01.12.2021 h 18:21 commenti

Anniversario Teresa Moda, sottoscritto un nuovo protocollo per unire le forze contro lo sfruttamento

E' stato firmato da Comune e Procura di Prato, Asl, sindacati confederali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil e dal Centro interuniversitario L'altro diritto. Ma il ministro Orlando ha annullato in extremis il collegamento in videoconferenza. Nicolosi: "Senza la collaborazione dei cinesi è dura"
Anniversario Teresa Moda, sottoscritto un nuovo protocollo per unire le forze contro lo sfruttamento
Un unico protocollo operativo, al posto dei precedenti quattro, tra istituzioni, procura e sindacati per garantire una presa in carico integrata alle vittime di sfruttamento lavorativo con l'obiettivo di dare loro una nuova vita. E' quanto firmato da Comune e Procura di Prato, Asl, sindacati confederali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil e dal Centro interuniversitario L'altro diritto, questa mattina al Centro Pecci, in occasione dell'ottavo anniversario del tragico rogo al Teresa Moda in via Toscana. La morte di quei sette operai cinesi ha fatto da spartiacque nella lotta all'illegalità economica a conduzione orientale, e dopo i passi avanti fatti per garantire maggiore sicurezza nei capannoni grazie al progetto Lavoro sicuro, è arrivato il momento di concentrare ogni sforzo per combattere lo sfruttamento lavorativo. "Dobbiamo fare un passo ulteriore con la stessa forza e aggressività con cui ci siamo occupati della sicurezza nei capannoni. - afferma il sindaco Matteo Biffoni - Non possiamo permetterci di fallire perchè il fenomeno rischia di minare dall'interno il sistema economico. L'idea - prosegue Biffoni - è di mettere in piedi una rete che aiuti queste persone, un sistema a cui loro possano rivolgersi, con al centro lo sportello antisfruttamento istituito all'assessorato all'Immigrazione che prenda in carico chi decide di denunciare, creando un percorso per  uscire dallo sfruttamento, la Procura colpirà gli sfruttatori e i sindacati daranno indicazioni importanti sulle situazioni da monitorare. E' una rete che può diventare un modello nazionale".
Massimiliano Brezzo, segretario della Filctem Cgil di Prato sottolinea l'importanza di tenere insieme repressione e accoglienza: "Bisogna ridurre il fenomeno e poi prendere in carico le vittime, altrimenti non ce la faremo mai".
Una battaglia indebolita da una serie di fattori. Il primo è certamente l'inadeguatezza dell'organico dell'Ispettorato del Lavoro, composto da sei persone. Il ministro Andrea Orlando non ha ancora dato un'indicazione precisa su quanti assunti dalla nuova graduatoria saranno assegnati a Prato e oggi, in un giorno simbolo per la battaglia della città contro lo sfruttamento lavorativo, ha dato forfait per impegni improvvisi. Al posto del collegamento via web ha mandato una lettera.
L'altro fattore è l'assenza al tavolo della comunità cinese. Il procuratore Giuseppe Nicolosi ha sottolineato la necessità di coinvolgere l'imprenditoria cinese e ha ribadito che a oggi non c'è collaborazione da parte del consolato. "Ormai siamo abituati a fare da soli" - ha affermato Nicolosi rispondendo ai giornalisti e durante il suo intervento ha aggiunto: "Oggi manca un convitato di pietra, l'imprenditoria cinese. Il loro coinvolgimento è fondamentale altrimenti saremo costretti a far emergere il fenomeno solo dal basso".
Il sostituto procuratore Lorenzo Gestri, a capo del pool che si occupa di caporalato e sfruttamento lavorativo, ha analizzato l'efficacia degli strumenti normativi che si sono susseguiti negli anni fino a quello attuale, frutto della riforma del 2016, e ha sottolineato che è grazie ai protocolli siglati in questi anni che sono emerse notizie di reato e quindi indagini perché finché la vittima si sente debole non denuncia. Il trend è crescente e quindi il fenomeno affiora. Nello specifico (i dati sono aggiornati al luglio del 2021), i procedimenti a carico di noti sono stati 6 nel 2017, 13 nel 2018, 15 nel 2019, 25 nel 2020. Per 27 c'è stata l'archiviazione, per 12 è stata esercitata l'azione penale e per i restanti 20 sono in corso le indagini.
Piede sull'acceleratore per contrastare lo sfruttamento lavorativo ma senza allentare sui controlli nelle aziende cinesi per garantirne la sicurezza. Lo hanno sottolineato Regione e Asl all'evento ospitato stamani al Pecci. Da settembre 2014 a oggi il progetto Lavoro sicuro, rinnovato a fine 2020 ed entrato nella Fase 4, ha portato evidenti risultati sul fronte dell'eliminazione dei dormitori e delle cucine in azienda con un trend di regolarità passato dal 20% a oltre il 50%. Trend che nel post Covid ha subito una frenata. Per questo abbassare la guardia è pericoloso. "L'illegalità è un tavolo a tre gambe. - ha affermato Renzo Berti, responsabile del dipartimento di prevenzione dell'Asl - Una è la sicurezza sul lavoro, la seconda è l'evasione fiscale e la terza è lo sfruttamento lavorativo. E' importante agire in modo integrato per combattere i tre fronti ma pensare di ountare solo sulla repressione è sbagliato perchè i risultati sono rapidi ma effimeri. Ci vuole più prevenzione ancheattraverso la responsabilizzazione degli addetti, investimenti e formazione. Ci sono poi due fattori condizionanti che sono un'alleanza sociale contro la concorrenza sleale e un modello di business orientato alla qualità".
L'Asl ha anche annunciato che presto saranno rimpiazzati i 22 ispettori Asl che si sono trasferiti altrove portando il totale da 74 a 52 unità in tutta l'area vasta (a Prato sono 37 anzichè 50).
“Il 1 dicembre 2013 rimarrà una cicatrice per Prato e per la Toscana – si sofferma l’assessore all’immigrazione e alla legalità Stefano Ciuoffo – ma a quella tragedia la città e la Regione hanno saputo rispondere: prima con una mole di controlli quasi unica, poi con la consapevolezza che il contrasto da solo non è sufficiente ed occorre prevenire e costruire la legalità. Alla lunga – aggiunge – i risultati si sono visti, con un progressivo allineamento a condizioni di sicurezza e legalità e pure con l’emersione fiscale di fatturati in nero. Non tutto certo è risolto: nei mesi del Covid la curva si è appiattita  e in alcuni casi tornata indietro. Per questo si deve continuare ad essere vigili e rilanciare, come in questo caso, con nuove sfide”. 
(e.b.)
 

Data della notizia:  01.12.2021 h 18:21

 
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