17.02.2020 h 09:52 commenti

A Vaiano e a Vernio l’integrazione passa dalla scuola d’italiano

Trenta volontarie, tra cui tante ex insegnanti, si sono già messe al lavoro. Comuni e Auser alleati per l’alfabetizzazione dei residenti di origine straniera (sono il 10%)
A Vaiano e a Vernio l’integrazione passa dalla scuola d’italiano
L’integrazione passa dalla scuola d’italiano. Sembra ovvio, ma non è semplice: a Vaiano e a Vernio ci si sta provando.
È una scuola particolare, fatta di passione e di accoglienza, quella che hanno organizzato i Comuni di Vaiano e Vernio, l’Associazione Auser - Sartoria di Vaiano e Vernio, in collaborazione con la Cooperativa Pane & Rose. Le generose protagoniste sono una trentina di volontarie (c’è un solo uomo) che vogliono condividere la ricchezza della lingua italiana con persone adulte di origine straniera. Tra loro ci sono diverse ex insegnanti che con curiosità si sono rimesse in gioco in questo nuovo ruolo: insegneranno la lingua ma condivideranno anche esperienze, come quella di cucinare.
Si calcola che nei tre Comuni della Val di Bisenzio circa il 10% dei residenti siano rappresentati da cittadini nati all’estero. Stamani alla Fabbrica Meucci di Vernio c’è stato il secondo incontro per preparare le insegnanti, a Vaiano ce n’è stato uno la settimana scorsa. Animatrici del progetto sono le presidenti di Auser di Vaiano e Vernio, Sandra Ottanelli e Stefania Giagnoni, con Mila Macchi, insegnante e consigliera comunale a Vaiano.
“Abbiamo dato con convinzione il sostegno a questo progetto, l’integrazione passa dalla condivisione delle esperienze e la lingua è una di queste, forse la più importante - mettono in evidenza gli assessori alle Politiche sociali di Vaiano e all’Istruzione di Vernio, Giulio Bellini e Alessandro Storai - su questo fronte servirebbero scelte coraggiose a livello nazionale e risorse per i Comuni ma non ci sono, anche stavolta l’alleanza tra le istituzioni e la generosità del volontariato ha permesso di rispondere con efficacia, concretezza e tanta solidarietà a un bisogno vero”.
Non è certo facile lavorare come insegnante di italiano in un contesto pluriculturale: è necessario conoscere tecniche didattiche appropriate. “Durante gli incontri di formazione ho trovato persone motivate, piene di entusiasmo e di interesse - sottolinea Alan Pona, dell’area didattica e formazione della Cooperativa Pane & Rose – tra loro diverse insegnanti di lunga esperienza pronte a mettersi in gioco per imparare le tecniche più adeguate di insegnamento agli adulti”.
“Questa esperienza è una grande occasione di arricchimento culturale e umano. Gli incontri di formazione sono coinvolgenti, pieni di spunti di riflessione – afferma Anna Maria Cappelli, ex insegnante di scuola media e attualmente volontaria nel corso di lingua italiana alla Sartoria Auser di Vaiano - Un altro aspetto molto positivo è stata la grande affluenza di nuove persone della Val Bisenzio, tra cui molte docenti in pensione con la voglia di rimettersi in gioco”. Insomma per imparare, come diceva il maestro Manzi, non è mai troppo tardi.
 
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Data della notizia:  17.02.2020 h 09:52

 
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