18.07.2017 h 13:32 commenti

Acque agitate al Pecci, il direttore Cavallucci: "Troppe ingerenze politiche da parte del Comune"

Le accuse lanciate con una lettera aperta indirizzata all'assessore Simone Mangani proprio alla vigilia del Cda della Fondazione che dovrà fare il bando per la scelta del nuovo direttore
Acque agitate al Pecci, il direttore Cavallucci: "Troppe ingerenze politiche da parte del Comune"
Fulmine a ciel sereno alla vigilia del Consiglio d'amministrazione della Fondazione per le Arti Contemporanee che gestisce il Centro Pecci e che domani dovrà licenziare il bando per la scelta del nuovo direttore. a innescare la polemica, con accuse pesantissime, è l'attuale direttore Fabio Cavallucci che, in una lettera aperta indirizzata all'assessore alal Cultura Simone Mangani, e diffusa ai giornali, parla senza mezzi termini di "tentativi di condizionamento istituzionale" da parte del Comune nelle scelte della Fondazione.
"Ho visto un assessore - scrive Cavallucci, riferendosi chiaramente a Mangani - che con i toni e con la sua presenza costante in Consiglio spinge la Fondazione per le Arti Contemporanee che gestisce il Centro Pecci ad avallare decisioni già prese in altri luoghi, senza dare ascolto ai dubbi dei singoli consiglieri, che sarebbero i reali detentori della facoltà di decidere. Ho visto usare gli argomenti del potere, più che quelli della ragione. E' sufficiente che sia il Comune a finanziare una fondazione per far sí che questa non abbia facoltà di libera decisione?".
Cavallucci non ha voluto aggiungere nulla rispetto a quello che è contenuto nella lettera aperta. Sembra, però, che negli ultimi tempi in almeno un paio di occasioni abbia lamentato decisioni prese sopra la sua testa: in particolare quella di non chiudere per ferie nel mese di agosto il Centro e quella di organizzare due concerti nello spazio dell'anfiteatro.
Problemi che, sicuramente, sono secondari, però, rispetto a quello che è il vero nodo del contendere, vale a dire la scelta del nuovo direttore attraverso un bando. Un incarico, questo, al quale evidentemente punta lo stesso Cavallucci, che non disdegnerebbe un bis. Cosa che sarebbe possibile senza passare dal bando se domani  il Cda della Fondazione decidesse invece di proprogare l'attuale direttore.
"È un peccato - prosegue la lettera aperta - che proprio a Prato, che è stata la città dove è nato il Forum dell'arte contemporanea italiana, promosso dal Centro Pecci con grande successo nel 2015, non si applichi la benché minima ombra di quei principi che il Forum ha ribadito, di quell'arm's length, la distanza di sicurezza della politica dalla cultura che vige in ambito anglosassone.  Non credo che sia possibile costruire qualcosa di grande, di veramente utile alla società e alla città, se non si comincia con i principi della tolleranza e dell'ascolto, se non si svolge con pazienza un dibattito sui reali contenuti".
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  18.07.2017 h 13:32

 
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