17.04.2016 h 10:45 commenti

Appartamento lasciato in eredità alla badante, ecco cosa prevede la legge per tutelare la figlia

La nostra esperta di diritto risponde alla lettera di una lettrice: il codice prevede una serie di tutela a favore degli eredi legittimi anche in presenza di un testamento
Appartamento lasciato in eredità alla badante, ecco cosa prevede la legge per tutelare la figlia
La rubrica “Giustizia a portata di click” è curata dall'avvocato Valeria Rinaldi. Negli articoli saranno trattati e spiegati alcuni casi specifici, cercando di fornire un'utile guida per districarsi tra norme e codici della giustizia italiana. Chi avesse un quesito da sottoporre all'avvocato Rinaldi può inviare una mail a giustiziaportatadiclick@gmail.com . Naturalmente sarà garantito l'anonimato.

Poco dopo la morte di mio padre è saltato fuori un testamento nel quale dice di voler lasciare l'unico appartamento che abbiamo alla badante che lo ha assistito negli ultimi anni di vita. Cosa posso fare per tutelarmi nei confronti di questo testamento e della badante che ora occupa l'immobile?
Carmen

La morte di qualunque persona determina l'apertura della successione, tutti i rapporti patrimoniali sia attivi, – crediti-, che passivi – debiti-, di cui era titolare il defunto vengono distribuiti a determinate persone ed in determinate quote a seconda dell’esistenza di un rapporto di parentela ovvero a seconda di quanto previsto nel testamento.
Nel nostro ordinamento, infatti, ci sono due tipi di successioni:
- la successione legittima è la distribuzione dell’eredità che trova la sua fonte nella Legge e non invece nella volontà del defunto.
Se il decuis (il defunto) non aveva fatto testamento, o il testamento non è valido, allora è la Legge che prevede a quali soggetti ed in quale quantità verranno distribuiti i debiti ed i crediti ereditari.
Agli artt. 565 e seguenti, il codice civile fissa proprio una "graduatoria" di ordine e di quote tra coloro che l'ordinamento presume siano gli affetti primari del defunto e cioè la sua famiglia in senso stretto, intesa come parentela di sangue o fondata sul matrimonio.
In questo vi è una grande disparità, come noto, tra le coppie di fatto e le coppie sposate in quanto al convivente more uxorio non spetterà nulla in caso di morte improvvisa del compagno/a, ed è dunque necessario in questi casi prevedere in vita con testamento le proprie volontà .
- La successione testamentaria. Con il testamento un soggetto individua le persone a cui attribuire il proprio patrimonio: il testatore potrà attribuire un bene ad una determinata persona anche se non legata da vincoli di parentela, potrà attribuire un bene a più persone decidendo le quote di proprietà di ciascuno, potrà costituire un usufrutto, ma potrà anche pretendere dai propri successori determinati comportamenti, come spesso accade per le disposizioni sulla sepoltura ma come potrebbe accadere anche con riguardo al compimento di altre attività .
Ci sono varie forme di testamento, ma le più comuni sono il testamento cd. pubblico con il quale le ultime volontà vengono raccolte da un notaio, ed il testamento olografo, che ha pari valore del testamento pubblico, ma nel quale, invece, è il testatore che deve esprimere per iscritto di proprio pugno le sue ultime volontà, dovrà datare di proprio pugno la scrittura ed ovviamente sottoscriverla ed aver cura di conservarla integra in ogni sua parte .
In caso di testamento gli eredi devono attenersi a quanto deciso dal de cuius e dovranno dunque suddividere i suoi averi in base a quanto da lui previsto Ma con dei limiti.
La quota legittima. Il testatore non è però completamente libero di disporre del suo patrimonio. La legge infatti tutela i parenti più prossimi riservando loro una parte di eredità, che non può esser sottratta nemmeno con testamento.
Il codice civile agli artt. 536 e seg. c.c. riserva ai figli, al coniuge ed agli ascendenti (eredi legittimari) del de cuis una quota indisponibile che varia a seconda di quanti altri eredi legittimari vi siano. In altre parole gli eredi legittimari non possono essere arbitrariamente "diseredati".
