Domani sera a Castelnuovo si rievoca la cena della battitura
venerdì, giugno 26th, 2009E’ già iniziata con gli ’spettacoli di corte’ la rassegna estiva promossa dalla circoscrizione Prato Sud. Gli appuntamenti in programma, che proseguiranno fino al 18 luglio, sono realizzati in collaborazione con varie associazioni culturali del territorio e si propongono di ridare vita alla vecchia tradizione di ritrovarsi la sera a veglia. Gli spettacoli sono, infatti, quasi tutti ambientati in vecchie corti o in spazi ristretti che le rievocano, che diventano un palcoscenico naturale con la loro magia, le vecchie mura, la luce che illumina senza invadere lo spazio. Il repertorio è vario come lo erano gli argomenti di cui si parlava a veglia: si va dalle commedie brillanti, alla rievocazione della battitura con la tipica cena accompagnata da canti e balli popolari che si terrà domani, 27 giugno, a partire dalle 17, a Castelnuovo. Martedì 30 giugno, nella corte dell’Alloro (via dell’Alloro) a Paperino andrà in scena la commedia brillante di Giuseppe Severi Quando si perde la bussola. Tutti gli spettacoli si terranno alle 21 con ingresso libero.










Per due giorni Luciana si tuffa nel medioevo facendo rivivire la leggenda “nera” della bella Edgarda e del Sasso delle Fate. Domani e domenica, dal pomeriggio fino a mezzanotte, le vie del borgo valbisentino saranno animate da personaggi e stand che ci riporteranno indietro di molti secoli, con dimostrazioni di arti e mestieri medievali oltre a piatti realizzati secondo le usanze dell’epoca.
Da allora, secondo la tradizione, quel posto e quel masso sono caratterizzati da strani lamenti, che gli abitanti hanno attribuito alle fate del bosco, innamorate del conte e disperate per non poterlo salvare. Il sasso esiste veramente e ora è possibile raggiungerlo attraverso un sentiero riaperto nel 2005 dalla stessa Pro loco di Luciana.
Il banchetto rinascimentale la rievocazione storica della battaglia di Montemurlo faranno da cornice alla prima uscita ufficiale del nuovo sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini che festeggerà questo tradizionale appuntamento insieme a tutti i cittadini. Le iniziative, organizzate come ogni anno dal Gruppo Storico di Montemurlo, dall’Assessorato alla Cultura del Comune e dalla Provincia di Prato saranno cariche di spettacolarità e dureranno circa tre giorni. Il primo appuntamento è per giovedì sera alle ore 20 con il “Banchetto Rinascimentale”, che rievoca quello della primavera del 1537, tentativo di pacificazione tra i Medici e gli oppositori repubblicani meno compromessi. La cena sarà servita secondo la tradizione dell’epoca dal ristorante “La Taverna della Rocca”, e si svolgerà nella piazza del borgo. Sarà allietata da vari intrattenimenti come gli spettacoli di giocoleria, dai mangiatori di fuoco e da musica rinascimentale dal vivo a cura della Midnight e Three Fires. Di grande impatto sarà il combattimento simulato in costume d’epoca, a rievocazione della storica battaglia tra fuorusciti repubblicani e truppe medicee che avvenne due mesi dopo la memorabile cena. (Per informazioni telefonare a Pasquale D’Aloia 335 6566387.)
