15.04.2016 h 11:46 commenti

Anziani maltrattati a Narnali, i familiari chiedono giustizia. Il sindaco: "La città è con voi"

Alla vigilia del processo ai 13 sanitari, il Comune sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile. La vedova di uno degli ospiti: "Feci due denunce nel 2011 e nel 2012 ma nessuno fece niente"
Anziani maltrattati a Narnali, i familiari chiedono giustizia. Il sindaco: "La città è con voi"
Giustizia per gli anziani maltrattati nella residenza sanitaria assistita di Narnali. È la richiesta che arriva dai parenti delle vittime che con la voce ancora oggi rotta dall'emozione raccontano la violenza entrata nelle loro famiglie. A distanza di quasi un anno dai maltrattamenti documentati dalle telecamere installate dalla polizia, su ordine della procura, dopo la denuncia presentata da due testimoni, e a pochi giorni dall'inizio del processo, i parenti sono stati ricevuti oggi, venerdì 15 aprile, dal sindaco Biffoni che ha voluto in questo modo dimostrare la vicinanza e la solidarietà di tutta l'amministrazione comunale e la volontà di dare un senso vero e concreto al significato di comunità.
"Nella casa che è di tutti - ha detto il sindaco - i familiari delle vittime dei maltrattamenti sono venuti a raccontare la loro storia. La lacerazione è stata troppo dolorosa, noi siamo al loro fianco per dire che il rapporto di fiducia che si è interrotto può e deve essere ricostruito. Siamo vicini a persone che hanno dovuto subire una situazione difficilmente definibile con parole educate". Accompagnati dall'avvocato Rachele Santini dello studio legale Rocca Nigro, i parenti hanno chiesto giustizia: "Ci aspettiamo - hanno detto - pene commisurate alla gravità dei fatti".
Tredici tra infermieri e operatori socio sanitari che compariranno davanti al gup per maltrattamenti nella struttura della Asl che impiegava personale dal consorzio Astir. Gli indagati erano diciassette. "Abbiamo affidato i nostri anziani alla struttura considerata da molti la migliore del territorio - lo sfogo - non abbiamo mai considerato quello un deposito, siamo stati attenti e presenti e possiamo dire che quello che stiamo vivendo può accadere a chiunque".
Qualche situazione anomala era stata segnalata alla direzione della rsa. Lo dice la moglie di un uomo deceduto nel 2014: "Presentai una denuncia a novembre 2011 e una seconda a gennaio 2012 dopo aver scoperto dei lividi sul corpo di mio marito. Lo dissi alla direzione, non ebbi spiegazioni. Venne un carabiniere in borghese e disse che non si potevano mettere le telecamere". Conferma l'esistenza di un procedimento che non ha avuto seguito l'avvocato Santini: "Ora ci auguriamo che alla luce di quanto successo si possa riaprire anche quel caso". Non nascondono, i familiari, l'aspettativa di un approfondimento circa l'operato di chi aveva funzioni di controllo.
Intanto l'ufficio legale del Comune sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile: "Se ci saranno le condizioni - dice il sindaco - lo faremo per tutelare l'immagine della comunità tutta pur sapendo che non ci sono relazioni immediate tra Comune e servizio rsa. Non ci interessa mettere bandierine, la giustizia farà il proprio corso. Abbiamo una certezza: stare al fianco delle famiglie e non ci sottrarremo a questo". 
nadia tarantino
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  15.04.2016 h 11:46

 
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