E' quanto avvenuto alla nostra lettrice, la quale essendo l'unica figlia del de cuius ha diritto stando all'art. 537 c.c. alla metà del patrimonio del padre, il quale non può attribuire l’unico suo bene, e che dunque costituisce il 100% del suo patrimonio, ad un terzo ledendo la quota che la Legge ha attribuito alla figlia.
Qualora il de cuius abbia violato tali disposizioni sottraendo al successore legittimario parte della propria quota di eredità, allora il famigliare potrà e dovrà agire dinanzi al Giudice per ottenere una integrazione di quanto avuto con conseguente riduzione della quota attribuita in eccedenza al terzo .
L’indegnità. La nostra legge non prevede la possibilità di diseredare una persona che sia legata a noi da vicoli di parentela o coniugio, in quanto cerca di tutelare al massimo, nella successione ereditaria, la famiglia, supponendo che siano le persone legate da affetti profondi al soggetto deceduto.
Se però un successore ha commesso determinati fatti lesivi dell’incolumità fisica e morale del de cuius o della sua libertà di fare testamento e, nonostante ciò, vanti lo stesso diritti ereditari, si potrà instaurare un giudizio affinché con sentenza venga dichiarata l'indegnità a succedere.
Le ipotesi di indegnità a succedere sono quelle tassative previste dall'art 463 c.c. e sono tutti casi particolarmente gravi in cui è logico supporre che sia venuta meno la meritevolezza del lascito, come nei casi di tentato omicidio ovvero omicidio del de cuius o dei suoi prossimi congiunti o come nel caso di falsificazione di un testamento.
La divisione
L'art. 713 c.c. garantisce a ciascun coerede il diritto di chiedere sempre ed in ogni tempo lo scioglimento della comunione ereditaria, si tratta cioè di un diritto imprescrittibile.
La divisione può essere convenzionale qualora i coeredi si accordino sulla consistenza delle quote, oppure giudiziale. In questo secondo caso è il Giudice che calcolerà in concreto le quote e distribuirà quanto spettante a ciascun coerede .
Di frequente i problemi sorgono quando nell'asse ereditario vi siano o più beni immobili, perché ovviamente, qualora ci siano solamente somme di denaro o beni mobili questi saranno più facilmente frazionabili.
Con riguardo ai beni immobili invece il Giudice dovrà anzitutto verificare se il bene è comodamente divisibile in quanto se così fosse potrà agevolmente attribuire pro quota l'immobile a ciascun erede - immaginiamo un'abitazione grande con due bagni, due cucine e magari anche su due livelli.
Al riguardo la Suprema Corte di Cassazione ritiene che un bene non sia di comoda divisione se non possa frazionarsi in parti corrispondenti al numero o al valore delle quote dei coeredi o che ciò possa avvenire solo mediante l’imposizione di limitazioni eccessive, lavori complessi e pertanto eccessivamente dispendiosi in relazione ai risultati raggiungibili.
Se, come più di frequente accade, l'immobile non è comodamente divisibile allora il Giudice assegnerà il bene alla parte che ne fa richiesta oppure, se entrambe ne fanno richiesta, a colui che ha la quota maggiore, a condizione che conferisca all'altro coerede il corrispettivo monetario della sua quota. Se nessuno dei due condividenti richiede l'assegnazione, il bene sarà venduto all'asta ed il ricavato sarà distribuito tra i coeredi.
Se, come nel caso della lettrice che ha posto la domanda, un coerede occupa in via esclusiva l'immobile in comunione, il Giudice potrà anche condannarlo a corrispondere all'altro un'indennità di mancato godimento della propria quota d'immobile da quantificare in base al valore locativo del bene stesso.
Spesso le liti tra coeredi sono liti tra persone che dovrebbero essere unite da rapporti affettivi e di parentela che vengono messi da parte per ragioni economiche e per questo motivo per la materia è stata prevista la conciliazione obbligatoria prima di poter adire il Giudice, e ciò nella speranza che la famiglia ripiani le conflittualità fuori dalle aule giudiziali che invero potrebbero determinarne la definitiva disgregazione.
Valeria Rinaldi 
 
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Data della notizia:  17.04.2016 h 10:45

 
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