Per il secondo anno torna la camminata storico-archeologica notturna a Savignano-Fabio a Vaiano. Quest’anno l’appuntamento è per mercoledì 24 giugno alle ore 18 presso la chiesa di Savignano. La notte è quella di “sogno di una notte di mezza estate” di shakesperiana memoria, la notte di pieno rigoglio della natura, la notte magica per eccellenza in cui si danno convegno le streghe per i loro incontri, la notte in cui si raccolgono quasi tutte le erbe medicamentose, che hanno appunto la loro maggior efficacia, e tra queste la Stregona gialla (nome scientifico Officinalis Stachys Recta), detta anche Catiorà, popolarmente chiamata “erba di San Giovanni” o “erba della paura” che ha una potente azione calmante, questa pianta era detta significativamente anche cacciadiavoli: con questa erba in passato donne esperte facevano bagni e abluzioni, recitando formule e preghiere a mezza voce, per “levare la paura”. Il percorso si snoda da Savignano, antico centro di romana memoria, lungo il sentiero di via di Caprile (denominata nel Plantario del 1584 “Via di Prata e di Pastura”): come dice il nome stesso era la via seguita dalle greggi di pecore e capre, via di Caprile appunto, per risalire le pendici della Calvana per il pascolo estivo. La passeggiata toccherà la località Buca del Lupo vicino a Camposanìco dove nel 1922-1923 si svolse forse l’ultima caccia al lupo di cui si abbia memoria. Proseguendo si arriverà in località Foracani che ci ricorda la presenza di un’antica casa da Signore di proprietà della famiglia Ferracani, da cui il nome. All’arrivo a Fabio ci sarà l’ottima cena (si ricorda ancora quella dello scorso anno) all’Agriturismo Il Ponticello. Il rientro a Savignano avverrà in notturna lungo la via degli Schizzi ossia un tratto della strada di mezzacosta etrusco-romana di cui in molti tratti si conserva il selciato antico con segno del passaggio degli antichi carri. Potremmo chiamarla la Via degli Etruschi in val di Bisenzio: oggi sappiamo in base ai recenti scavi nella piana di Prato presso l’attuale Interporto della Toscana Centrale, che questa via era percorsa dagli Etruschi di Gonfienti per mettersi in collegamento con l’Etruria padana, in particolare con la città Etrusca di Marzabotto con cui intratteneva regolari e fitti scambi commerciali e culturali. La camminata della Notte di San Giovanni a Savignano-Fabio è organizzata dal Comune di Vaiano in collaborazione con l’Associazione pro Museo della Badia di Vaiano e con il Museo della Badia Badia (cui è destinata parte della quota di partecipazione). Per la partecipazione alla camminata e alla cena è prevista una quota di partecipazione (20 euro); e la prenotazione è obbligatoria ai numero di telefono: 0574/989461 (Vice presidente Associazione pro Museo) e 328/6938733 (Coordinatore del Museo della Badia). Si consiglia di indossare scarpe da trekking e di munirsi di pila per la camminata notturna, si spera anche alla luce delle lucciole che annunciano la stagione più bella dell’anno.
Natura, agricoltura, prodotti di qualità e tanti eventi per grandi e soprattutto bambini. E’ questo il programma della tredicesima edizione della Festa della Fienagione e della Spolveratura che si svolgerà nel borgo delle Fornaci di Sofignano nel Comune di Vaiano domenica 24 maggio. Una manifestazione che ricorda gli antichi trascorsi contadini quando in questa parte della stagione si raccoglieva il fieno per alimentare gli animali. Si tratta del primo evento in cartellone di “Primavera in Calvana” che riunisce tutta una serie di iniziative che si concluderanno il prossimo 28 giugno. La manifestazione di domenica a Le Fornaci è ormai diventato uno degli appuntamenti fissi a Vaiano soprattutto dopo l’importante serie d’interventi di sistemazione del piccolo borgo che è stato dotato di nuova pavimentazione e servizi oltre ad un generale recupero delle sue strutture originarie. Organizzata dal Comune di Vaiano con il Comitato della Spolveratura di Sofignano in collaborazione con la Comunità Montana Val di Bisenzio e la Provincia di Prato, quest’anno la festa si svolgerà nelle tradizionali sedi del borgo storico e del Frantoio Consortile della Val di Bisenzio e presenta con tanti eventi ed alcune novità. Si inizia alle 10.30 con uno spettacolo equestre in uno spazio davanti al Frantoio con l’esibizione del gruppo “Amici per caso”, otto ragazzi che si esibiranno con costumi a cavallo, poi una esibizione di “monta americana” e una corsa stile cowboy. Poi saranno presentati al pubblico tre cavalli di razza araba di valore internazionale e poi esibizioni di cavalli spagnoli e di una carrozza e n on mancheranno le tradizionali mucche calvanine che traineranno un carro di fieno chiamato “treggia”. Sempre al Frantoio per tutta la giornata troveranno posto stand e bancarelle dove si potranno assaggiare e degustare tanti prodotti tipici della Val di Bisenzio. Nell’antico borgo mercatini del volontariato, il mercato straordinario e tantissimi giochi e animazioni per bambini che saranno i veri protagonisti della festa. Poi una rassegna di 20 auto d’epoca organizzata dall’Aci di Prato in collaborazione con il Gruppo Auto Storiche di Lucca Balestrero con auto che vanno dall’anteguerra fino agli anni ’60. Tra le novità presso l’edificio della Misericordia de Le Fornaci, si svolgeranno alcuni dimostrazioni gratuite di ginnastica naturale e massaggi a cura dell’Officina del Tuina che utilizzerà anche un tipo di argilla molto indicato per i trattamenti. Per tutta la giornata di domenica saranno attivi due punti di ristoro uno al Frantoio e l’altro nel borgo delle Fornaci mentre cosa importante fin dalla mattina sarà attivo un bus navetta gratuito dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 21 che parte dal parcheggio antistante l’Isola Ecologica di Vaiano ( area Cimitero Comunale).
