18.05.2017 h 13:43 commenti

Ampliamento Centro di Scienze naturali, un pasticcio legale costa mezzo milione di euro alle casse comunali

Il tribunale di Prato ha condannato il Comune a risarcire il privato cittadino che nel lontano 2001 ha subito l'esproprio dei terreni agricoli attigui alla struttura di Galceti. Metà della somma è un debito fuori bilancio
Ampliamento Centro di Scienze naturali, un pasticcio legale costa mezzo milione di euro alle casse comunali
Il Comune dovrà pagare altri 244 mila euro per il pasticcio legale collegato all'ampliamento del Centro di Scienze naturali deciso nel lontano 2001. La somma copre il ricalcolo del prezzo di esproprio dei terreni interessati e l' indennizzo per l'occupazione degli stessi terreni diventata abusiva dopo che l'atto di esproprio è stato definito irregolare dal Consiglio di Stato con sentenza del 2012 a cui ha fatto seguito una sanatoria del 2013. Una lunga e complicata vicenda a cui ora ha posto la parola fine il Tribunale ordinario di Prato che ha accolto le istanze dell'espropriato, la signora Alda Maria Edda Menici. Purtroppo i tempi della giustizia italiana sono troppo lunghi e la ricorrente nel frattempo è morta. I frutti della sua battaglia legale andranno agli eredi. Il giudice ha condannato il Comune a pagare oltre mezzo milione di euro all'espropriata ma devono essere decurtate le 257mila euro già versate all'atto della sanatoria. La differenza, pari a 244mila euro, rappresenta quindi un debito fuori bilancio da riconoscere e versare entro il prossimo 31 maggio. 
Il giudice ha riconosciuto il deprezzamento del valore della proprietà residua dell'espropriato e il risarcimento per l'occupazione abusiva del terreno. L'indennizzo, quindi, è lievitato. In particolare il Comune dovrà versare 317 mila euro tra valore venale dei beni e svalutazione della proprietà residua (81.200 euro), 31.735 mila euro per danno morale e oltre 152mila euro a titolo di risarcimento del danno per i dieci anni di occupazione abusiva  dei terreni. Si aggiungano poi gli interessi legali e oltre 20mila euro di spese legali da rifondere al cittadino espropriato e il mezzo milione di euro è servito. 
Stamani, 18 maggio, la commissione 2 ha dato il via libera a tale debito fuori bilancio con l'astensione dei consiglieri di opposizione. Alessandro Giugni di "Energie per l'Italia" ha sottolineato che "sarebbe opportuno cercare di transare su certe cause  "perse" per evitare esborsi di interessi passivi e spese legali. Su questa causa specifica inoltre pende anche l'errore di un atto sbagliato che ci è costato quasi 150mila euro e che ci lascia allibiti".
Tale commissione ha approvato altri due debiti fuori bilancio. Il primo ammonta a quasi 12mila euro ed è riferito agli espropri per la seconda Tangenziale mentre il secondo è di 66mila euro per gli espropri legati al collegamento viario tra la Tangenziale e via Tobbianese alla multisala. In entrambi i casi si tratta di sentenze della Corte d'appello di Firenze. 
E.B.
 
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Data della notizia:  18.05.2017 h 13:43

 
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