29.06.2019 h 20:41 commenti

A Viaccia la "Celeste Aida e la gelida Turandot" per riscoprire la figura di Iva Pacetti

Nel corso della serata saranno proiettati le immagini dei costumi di scena della soprano pratese acquisiti dal Museo del Tessuto e in attesa di restauro
A Viaccia la "Celeste Aida e la gelida Turandot" per riscoprire la figura di Iva Pacetti
Mercoledì 3 luglio torna la lirica al circolo La libertà di Viaccia. Nell'ambito della Prato estate l'associazione "Perchè Verdi Viva" porta in scena al giardino Elisabetta "Celeste Aida. Gelida Turandot". E' un progetto nato da un'idea del regista Goffredo Gori che punta a valorizzare e far conoscere la storia della soprano pratese Iva Pacetti che nel 1920 nella sua prima esibizione interpretò l'Aida di Verdi mentre nell'ultima, nel 1947, la Turandot di Puccini. 
"E' il quarto anno che facciamo questa iniziativa - ha dichiarato il presidente dell’associazione “Perché Verdi viva” Gianni Novelli- voglio rigraziare il Circolo di Viaccia dove faremo il secondo tempo di quello che abbiamo realizzato il 30 novembre al Museo del Tessuto. Narrazione, prosa proiezioni e tanto canto per conoscere Iva Pacetti che, va detto, nella sua carriera è stata un'antesignana di Maria Callas".
Durante lo spettacolo saranno proiettate le immagini dei preziosi abiti di scena, gioielli e accessori appartenuti a Iva Pacetti che ha acquisito il Museo del Tessuto per un caso fortuito e grazie all'impegno di Guido Biancalani dell'associazione ex allievi del Buzzi, recentemente scomparso. 
I costumi furono realizzati da uno dei più noti costumisti del Teatro alla Scala Luigi Sapelli, in arte Caramba, per una delle primissime rappresentazioni di Turandot di Giacomo Puccini del 25 aprile 1926. In quell'occasione fu indossato da Rosa Raisa. Altra curiosità sulla corona di scena della Pacetti: Maria Callas si fece fare una copia tanto era bella.
L'idea è di restaurare abiti di scena e accessori e metterli in mostra al museo. Molto dipenderà dai costi. "Iniziative come questa - spiega Filippo Guarini, direttore del Museo del Tessuto - sono importanti per scoprire questo grande personaggio e accendere i riflettori sul progetto di restauro di questi preziosissimi costumi".
L'iniziativa ha il sostegno del Comune di Prato ed è stata realizzata in collaborazione con Prato lirica e il Circolo Arci "La Libertà del 1945". "L'opera si inserisce in due percorsi importanti - ha dichiarato l'assessore alla Cultura Simone Mangani - il primo è quello di far conoscere la storia dell'artista pratese Iva Pacetti e il secondo, grazie al Circolo Arci di Viaccia, nel portare questa iniziativa in un festival".
E' consigliata la prenotazione perchè i posti sono limitati, circa 150. Il costo è di 9 euro.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  29.06.2019 h 20:41

 
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