Il Mestastasio diventa un’aula scolastica: Riondino prova a “spiegare” Madame Bovary a Vergassola
lunedì, marzo 15th, 2010
Dimentichiamoci per un momento le polemiche e gli attriti di questo periodo e concentriamoci sul ruolo di fabbrica della cultura che il teatro Metastasio svolge nella nostra città. Aggiungiamo a questo un progetto, paradossale e fantastico, del Ministero della Cultura, che vuole lanciare una campagna contro l’analfabetismo dilagante. Uniamo i due ingredienti e otterremo lo spettacolo che stasera alle ore 21 sarà sul palco del Metastasio Stabile della Toscana: “Riondino accompagna Vergassola ad incontrare Flaubert”.
La piece si basa su questo assurdo: il ministero della Cultura decide lanciare una campagna mediatica nei teatri, per sensibilizzare la popolazione contro l’analfabetismo dilagante. Gli attivisti delle Brigate Culturali, funzionari scelti per tale scopo, hanno l’obiettivo di alzare il livello medio degli attori di cabaret e per far questo decidono di scegliere a caso un comico, ignorante in letteratura, che verrà pubblicamente torturato in scena con un interrogatorio-lezione su un classico dell’Ottocento: “Madame Bovary” di Gustave Flaubert. Il Ministero estrae il nome di Dario Vergassola. Constatato che sa poco o nulla, il famoso malcapitato è costretto ad ascoltare la storia di Emma Bovary, che Riondino legge e illustra. Chiaramente, non riuscendo a trattenere la sua vena satirica, Vergassola commenterà a modo suo determinati passi del racconto, provocando le risate del pubblico che sarà in platea per assistere a questa “tortura culturale”.
La messa in scena, che presenta una genesi straordinariamente geniale, riesce a proporci due risultati apprezzabili: prima di tutto Riondino, riproponendo questo classico francese così popolare e ancora molto attuale, intende farci riflettere sulla figura della protagonista del libro, che con la sua psicologia ancora ci parla e ci trasmette molto; in secondo luogo con questo spettacolo Vergassola espone le virtù primarie dei comici: l’argomento e la parola, il tema e il ritmo. Nonostante la presenza e la preponderanza in scena di un tema “alto”, il cabarettista riduce tutto ai minimi denominatori, riuscendo a caricare il romanzo di toni ancora più provocatori e sconcertanti.
Elia Frosini








































