13.09.2018 h 10:18 commenti

Ac Prato, e ora? A rischio il debutto in D e settore giovanile smantellato

Dopo il provvedimento del Tar prospettive dure per i biancazzurri, che in una nota annunciano ancora battaglia
Ac Prato, e ora? A rischio il debutto in D e settore giovanile smantellato
Il pronunciamento del Tar della Toscana (LEGGI) dovrebbe aver messo la parola fine alla querelle stadio. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima) con propria ordinanza si è espresso sul ricorso numero di registro generale 1099 del 2018 proposto da Ac Prato (difeso dagli avvocati Franco Bruno Campagni e Vincenzo Ravone) contro il Comune (difeso dagli avvocati Paola Tognini, Elena Bartalesi, Stefania Logli) per l’annullamento del provvedimento di revoca del Sindaco Matteo Biffoni circa la disponibilità del Lungobisenzio, provvedimento che l’Amministrazione aveva inviato alla Commissione Criteri Infrastrutturali della FIGC e alla Lega Calcio. Determinante, si legge nel dispositivo, la rinuncia resa dalla società di Toccafondi con nota del 10 maggio 2018 (ovvero cinque giorni dopo la retrocessione della squadra in serie D) alla gestione del Lungobisenzio, alla quale si aggiungono le mancate impugnazioni delle determinazioni del collegio di garanzia del CONI sulla mancata iscrizione in serie C del Prato e dei provvedimenti del Comune circa l’esecuzione coattiva dell’ordine di rilascio dello Stadio.
Elementi che hanno perciò convinto il giudice amministrativo a ritenere l’Ac Prato non in possesso di un titolo legittimante la gestione o il possesso dello stadio, rigettando l’istanza cautelare proposta da Toccafondi. La vicenda forse avrà altri risvolti, dovrà essere giudicata nel merito amministrativo e c’è sempre un possibile procedimento penale alle porte, ma già da queste prime indicazioni risulta che la società laniera abbia poche frecce nel proprio arco per proseguire una battaglia che la famiglia Toccafondi sembra voler mandare avanti, a giudicare dal comunicato pubblicato sul sito internet della società ieri sera, dopo il pronunciamento del Tar.
La nota attribuisce alla revoca della disponibilità dello stadio "Lungobisenzio" la mancata partecipazione al prossimo campionato di Serie C 2018/19. Strano che non ci sia alcun riferimento alla retrocessione maturata sul campo, al termine di un campionato fra i più scadenti della storia, iniziato al termine di una vicenda estiva (immigrazione irregolare per alcuni baby calciatori provenienti dall’Africa) che forse in via Tacca (la sede dei biancazzurri) qualcuno si è dimenticato e che per non tutti gli imputati è terminata sotto il profilo penalistico (mentre per quello sportivo sono arrivate già le condanne a seguito di vari patteggiamenti, fra le quali quella a Paolo Toccafondi).
Sempre nella nota pubblicata ieri da Ac Prato, si legge che sarebbe a rischio la partita con la Sangiovannese (debutto in serie D in casa il 16 settembre) per la quale dunque si potrebbe profilare anche una sconfitta a tavolino. Saranno inoltre svincolati, si legge sempre nella nota, gli oltre 200 ragazzi del settore giovanile, in modo da farli ricollocare presso altre squadre. Rimarrà solo la Juniores per obblighi regolamentari. In sostanza, è la fine. Che qualcuno non vuol capire e si ostina a non vedere. La città ha già espresso il suo parere: sembra quasi paradossale che Ac Prato nella nota si riservi azioni legali risarcitorie contro il Comune, che poi in buona sostanza (se accolte) ricadrebbero sui cittadini, i quali (quelli interessati) sul lato sportivo sono stati già abbastanza vessati da una gestione sportiva che da decenni non offre risultati accettabili.
 

Data della notizia:  13.09.2018 h 10:18

 
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