10.11.2015 h 14:03 commenti

Anche una disoccupata da Papa Francesco: "Ho portato con me, nel cuore, i tanti che si sono arresi alla disperazione"

Tra le sessanta persone scelte per salutare personalmente il pontefice, una donna rimasta senza lavoro dopo 37 anni di servizio: "Ritrovarsi così a una certa età è difficile". Altre storie come quella di Lia Cheng che dice di aver capito, dopo la tragedia di via Toscana, che la vita viene prima di tutto, e di Alberto Freschi, padre di quattro figli: "Attraverso gli occhi dei genitori i bambini possono capire la grandezza"
Anche una disoccupata da Papa Francesco: "Ho portato con me, nel cuore, i tanti che si sono arresi alla disperazione"
“Ho portato con me, nel cuore, i tanti disoccupati che non ce l'hanno fatta, che si sono lasciati prendere dalla disperazione e dalla depressione. Le ho portato con me da papa Francesco”. Così Antonella Lentini, la disoccupata scelta per rappresentare al pontefice la Prato dei senza lavoro. La ditta di autotrasporti per la quale ha lavorato per 37 anni è fallita e la donna dal primo dicembre 2014 si è ritrovata a casa. “Non c'è stato tempo di parlare con il Papa ma se avessi potuto gli avrei detto che ci sono tante persone che non hanno più lavoro, che si sono ritrovate in questa condizione dopo tantissimi anni e magari hanno una certa età. Una condizione non facile a cui molti si sono arresi”.
Una sessantina le persone che sono entrate nella cattedrale di Santo Stefano per salutare il pontefice. Sessanta volti per raccontare le mille sfaccettature di Prato. Politici, amministratori pubblici, rappresentanti delle associazioni di categoria e del sindacato, delle comunità straniere (Cina, Ucraina, Polonia, Romania, Filippine, Nigeria, Pakistan), dell'associazionismo, della Diocesi, della Giustizia.
Tra loro due cinesi: Lia Cheng, commessa in un negozio di abbigliamento, a rappresentare le seconde generazioni, e frate Paolo. Quest'ultimo si è detto contento per le parole che il Papa ha speso per le vittime del rogo di via Toscana: “E' stato importante ricordare i nostri connazionali morti così tragicamente”. Lia ha parlato di speranza e integrazione: “Dopo quella tragedia ho capito che la vita è molto importante e viene prima di tutto il resto. Le nostre condizioni di lavoro stanno migliorando, anche il Comune sta migliorando, siamo felici e viviamo bene in questa città. Ora anche noi dobbiamo sforzarci di fare cose buone”.
Alberto Freschi si è presentato davanti a Francesco con la sua famiglia: moglie e quattro figli. “E' una gioia testimoniare con l'esempio qualcosa ai bambini. Quando i figli vedono gli occhi dei genitori velati di emozione, capiscono che c'è qualcosa di importante, capiscono che stanno assistendo a qualcosa di grande. Ecco la straordinaria forza del Papa”. 
nt
 
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Data della notizia:  10.11.2015 h 14:03

 
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