Una serata dedicata alle carni di cinto senese. E’ quanto organizza per mercoledì 20 maggio la delegazione “Curzio Malaparte - Prato” dell’Accademia del Peperoncino. L’appuntamento è per le 20.30 presso la sede dell’Accademia in via Franchi 55 con una cena degustazione a base di prodotti di cinto toscano dell’Azienda agricola Corboli di Vernio. Il cinto toscano, conosciuto anche come cinta senese, è un suino molto particolare che è allevato prevalentemente nel senese. La sua caratteristica principale è di essere quasi selvatico, e questo fa sì che abbia carni più dure perchè allevato allo stato brado o semibrado. Si riconosce molto bene visto che ha un manto nero con una grossa macchia bianca nella parte centrale del corpo.
Un week end all’insegna del passato, con un tuffo all’indietro che ci riporterà fino al Medioevo per poi tornare ai giorni nostri. E’ Prato nella Storia, ormai giunta alla sua VIII edizione, che si svolgerà nella splendida cornice del parco di Galceti il 16-17 maggio. Si tratta di una manifestazione attualmente unica in Italia, svoltasi sempre nel territorio pratese, che raccoglie gruppi di ricostruzione storica provenienti da tutto il territorio nazionale, e che ricostruiscono tutte le epoche, in un originale percorso temporale che va dal Medioevo al XX secolo; il valore culturale di questo evento è ormai riconosciuto, ed è stato anche salutato, per due edizioni consecutive, dal Presidente della Repubblica, che ha voluto premiare l’impegno profuso nel mantenimento e promozione dell’identità storico-culturale sia locale che nazionale.
Non si arresta ancora la crisi per il distretto tessile di Prato: secondo i dati resi noti dall’Unione Industriale Pratese, nel primo trimestre 2009 le ore di cassa integrazione sono cresciute del 112,9%, mentre parallelamente, a febbraio, l’utilizzo di energia elettrica e gas è calato rispettivamente del 19,7% e del 12,8% rispetto al febbraio 2008, ad indicare una minore produttività, ed un -4,3% nelle ore lavorate a marzo. “Quello che si configura è al massimo un rallentamento della caduta verticale a cui abbiamo assistito nel recentissimo passato”, commenta il presidente Uip Riccardo Marini, secondo cui “il fatto che per le ore lavorate ci sia, nonostante il fortissimo calo di produzione registrato fra gennaio e febbraio, un significativo segno meno anche su marzo rispetto al corrispondente mese di un 2008 che non è stato certo un anno positivo, dà la misura del perché possiamo parlare tutt’al più di stabilizzazione di un quadro che resta estremamente difficile”.
Suoneranno a distesa, alla mezzanotte del sabato santo, le campane di tutte le chiese per annunciare la Risurrezione di Cristo. Dopo aver taciuto per due giorni le campane daranno il segno della festa. La solennità più importante dell’anno liturgico, la Pasqua, viene celebrata, a Prato, come di consueto, anche con la solenne Ostensione del Sacro Cingolo mariano. Nel pomeriggio di domenica 12 aprile, alle 17,30, dopo il Canto dei Vespri, il Vescovo Simoni mostrerà la reliquia all’interno della cattedrale e sulla piazza, affacciandosi dal pulpito di Donatello. Quello del giorno della Risurrezione del Signore è uno dei cinque appuntamenti in cui, durante l’anno, viene mostrata ai fedeli la Cintura della Madonna, insieme a primo maggio, 15 agosto, 8 settembre e Natale.
