Segreteria Pd, Ferranti rompe gli indugi: “Mi ricandido”. E il suo nome potrebbe essere l’unico in corsa
giovedì, settembre 2nd, 2010“Sono disponibile a correre per la conferma alla segreteria” alla festa democratica di Sant’Ippolito Bruno Ferranti conferma quello che negli ambienti politici circolava già da qualche ora. Il segretario provinciale uscente non getterà la spugna, ma inseguirà nel congresso di ottobre un nuovo mandato stavolta pieno e dalla durata triennale. “Ho concluso questa prima esperienza portando il partito al congresso come avevo promesso, adesso posso contare sul lavoro svolto – afferma orgoglioso del suo operato Ferranti – in questi mesi abbiamo avuto due passaggi importanti, le Regionali che hanno confermato la vitalità del Partito Democratico nonché un rapporto forte col territorio. Inoltre le 50mila presenze alla festa regionale del lavoro a Maliseti ci danno la dimostrazione di quanto questo partito abbia radici nel territorio e di quanto sia apprezzato dalla gente”. Insomma il grande merito secondo Ferranti della sua segreteria è di aver “rimesso in moto” il Pd. Tanto che seguendo la sua analisi si può scorgere un partito più unito rispetto ad un anno fa: “Nel Partito Democratico – specifica – c’è oggi un clima diverso. Le contrapposizioni che un anno fa avevano portato alle divisioni e alla sconfitta sono state messe da una parte. Certamente non tutti i problemi sono stati risolti, ma il partito è più omogeneo e più motivato a lavorare insieme”.
Sulla questione del rinnovo generazionale argomento tornato con prepotenza agli onori delle cronache politiche nazionali in seguito alle dichiarazioni del sindaco di Firenze, Matteo Renzi l’approccio del segretario pratese prova a risultare convincente nei confronti dei giovani ponendo però una condizione: “Porterò avanti la mia esperienza con l’obiettivo di andare al rinnovamento del gruppo dirigente. Il passaggio dovrà essere fatto con intelligenza, quindi non in modo traumatico. Una classe dirigente rinnovata non si inventa, bensì va accompagnata e fatta maturare in un percorso di crescita”. Il concetto viene fatto passare con un paio di battute: “Napolitano non è un ragazzo eppure rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per l’Italia” e “non si va all’università dopo essere stati all’asilo, ma dopo aver compiuto determinati passaggi formativi”. Il segretario uscente conta nella sfida congressuale sul fatto che ad oggi all’interno del Pd il quadro più probabile vede la quasi certa assenza di una vera e propria competizione. Salvo novità entro il 22 settembre, termine ultimo per presentare il supporto alle candidature alla segreteria di almeno l’1% degli iscritti, i democrats si troveranno con un nome unico da votare, Bruno Ferranti, ed un assetto già deciso in ogni dettaglio. Infatti, anche l’assemblea provinciale, che in teoria dovrebbe essere selezionata nell’imprevedibilità della democrazia con i congressi di circolo fra il 1° ed il 21 ottobre, sarà già scelta con gli accordi interni fra i maggiorenti del partito. Il motivo è facilmente spiegato: ogni candidato alla segreteria sarà collegato ad una lista con i componenti da eleggere dell’assemblea. Fatta unica la corsa per segretario viene eliminata anche la suspense per il parlamentino del partito.
Ma perché nessuno a parte Ferranti è disposto a candidarsi? Anche qui il fatto si spiega con semplicità. Il nome del segretario uscente elide quello di Andrea Lulli, che non avrebbe più quella prateria di consenso necessario per giustificare la scalata al livello locale del partito di un parlamentare. Inoltre, il dalemiano pratese potrebbe avere delle novità interessanti da Roma. I ben informati riferiscono a tal proposito di un incontro nei giorni scorsi fra Lulli ed il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani: un primo passo forse per qualche promozione. Quanto all’altro peso massimo del partito a Prato e collega di scranno, Antonello Giacomelli secondo più fonti sarebbe più propenso nei prossimi 4 anni a manovrare nella maniera più efficace possibile la leva della Provincia, controllata dal fedelissimo Lamberto Gestri, che a misurare le sue forze al congresso. Anche Massimo Carlesi, nome circolato sulla stampa locale più volte fra luglio e agosto, sarebbe poco propenso a mettere a rischio il suo ruolo da capogruppo in consiglio comunale per una partita dall’esito infausto alla segreteria. Le residue speranze di una candidatura in grado di sparigliare i giochi sembrano essere affidate al sindaco di Cantagallo Ilaria Buggetti, ma la diretta interessata ha detto più volte no nelle ultime ore. Come prevedibile la cornice dell’unitarietà non sembra essere gradita da tutti. “Questo partito dimostra l’incapacità di discutere e l’amara realtà è l’impossibilità di trovare una candidatura alternativa a Ferranti” afferma qualche malelingua ai piani alti del partito. Ma il diretto interessato è di tutto altro avviso: “La candidatura unitaria permetterà di discutere di programmi e non di assetti. Sarebbe un errore trasmettere l’immagine di un partito più concentrato a discutere di posti nel partito che dei problemi della città”.
Carlandrea Adam Poli



















































