06.04.2020 h 10:45 commenti

Allergie respiratorie e Coronavirus, come distinguere i sintomi

L’arrivo della primavera e le temperature miti hanno consentito la fioritura di molte piante e la conseguente dispersione di pollini nell’aria. L'Asl raccomanda di non interrompere le terapie
Allergie respiratorie e Coronavirus, come distinguere i sintomi
In queste settimane di pandemia da Covid-19 e di inizio della stagione pollinica, molti pazienti allergici si trovano nella difficoltà di distinguere i sintomi dell’allergia da quelli da virus.
L’arrivo della primavera e le temperature miti hanno consentito la fioritura di molte piante e la conseguente dispersione di pollini nell’aria. "In pazienti allergici - spiega una nota dell'Asl Toscana Centro -, proprio la circolazione dei pollini, può provocare la tipica sintomatologia con congiuntivite, lacrimazione, starnuti, tosse. L'allergia si manifesta con starnutazione con muco chiaro e di consistenza acquosa, naso chiuso, prurito nasale e oculare, prurito alla gola, al canale uditivo, tosse secca e a volte con difficoltà respiratoria ma non è mai presente la febbre e il malessere generale tipici delle forme virali. La raccomandazione degli specialisti per tutti i pazienti che soffrono di allergie respiratorie è quella di continuare ad assumere la terapia, senza interromperla, per tenere sotto controllo i sintomi e limitare così il rischio di contagio per gli altri, riducendo la starnutazione e la tosse, e per sé stessi, riducendo il rischio che il prurito induca a toccarsi occhi e naso".
La Global INitiative for Asthma (Gina) ha recentemente raccomandato che i soggetti affetti da asma non debbano sospendere la terapia con cortisonici inalatori e nelle forme più gravi di asma non deve neanche essere sospesa quella con cortisonici per via orale.
I dati provenienti dai ricoveri per Covid-19 a Wuhan, mostrano, infine, che i pazienti allergici o con asma non hanno un rischio maggiore di contrarre l’infezione, né di essere ricoverati. Anche se lo studio è stato condotto soltanto su 140 pazienti e quindi ancora limitato ed in attesa di essere confermato sulla popolazione italiana, i risultati ed anche le caratteristiche dell’infezione permettono di escludere che la popolazione allergica sia più suscettibile al Covid-19.
 

Data della notizia:  06.04.2020 h 10:45

 
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