Torna l’appuntamento con il fascino e la devozione della Processione di Gesù Morto Redentore di Comeana: una rievocazione storico-religiosa che va oltre la classica Via Crucis, recitata per le vie del paese, e che risale al Medioevo, quando per spiegare al popolo la vita di Cristo o dei santi valeva più un’immagine di mille parole. A Comeana si sfilava il Giovedì Santo, non il venerdì. E come allora anche oggi, ogni tre anni, centinaia di persone tornano in piazza e raccontano a loro modo, tre giorni prima di Pasqua, le ultime ore di Gesù. L’appuntamento quest’anno è per giovedì 9 aprile alle ore 21, con ingresso gratuito. A organizzare questa grande rievocazione storica e religiosa è un comitato spontaneo di cittadini, che nelle settimane e nei mesi che precedono la festa si riunisce nelle stanze della Compagnia, di fianco alla chiesa parrocchiale del paese. Tutta l’organizzazione si regge sul volontariato; un contributo importante arriva dall’amministrazione comunale, dalla Provincia di Prato e dagli abitanti del paese. C’è chi pensa alla ‘regia’, perché oltre a pensare alle scene è necessario disporre seicento persone e sessanta cavalieri per strada, cosa per niente semplice: il corteo alla fine misura più di un chilometro e mezzo. C’è chi pensa al percorso. E c’è chi cuce i costumi o lavora a risistemare quelli più vecchi.
Non si sa di preciso quando la festa sia nata. Le sue origini furono comunque ispirate dalla Confraternita del Santissimo Sacramento, che fu fondata nel 1599. La sera del giovedì Santo inizia in Piazza Cesare Battisti a Comeana con un processo, quello che nel sinedrio duemila anni fa vide protagonista in Palestina Gesù Cristo, e si chiude con la crocifissione, tra lampi e tuoni ricreati ad arte, il recitato in sottofondo scandito da un crescendo musicale e qualche migliaio di spettatori in assoluto silenzio. Nel mezzo ci stanno sei chilometri di processione che attraversa tutte le strade del paese strada. Sfilano con Gesù Pilato, il presidente del Sinedrio Caifa, Giuda, Longino e Crocifero e poi in un turbine di colori, dal rosso al blu, dal giallo al bianco e al celeste, le donne palestinesi e le dame patrizie, i legionari. Di seguito, con la banda, arriva la parte sacra e religiosa ed il carro della Madonna scortato dai Carabinieri.
Tutto pronto per il grande evento dedicato agli animali e al mondo rurale che si svolgerà domenica 22 marzo a Vernio. L’Antica Fiera Agricola di San Giuseppe si presenta con una mostra zootecnica allestita sia in Piazza Primo Maggio a Mercatale, dove oltre 50 allevatori provenienti da varie zone della Toscana mostreranno i loro capi più belli, in particolare della razza bovina autoctona “Calvanina”, ma anche di altre razze, cavalli, animali da cortile, pecore e capre. Poi tra Mercatale e San Quirico 110 tra bancarelle e stand allestiti da aziende agricole, agriturismi, artigiani, commercianti, associazioni e pro – loco con prodotti tipici, della gastronomia e artigianato. Infine il mercato agricolo, il cuore pulsante della festa che rinnova una tradizione antichissima legata al risveglio della campagna a primavera, con vendita di piante di ogni tipo, attrezzi agricoli, stand florovivaistici, sementi. La manifestazione è organizzata da Comune di Vernio e Comunità Montana Val di Bisenzio, con il sostegno Provincia di Prato, Camera di Commercio di Prato e la collaborazione dell’’Unione Commercianti, la Confesercenti, l’Associazione Piccoli Allevatori, Cia, Coldiretti, Unione Agricoltori, Confartigianato e CNA Prato e un ampia schiera di sponsor privati. Un appuntamento fisso che ogni anno richiama migliaia di visitatori soprattutto dopo che quattro anni fa è stata rilanciata grazie all’impegno di Comune e Comunità Montana, pur mantenendo il suo carattere originario di festa legata al mondo rurale. A questi elementi si è aggiunto lo sviluppo della zootecnia in Val di Bisenzio in particolare legata alla razza bovina Calvanina che qualche anno fa rischiava l’estinzione e ora è diventata una solida realtà economica con oltre 600 esemplari e 30 allevamenti attivi nelle Province di Prato ma anche nel Mugello e a Pistoia. Le sue carni sono sempre di più apprezzate anche rispetto a quella della sorella “maggiore” Chianina perché meno grasse e più saporite grazie ad una tecnica di allevamento che ha previsto l’adozione di un disciplinare di produzione che prevede lo stato brado e che si basa su mangimi naturali. E proprio per far conoscere questa carne sarà anche allestito un bancone di macelleria.
