08.03.2015 h 10:48 commenti

Adulti poco credibili e i nostri figli vivono "sdraiati" senza sogni e fantasie su cosa fare "da grandi"

C’e urgente bisogno di adulti coerenti, credibili, capaci di accendere ancora sogni e desideri, di “portare il fuoco”: non importa essere perfetti perchè non potremo esserlo
Adulti poco credibili e i nostri figli vivono "sdraiati" senza sogni e fantasie su cosa fare "da grandi"
Mercoledì 11 marzo alle 21 sulla terrazza del Tennis Club Prato via Firenze 95, la psichiatra Teresa Zucchi e la psicologa Agnese Nardi terranno l'incontro "Sogna e realizza. Istruzioni per l'uso". L'iniziativa è organizzata da Familiar-Mente e Tc Prato ed è a ingresso gratuito. Per info e prenotazione 3486048552.
 
Le richieste di aiuto specialistico da parte dei giovani e/o delle loro famiglie sono in aumento: c’e un malessere diffuso, un’angoscia sottile che permea tutte le classi sociali. Impotenza, insicurezza, inadeguatezza dominano in un’atmosfera esistenziale dove noi adulti vacilliamo disorientati. Siamo spesso in difficoltà  con i nostri ragazzi. Ci imbattiamo nelle loro contraddizioni: si mostrano forti nonostante siano fragili, ribelli ed autonomi benchè bisognosi. 
Gli “sdraiati”, come li ha definiti Serra, giacciono immobili e inerti minacciati da un futuro cupo e incerto. Non c’e spazio per l’immaginazione, per le fantasie del “cosa farò da grande”. Dominati dalle “passioni tristi” tendono, assieme a noi, ad agire per fini immediati ed utilitaristici. L’obiettivo è sfuggire al peggio cavandosela come meglio si può e magari con la minor fatica possibile. L’imperativo categorico di evitare la catastrofe prevale sulla spinta propositiva verso il futuro. E questo uccide l’entusiasmo, la motivazione, la vita. 
C’e urgente bisogno di adulti coerenti, credibili, capaci di accendere ancora sogni e desideri, di “portare il fuoco”. Ma come si può nel contesto attuale? In poco tempo tutto è cambiato. In poco tempo tutto ciò che era certo non lo è più. Senza certezze ondeggiamo tra le onde del “tutto è possibile” e del “tutto è lecito”, rimanendo naufraghi senza terra a cui approdare. Siamo in difficoltà: per stanchezza, scoraggiamento, disillusione. Attoniti osserviamo le ultime innovazioni digitali ma le infinite possibilità del virtuale non sostituiscono il reale e la bellezza del suo limite. Di fronte a questi nuovi scenari tante sono le autodifese: da evitare la presa di consapevolezza pensando che in fondo “nulla è cambiato”, ad aderire alla mentalità dominante tuffandosi nel mondo come surfisti, pronti a rifuggire scelte definitive, oppure avvolgere il tutto in una campana di vetro all’insegna dell’iperprotettività. In ogni caso assordante silenzio. 
Eppure la nostra presenza è importante, irrinunciabile, indelegabile per la crescita sana e armonica delle generazioni future. Ci conforta sapere che non importa essere perfetti perchè non potremo esserlo:  inevitabilmente il nostro amore e le nostre migliori intenzioni si scontreranno con i nostri limiti, i nostri difetti, i nostri condizionamenti.  I ragazzi non ci toglieranno rispetto ed obbedienza se sbagliando riconosceremo i nostri errori. Potranno anzi essere  liberati dalla tirannia del perfezionismo e dall'angoscia dell'insuccesso. Sbagliare si può e forse si deve per imparare. 
Hanno però bisogno di sentire che siamo disposti a ricominciare, a metterci in gioco per loro e con loro qualsiasi cosa sia successa, nonostante tutto....Avvertire che per noi " ne vale sempre la pena" può garantirli quell'equipaggiamento necessario per affrontare la vita e le difficoltà che comporta: riconoscimento, valorizzazione, sicurezza. Quel “per me sei importante”,  quel “ce la puoi fare” tanto difficili quanto preziosi. E la fiducia verso il futuro? Nel buio " una stella si accende" ogni volta che affrontiamo le difficoltà con attitudine positiva, vedendo fallimenti e sconfitte come occasioni preziose di crescita e cambiamento, ogni volta che riusciamo con coraggio  a portare avanti le nostre scelte,  nonostante fatiche ed errori, nonostante  le frustrazioni, nonostante le ferite del nostro io. Ogni volta che ci gettiamo in una nuova avventura con gioia, per passione senza necessariamente  un tornaconto personale, per il solo gusto di farlo e magari per un bene comune...ogni volta che questo accade  gli occhi si illuminano, il cuore si apre, la vita trionfa. 
Togliendoci  le  armature e ascoltando le  più profonde istanze interiori  all'improvviso ci ritroveremo a volare verso grandi orizzonti,  ci scopriremo capaci di volere ancora, di sperare ancora. E potremo fornire modelli coerenti con il nostro essere fatto non per egocentrarsi ma  per superare se stesso ponendosi oltre."Stringiamoci la mano, dobbiamo solo aver fiducia nei nostri poteri”.
Teresa Zucchi
zucchiteresa@gmail.com

 
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Data della notizia:  08.03.2015 h 10:48

 
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