25.11.2021 h 10:34 commenti

Al Fabbricone un viaggio dentro il mito di Lolita con la rilettura di Biancofango

Da stasera a domenica va in scena lo spettacolo "About Lolita" vera e propria riscrittura che parte dal romanzo di Nabokov e dal film di Kubrick
Al Fabbricone un viaggio dentro il mito di Lolita con la rilettura di Biancofango
Dopo aver debuttato alla Biennale di Venezia 2020 e aver dovuto forzatamente interrompere la sua tournée a causa della pandemia, giunge ora al Teatro Fabbricone, da stasera giovedì 25 a domenica 28 novembre "About Lolita", uno spettacolo di Biancofango coprodotto da Teatro Metastasio di Prato / Fattore K (feriali 20.45, sabato 19.30, domenica 16.30).
La drammaturgia di Francesca Macrì (che firma anche la regia) e Andrea Trapani non è un adattamento del romanzo di Nabokov e del film di Kubrick quanto una riscrittura, un’indagine su cosa sia rimasto di Lolita nel nostro immaginario nella visione post letteraria e post cinematografica. È dunque un viaggio dentro il mito di Lolita che blocca in un fermo immagine la triangolazione pericolosa di una ragazzina troppo curiosa e di due uomini, per inoltrarsi nei territori proibiti del piacere e del desiderio, lungo i lastricati sentieri della pornografia, dove si fronteggiano pericolosamente l’immaginato e l’agito. Uno spettacolo che è mito e rito della nostalgia della giovinezza e della sua sconvolgente sessualità, la violazione di un’infanzia che fiorisce in una preadolescenza aggredita da un quasi padre e da un suo amico.
La rielaborazione di Biancofango, totalmente ambientata in un campo da tennis, isola alcuni momenti del testo nabokoviano e li fa attraversare da una serie di riferimenti teatrali che diventano lente di ingrandimento per far emergere altro: così, accanto a Lolita impersonata da Gaia Masciale, si ritrovano i personaggi di Humbert e Quilty – rispettivamente Francesco Villano e Andrea Trapani – ma sono assenti la figura della madre di lei e la sua morte, il giovane amante, i viaggi senza fine per i motel e la provincia americana, la fuga, il riscatto, la fine. 
C’è poi un tema parallelo al racconto: i due personaggi maschili vestono anche i panni di due attori e manifestano un costante riferimento ai maestri e ai drammaturghi che li hanno segnati e, in generale, all’ambiente teatrale con le sue idiosincrasie. 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  25.11.2021 h 10:34

 
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