Sabato 21 marzo a Vernio si svolgerà una giornata dedicata alle degustazioni e alla conoscenza della farina di castagne. Il titolo della manifestazione è Di castagne e d’altro è avrà come teatro la sala superiore del Museo ex Meucci di Mercatale con inizio alle ore 10.30. Si tratta di un evento collaterale dell’Antica Fiera Agricola di San Giuseppe, che si svolgerà invece domenica organizzata da Comune di Vernio e Comunità Montana Val di Bisenzio. La castagna è uno dei prodotti tipici più importanti della Val di Bisenzio insieme alla razza bovina calvanina, e per questo motivo c’è grande attenzione da parte della Comunità Montana che, insieme ai Comuni di Vernio e Cantagallo da alcuni anni sta portando avanti il “Progetto Castagna” con l’obiettivo di rilanciare questa produzione tipica anche grazie alla nascita dell’associazione Castanicoltori della Val di Bisenzio. Il programma di sabato prevede una degustazione e premiazione della migliore farina di castagne alla presenza delle associazioni di categoria dell’agricoltura e della Camera di Commercio di Prato. Queste degustazioni saranno effettuate da esperti della montagna pistoiese e della Garfagnana. Parteciperanno Paolo Cecconi sindaco di Vernio, Ilaria Bugetti sindaco di Cantagallo, Marco Ciani presidente della Comunità Montana Val di Bisenzio, Roberto Rosati assessore all’Agricoltura della Provincia di Prato, Fabrizio Giraldi presidente dell’Associazione Castanicoltori, Oreste Giurlani presidente della Uncem, Maurizio Fantini della Coldiretti e Andrea Terreni della Cia. La manifestazione si concluderà alle 13 con la premiazione della migliore farina di castagne e con una serie di assaggi e degustazioni di piatti tipici del territorio.
Una mostra zootecnica con 50 allevatori provenienti da varie zone della Toscana e 110 tra bancarelle, stand ed espositori tra aziende agricole, agriturismi, artigiani, commercianti, associazioni e pro – loco. Sono questi i numeri de L’Antica Fiera agricola di San Giuseppe, mostra del bestiame e mercato dei prodotti tipici, che si svolgerà a Vernio domenica 22 marzo. L’Antica Fiera di San Giuseppe è ormai diventato un appuntamento fisso che ogni anno richiama migliaia di visitatori soprattutto dopo che quattro anni fa è stata rilanciata grazie all’impegno di Comune e Comunità Montana, pur mantenendo il suo carattere originario di festa legata al mondo rurale, in particolare per quanto riguarda la vendita di piante da orto e appartamento, attrezzi agricoli e florovivaismo. A questi elementi si è aggiunto lo sviluppo della zootecnia in Val di Bisenzio in particolare legata alla razza bovina Calvanina che qualche anno fa rischiava l’estinzione e ora è diventata una solida realtà economica con oltre 600 esemplari e 30 allevamenti attivi nelle Province di Prato ma anche nel Mugello e a Pistoia. Le sue carni sono sempre di più apprezzate anche rispetto a quella della sorella “maggiore” Chianina perché meno grasse e più saporite grazie ad una tecnica di allevamento che ha previsto l’adozione di un disciplinare di produzione che prevede lo stato brado e che si basa su mangimi naturali.
Appuntamento imperdibile per i golosi e gli amanti della buona tavola. Domenica 15 marzo, a Migliana, dalle 12 alle 19, è in programma la festa gastronomica dedicata a Salsicce e Migliaccio. Da mezzogiorno in poi, nello Spazio Circolo Misericordia, si potranno gustare i piatti tipici con i classici sapori genuini delle nostre terre: dalla pasta con il ragù di cinghiale alle salsicce, dalle cotiche ai fagioli. A seguire, per chi non fosse ancora sazio, prenderà il via la Sagra del migliaccio, dove il piatto tipico pratese delizierà i palati dei presenti con il suo sapore unico e inimitabile. Sarà disponibile un bus navetta dal bivio di Novelleto.
Lo slogan ripetuto ossessivamente dai politici e dai rappresentanti delle categorie economiche che si sono alternati a parlare. Lo slogan scritto intorno al palco e, soprattutto, sullo striscione da record (è lungo oltre un km) che circa duemila persone hanno sorretto, prima lungo tutto il perimetro di piazza Mercatale, poi nel corteo che, attraverso via Ferrucci e viale della Repubblica, ha portato i manifestanti fino davanti al Buzzi, dove ad attenderli c’erano centinaia di ragazzi delle scuole superiori pratesi.
