21.01.2021 h 18:30 commenti

Allarme riciclaggio, Prato nel 2020 la provincia con il più alto tasso di segnalazioni

Secondo il rapporto dell'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia, dall'area pratese sono arrivati 905 alert per altrettante operazioni ritenute a rischio. Milone. "Un dato preoccupante che può incidere su un'economia già traballante a causa dell'emergenza sanitaria". Ieri vertice in Prefettura sul rischio infiltrazioni nel tessuto economico cittadino
Allarme riciclaggio, Prato nel 2020 la provincia con il più alto tasso di segnalazioni
Prato è la provincia italiana che nel 2020 ha prodotto il più alto numero di segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio in rapporto alla popolazione. Un primato che si ripete a dimostrazione degli appetiti che smuove il territorio nelle organizzazioni che devono ripulire il denaro proveniente da attività illecite ma anche della facilità con cui si trasferiscono grandi ricchezze oltrefrontiera. Stando al rapporto dell'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia, dall'area pratese sono arrivate 905 segnalazioni di altrettante operazioni ritenute a rischio: un numero che doppia, e in qualche caso triplica, le altre province toscane ad eccezione di Firenze che ha scritto sì duemila volte a Bankitalia ma conta oltre un milione di abitanti, circa quattro volte quelli di di Prato. Nel 2019, le segnalazioni nella provincia di Prato erano state 888, in tutta la Toscana 6.864, più delle 6.695 dello scorso anno. Una diminuzione in controtendenza rispetto al dato nazionale che nel 2020 ha messo insieme oltre 113mila segnalazioni rispetto alle circa 106mila dell'anno precedente.
Le segnalazioni sono state analizzate dall'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia e poi passate agli organi investigativi che, in molti casi, hanno già ricostruito la filiera del denaro, tracciato tutti i passaggi e anche preso provvedimenti su oltre 10 milioni di euro solo negli ultimi sei mesi dello scorso anno.
Nelle prime cinque posizioni della per nulla invidiabile classifica, oltre a Prato, figurano, nell'ordine, Milano, Napoli, Roma e Rimini. Le regioni che hanno aumentato le segnalazioni sono Lazio, Campania, Puglia e Sicilia, mentre la Lombardia e il Veneto sono quelle con la diminuzione più marcata.
Romania, Senegal, Marocco e Albania i Paesi a cui è stato indirizzato il flusso maggiore di denaro: oltre il 40 per cento di tutto quello sospetto. Nel mirino soprattutto i money transfer a carico dei quali sono raddoppiate del segnalazioni: da circa 63mila a circa 133mila nel 2020.
“L'aumento delle segnalazioni preoccupa – il commento di Aldo Milone, responsabile regionale del Dipartimento sicurezza e immigrazione di Forza Italia – perché può incidere su un'economia già traballante a causa dell'emergenza sanitaria. A Prato la situazione deve preoccupare ancora di più perché il primato non è un dato occasionale ma consolidato: questo deve far dedurre o che l'economia locale è inquinata dal denaro sporco o che una certa ricchezza lascia illegalmente il territorio; in ogni caso, un impoverimento della città che già è in sofferenza. Mi auguro che la politica, a cominciare dall'amministrazione comunale, smetta di sottovalutare questo problema”.
Intanto ieri pomeriggio, 21 gennaio, la prefettura di Prato ha promosso un incontro in teleconferenza, presieduto dal prefetto Adriana Cogode, a cui hanno partecipato il presidente della Provincia, i sindaci dei Comuni del pratese, il presidente della Camera di Commercio, i rappresentanti delle principali associazioni degli imprenditori e i vertici delle forze dell'ordine. Tra gli argomenti trattati proprio la necessità di preservare le imprese, in un momento di particolare fragilità, da eventuali ingerenze che possano inquinare l’economia sana. E' stata condivisa la necessità di fare rete e stringere un’intesa per definire una strategia e realizzare efficaci azioni a tutela dell’economia legale. E' stato evidenziato che i settori più colpiti dall’attuale crisi sono quelli del tessile e della moda, della ristorazione e del turismo.
Il prefetto ha proposto, tra le altre cose, di organizzare sportelli  informativi a supporto delle aziende, allo scopo di ottimizzare l’impiego delle risorse che ad esse saranno destinate, nonché di stipulare protocolli mirati a preservare il rapporto imprescindibile tra sviluppo e legalità nel processo di ripresa.
nt
 

Data della notizia:  21.01.2021 h 18:30

 
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