15.11.2015 h 12:07 commenti

Abbiamo tutti bisogno di padri presenti, esigenti e coraggiosi: noi e i nostri figli ancora di più

La visita di Papa Francesco ci ricorda quanto è importante la figura paterna: qualcuno che ci aiuti a tagliare il cordone ombelicale con questa società "grande madre" pronta al soddisfacimento immediato di ogni indotta esigenza
Abbiamo tutti bisogno di padri presenti, esigenti e coraggiosi: noi e i nostri figli ancora di più
"Se gli uomini potessero scegliere ogni cosa da soli, per prima cosa vorrei il ritorno del padre".
Omero, Odissea, XVI.


Una mattina come le altre. Una mattina diversa dal solito, quella della visita del Santo Padre.
Commossa osservo Prato. Una Prato gremita di gente, popolata di sguardi. Anche i più disincantati, i più disillusi si sono vestiti di aspettative e di curiosità e sono usciti fuori.
Attese trepidanti lasciano il posto a gioia e stupore. Non convince il cinismo. Lascia insoddisfatti questa progressiva deresponsabilizzazione da ogni impegno che ci riduce a pedine di scacchiere del sistema. Delude la recisione di ogni rapporto troppo impegnativo ché nel miraggio di un'illusoria libertà ci rende prigionieri della tirannia del nostro "io". Naufraghi di certezze, mendicanti di senso, rivolgiamo gli sguardi a colui che può dire ancora qualcosa sulla vita e sull'uomo.
Come nuovi Telemaco dalla sera alla mattina scrutiamo l'orizzonte in attesa del ritorno del padre.
Sì perché di padri abbiamo urgentemente bisogno, noi e i nostri ragazzi. Di padri presenti, che ci aiutino a tagliare il cordone ombelicale con questa società "grande madre" pronta al soddisfacimento immediato di ogni indotta esigenza.
Di padri esigenti, disposti a scommettere ancora sull’uomo, che ci allenino al sacrificio e alla rinuncia, alla tolleranza della perdita. Di padri coraggiosi, che siano capaci con decisione e fermezza di prendere e mantenere posizioni chiare e coerenti. Di padri fiduciosi, pronti ad esortare a “cominciare e ricominciare” dopo ogni nostra inevitabile caduta sotto il peso delle nostre debolezze. Di padri autorevoli che reifichino la norma ponendo limiti e confini, e riducendo il nostro senso di onnipotenza ci aiutino a costruire un'immagine realistica di noi stessi.
Abbiamo bisogno di questa presenza che ci sproni a metterci in gioco, che ci mostri come vivere ed affrontare il reale, con uno sguardo appassionato di vita che fa sentire sorretti, con uno sguardo intriso di speranza che fa sentire protetti, in grado di sostenere le sfide che il nostro tempo comporta.
Mai come oggi i nostri ragazzi hanno bisogno di padri, della loro approvazione, della loro fiducia. Di adulti capaci di esserci, di testimoniare con l’esempio la straordinarietà dell’ordinario: il vivere cioè con slancio ed entusiasmo i piccoli insignificanti momenti della vita di ogni giorno. Di maestri capaci di stare di fronte alle vicessitudini della vita con coraggio e fermezza ribadendo che comunque ne vale sempre la pena, nonostante le ferite, nonostante le delusioni, nonostante tutto.
Una mattina di novembre un’inusuale veste bianca ci permette di intuire quanto la figura del padre faccia la differenza e dopo aver riempito gli sguardi ed il cuore di ognuno con delicatezza si allontana lasciandoci ancora una volta in nostalgica attesa.
Teresa Zucchi
 
Edizioni locali collegate:  Prato
Leggi gli Speciali:  I nostri ragazzi e dintorni

Data della notizia:  15.11.2015 h 12:07

 
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