Questa manifestazione ricorda la carestia del 1512 causata in Val di Bisenzio dai saccheggi delle truppe mercenarie spagnole dirette a Prato e poi Firenze. Le popolazioni stremate furono oggetto della generosità dei conti Bardi che distribuirono ai loro sudditi i polenta di castagne, aringhe e baccalà. Dalla fine del XVI secolo la manifestazione si celebra la prima domenica di Quaresima (anticamente il mercoledì delle Ceneri) sulla piazza di San Quirico di Vernio di fronte al Casone, oggi sede del Palazzo Comunale. In più oggi è diventata anche un modo per celebrare uno dei piatti tipici della Val di Bisenzio, la polenta dolce di castagne, mentre agli stand allestiti nelle vie del paese potranno essere degustati altri prodotti tipici realizzati con l’impiego della farina dolce: i nicci, il castagnaccio e le frittelle dolci. Al corteo storico, che si svolgerà a partire dalle ore 9,30, parteciperanno circa 700 figuranti provenienti da tutta la Toscana. In testa, nelle vesti del conte e della contessa Bardi, ci saranno quest’anno il sindaco di Vernio Paolo Cecconi e la Presidente della Commissione della Regione Toscana Cultura Ambra Giorgi insieme al Presidente della Società della Miseria Piero Sarti.
Dopo il Corteggio Storico in Piazza del Comune a San Quirico davanti a Palazzo Bardi alle 12.30 si svolgerà la lettura della Pergamena con l’editto in cui i Conti Bardi offrivano aiuto alle popolazioni e subito dopo la distribuzione delle porzioni di polenta dolce, già pronti quasi cinque quintali di questo prodotto, aringhe e baccalà che proseguirà anche nel pomeriggio insieme alla vendita di prodotti tipici locali.
Protagonista sarà la pastasciutta condita con un sugo a base di tonno che sarà distribuita gratuitamente, accompagnata dalle aringhe e acciughe. La festa si concluderà nel tardo pomeriggio quando verrà dato fuoco al Re Carnevalino. Si tratta di un fantoccio seduto su un seggiolone che viene bruciato e che si rifà alle antiche tradizioni contadine dell’Alta Valle del Bisenzio legate al Carnevale.
La festa celebra uno dei prodotti tipici della Val di Bisenzio, la farina dolce di castagne, e ricorda la generosità dei conti Bardi che durante la carestia del 1512, distribuirono polenta alla popolazione affamata. Negli ultimi anni, come ha ricordato il sindaco di Vernio, Paolo Cecconi, la manifestazione, organizzata dai volontari della Società della Miseria, ha riscosso un successo crescente, con visitatori che arrivano da ogni parte della Toscana e anche da fuori regione, da quando l’evento ha attirato l’attenzione delle riviste dedicate ai camperisti (lo scorso anno giunsero nel piccolo comune della Val di Bisenzio ben 80 equipaggi). Organizzano tutto i volontari della Società della Miseria e la manifestazione si autofinanzia quasi per intero grazie alla raccolta di fondi tra la popolazione. Una parte di contributi – hanno precisato i rappresentanti della Società della Miaseria, Nello Giuliani e Aldo Langianni - arrivano dallo stesso Comune di Vernio (con essi viene coperta la spesa per l’ospitalità delle delegazioni delle cittadine gemellate di Francia, Germania e Belgio), dalla Provincia di Prato, dalla Comunità montana e da alcuni sponsor. Ai visitatori sarà distribuita polenta dolce con baccalà e aringa, mentre agli stand allestiti nelle vie del paese potranno essere degustati altri prodotti tipici realizzati con l’impiego della farina dolce di castagne: i nicci, il castagnaccio e le frittelle dolci.
Gli obiettivi sino quelli di riscoprire e valorizzare le piante da frutta rare e poco conosciute ancora presenti sul nostro territorio come la pera cestella, la mela savignanina, la pesca sanguigna e la pesca d’Ognissanti di Faltugnano, tutti frutti dimenticati ma che nel passato avevano un ruolo importante per i contadini fino a pochi decenni fa. Su questo fronte il Comune di Vaiano ha già elaborato una mappa con la localizzazione in GPS delle piante madri sparse sul territorio – ne sono state individuate 27 di tipo diverso - per riscoprire e valorizzare questa biodiversità.





