20.09.2019 h 08:53 commenti

Aumentano i poveri, dati allarmanti: nel 2018 più di tremila famiglie hanno bussato alle porte della Caritas

Presentato il Rapporto sulle povertà. I numeri sono quelli del periodo più difficile della crisi. A chiedere aiuto soprattutto le famiglie straniere. La spiegazione: "Il lavoro c'è ma si tratta di occupazioni precarie che non permettono alle famiglia di guardare al futuro con serenità"
Aumentano i poveri, dati allarmanti: nel 2018 più di tremila famiglie hanno bussato alle porte della Caritas
Più di tremila, 3.187 per la precisione, le persone che nel 2018 hanno bussato alle porte della Caritas per chiedere aiuto. L'aumento percentuale è dell'11 per cento rispetto all'anno precedente. Un numero che fa tornare la città indietro nel tempo di almeno dieci anni, il periodo più difficile della crisi economica. La Caritas ha presentato ieri, giovedì 19 settembre, il Rapporto sulle povertà. A cercare aiuto, soprattutto economico, sono per la maggior parte stranieri aumentati del 13,1 per cento, il doppio degli italiani che sono cresciuti del 6,6 per cento. In termini assoluti, di tutti gli utenti seguiti nel 2018 dalla Caritas, gli stranieri sono il 68 per cento: 16 per cento marocchini, 13 per cento nigeriani, 11 per cento albanesi, 10 per cento georgiani. I cinesi rappresentano il 7 per cento. Considerando una media di 2,5 componenti a famiglia, sono circa 8mila le persone seguite e di queste oltre 1.300 sono minori.
“I bisogni – ha commentato Massimo Lotti, referente dell'osservatorio Caritas – nascono principalmente dalla mancanza di un lavoro stabile. Da questo derivano diverse problematiche, su tutte il bisogno di una casa che è cresciuto addirittura del 40 per cento tra gli stranieri”.
I dati sono allarmanti. “Questo – ha detto il direttore della Caritas Idalia Venco – non vuol dire che sia tornata la crisi economica perché il lavoro c'è, solo che si tratta di occupazioni precarie che non permettono alle famiglie di guardare al futuro con serenità”.
Alla presentazione del Rapporto sulle povertà, che si è tenuta in Palazzo vescovile, hanno preso parte, tra gli altri, il vescovo Giovanni Nerbini, il professore universitario esperto di welfare Gino Mazzoli, il direttore della Società della salute Lorena Paganelli, il referente dell'Unità operativa professionale per l'inclusione del Comune di Prato Noemi Imprescia. Presenti anche il sindaco Matteo Biffoni e l'assessore ai Servizi sociali Luigi Biancalani.
Dalla Caritas il messaggio chiaro e forte della necessità di “fare rete” e non soltanto tra le istituzioni pubbliche e private ma anche, e soprattutto, tra cittadini, parrocchiani, vicini di casa. “Occorre partire dal buon vicinato – le parole di Venco – basta poco per essere di aiuto agli altri e dare una mano. Per prima cosa dobbiamo però accorgerci delle situazioni di difficoltà che ci stanno accanto, a partire dal palazzo dove abitiamo”.
“Oggi è cambiata la geografia della povertà – l'osservazione del professor Mazzoli – dobbiamo guardare non solo ai poveri ma anche a chi rischia di entrare nella povertà. E per fare questo il tema delle reti sociali è fondamentale, occorre mettere in campo tante azioni connesse tra loro: attività che abbiano una utilità evidente per le persone. In poche parole, dobbiamo seminare pratiche di fiducia, questa è la nostra responsabilità collettiva”.
 
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Data della notizia:  20.09.2019 h 08:53

 
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