenze, anche quella di Livorno e la Campania.
Complessa l'indagine che ha acceso i riflettori su quattro società cooperative – tre delle quali fallite – del settore del trasporto e della distribuzione di merci.
La ricostruzione degli investigatori ha fatto emergere un sistema di frode attraverso il coinvolgimento di alcune società di capitale attive principalmente nel fiorentino, gestite dai due imprenditori arrestati: uno era il dominus del sistema, l'altro uomo di sua fiducia. L'inchiesta avrebbe accertato che le società di capitale servivano a non versare le imposte e secondo un calcolo approssimativo l'Iva dovuta e non versata ammonta a oltre 3 milioni e mezzo. Diversi gli espedienti a cui sarebbe stato fatto ricorso: indebite compensazioni di imposte per più di 4 milioni, omesse e infedeli dichiarazioni dei redditi e Iva, occultamento e distruzione di documentazione contabile.
Le cooperative venivano utilizzate come casseforti da cui prelevare denaro sotto forma – secondo la guardia di finanza – di ingenti compensi del tutto ingiustificati o attraverso l'attivazione di carte prepagate fittiziamente intestate a soggetti nullatenenti compiacenti. L'ammontare delle operazioni supererebbe i 3 milioni di euro.
Il sistema della frode avrebbe consentito agli indagati un elevato tenore di vita: a dimostrazione di questo, il noleggio a nome delle società gestite, e già in sofferenza, di due Porsche. Nel corso dell'intervento di oggi, i finanzieri hanno sequestrato orologi di pregio, conti correnti, veicolo, immobili, terreni dislocati tra la Toscana, la Campania, la Puglia e la Sicilia.
Parte del frutto degli illeciti tributari sarebbe stato dirottato all'estero, in particolare in Romania e nella Repubblica Dominicana dove sarebbero state create ulteriori società di scopo.
La guardia di finanza ha messo insieme il quadro probatorio che ha portato la procura a chiedere e ottenere le misure cautelari. Verifiche fiscali, intercettazioni telefoniche, controlli tributari che hanno completato una indagine più vasta che, lo scorso anno, aveva già prodotto la contestazione di violazioni penali tributarie e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per circa 8 milioni, equivalenti al solo risparmio di imposta ottenuto dagli imprenditori.
 
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Data della notizia:  18.01.2019 h 10:36

 
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