06.03.2018 h 13:27 commenti

Ant premia sette "donne meravigliose", ritenute un esempio per la città

Scelte in diversi ambiti dalla sanità, all'imprenditoria, dalla moda alla comunicazione. La premiazione venerdì 9 marzo al museo del Tessuto con una cena tutta al femminile
Ant premia sette "donne meravigliose", ritenute un esempio per la città
Sono sette le donne che Ant, Associazione Nazionale Tumori, premierà venerdì 9 marzo al Museo del Tessuto nell' ambito dell'iniziativa Meravigliosamente donna in Ant: Vera Innocenti ematologa dell’ ospedale di Prato, Elena Pieralli, presidente dell’associazione Giorgio La Pira, Dalia Mazzi imprenditrice, la stilista Eleonora Lastrucci, la campionessa di pattinaggio artistico Giada Cavataio, Francesca Arena produttrice televisiva e Cristina Paolieri sostenitrice dell’associazione.
“Siamo arrivati alla seconda edizione – ha spiegato Silvia Leoni responsabile Ant per la Toscana - e anche quest’anno abbiamo voluto premiare donne che, in diversi ambiti, hanno fatto il proprio lavoro con serietà dando lustro anche alla città”. A premiare le sette prescelte, il sindaco Matteo Biffoni in occasione della cena che si terrà al Museo del Tessuto, anche qui con una declinazione tutta femminile a partire dalla chef Ombretta Giovannini, alla maestra pasticcera Loretta Fanella, fino alle sommelier Silvia Vannucci e Maria Giulia Frova. “L’amministrazione comunale – ha spiegato il vice sindaco Simone Faggi - crede molto nel lavoro che l’associazione da oltre 23 anni sta portando aventi su Prato”.
Ant nel 2017 sui territori di Prato, Firenze e Pistoia ha seguito 800 persone garantendo un servizio h 24 sette giorni su sette, lo staff è composto da dieci medici, sei infermieri e tre psicologi, con i il ricavato delle cena di venerdì si cercherà di creare un fondo per aumentare l’organico.
Anche Vera innocenti, ora in pensione, ha lavorato per tutta una vita nella sanità e proprio per le sue ricerche è stata premiata: negli anni 80 ha iniziato a lavorare su uno screening sui ragazzi di 12 anni per studiare l’anemia mediterranea, una malattia al tempo abbastanza diffusa anche a Prato. “Ho iniziato la mia carriera – racconta innocenti – quando i medici donna erano pochissime, ho scelto di specializzarmi in pediatria al tempo era appena nata a Prato, ma poi mi sono innamorata dell’ematologia e per oltre 20 anni mi sono dedicata all’anemia mediterranea senza però trascurare tutta l’attività di laboratorio”
 
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Data della notizia:  06.03.2018 h 13:27

 
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