L’intervento/Marini: “Dalle fiere iniezione di fiducia, ora puntiamo tutto sulal legge 99″
venerdì, settembre 18th, 2009
Finita con Première Vision la stagione delle fiere tessili, o almeno di quelle più rilevanti per i produttori pratesi, possiamo dire che i motivi per nutrire una prudente e misurata fiducia non mancano. A parte qualche disagio tecnico, in tutte le fiere finalmente si è visto anche qualche sorriso negli stand pratesi, mediamente piuttosto frequentati dai compratori. Una condizione questa non sufficiente a dare tranquillità, visto che le fiere sono sempre più mere vetrine e sempre meno luoghi in cui si concludono affari; però comunque una condizione quasi necessaria come riscontro della qualità dell’offerta di prodotto delle nostre imprese. Le prossime settimane confermeranno o meno questi segnali, ma anche il più positivo dei casi non dovrà essere interpretato come la fine dell’emergenza.
Non bisogna abbassare la guardia. I dati di Confindustria Toscana, che prefigurano per la nostra regione ancora lunghi anni di lentissimo recupero, devono far riflettere tutti sulla necessità di mettere in campo strumenti adeguati ed efficaci per sostenere il sistema produttivo ed attutire l’impatto sociale della crisi. I 500 milioni messi in campo dalla Regione Toscana sono un buon segnale di attenzione. Certo avremmo voluto qualche strumento ad hoc per Prato: comunque l’assessore Ambrogio Brenna, nell’incontro che abbiamo avuto con lui lo scorso 31 luglio, ci ha tranquillizzati circa il fatto che le condizioni di accesso a questi fondi saranno coerenti con le realtà pratese.
Quanto al livello nazionale, attendiamo con fiducia ma anche con trepidazione l’incontro che il tavolo di distretto avrà con il Governo il 1° ottobre. Come Unione, siamo molto soddisfatti dell’accoglimento da parte del tavolo della nostra proposta di richiedere per Prato l’applicazione della legge 99: battere questa strada è l’unico modo realisticamente possibile – anche se tutt’altro che scontato - per ottenere qualcosa. Il successo o meno di questo tentativo dipenderà certo dall’attenzione delle autorità nazionali, ma anche dalla capacità di farsi ascoltare di istituzioni e parti sociali pratesi: per tutti, una sfida e un banco di prova per la propria credibilità e capacità di fare lobby.
Non bisogna inoltre dimenticare che quella offerta dalla legge 99 è una sorta di cornice: se riusciremo ad inserirci, dovremo poi dare sostanza a progetti e proposte. Tutto questo dovrà infine strutturarsi in un accordo di programma, su cui far convergere condivisione e risorse dei diversi livelli istituzionali. Come Unione riteniamo, del resto in coerenza con la linea di Confindustria, che gli ammortizzatori sociali continuino a rimanere una priorità; ma accanto a questi pensiamo che siano gli interventi sulla filiera ad avere una valenza strategica determinante. E’ una strada impervia, ne siamo consapevoli, ma trovare e promuovere modelli operativi di integrazione e alleanza sia orizzontali che verticali rimane un obiettivo imprescindibile. E’ su questo fronte che come Unione intendiamo concentrare i nostri sforzi progettuali.
Riccardo Marini
Presidente Unione Industriale Pratese











In questi giorni si assiste ad un dibattito intorno ai temi della sicurezza e dell’immigrazione che rasenta il limite del falso ideologico allorquando si vuole a tutti i costi far passare nell’opinione pubblica l’idea che il centrosinistra nutra avversione ed astio nei confronti dei giovani “militari” presenti da qualche giorno nelle nostre strade. E’ una vera e propria bugia che si collega alle tante che in campagna elettorale il centrodestra ha diffuso per riuscire ad ottenere quel consenso facile facile puntando proprio sulla paura e sulle difficoltà della crisi economica. Si continua a mentire sapendo molto bene che lo si fa, anche perché questi personaggi politici, alcuni dei quali ben collegati con il Governo Berlusconi, evidentemente non hanno la capacità di affrontare e risolvere i reali problemi che attanagliano la realtà pratese, fra i quali, certamente, è prioritario quello del rispetto della legalità. Il centrosinistra ha da sempre fatto presente ai governi nazionali quali fossero i problemi ed ha anche avanzato proposte concrete, non riconoscendo come utile il ricorso ai “militari”, puntando su un rafforzamento degli organici di tutte le Forze dell’Ordine e dell’Ispettorato del Lavoro oltre che sulla istituzione a Prato di una sezione di Polizia Postale, unico rimedio alla possibile esportazione illegale di denaro attraverso i Money Transfer Service.
In campagna elettorale ho proposto il 2010 come Anno Datiniano. Leggo ora dell’intenzione dell’assessore Beltrame di celebrare il mercante di Prato attraverso due temi chiave. L’assessore osserva che a proposito di Datini in campagna elettorale si sono dette e scritte tante cose. Ci sembra un voler mettere le mani avanti, qualora non si trovassero risorse, tempi e collaborazioni per organizzare eventi tali da valorizzare, col Datini, l’intera città e la sua immagine. Da acuta osservatrice politica, l’assessore pare già preoccuparsi di eventuali osservazioni che le potranno essere mosse e conclude dicendo che la prima cosa da fare sarà quella di dare una bella ripulita al monumento di piazza del Comune. Almeno l’operazione di facciata sarà dunque portata a compimento. Nulla si sa, salvo poche enunciazioni, tuttora vaghe, delle intenzioni dell’assessore.

Mi permetto di esprimere un mio parere di carattere politico ma anche educativo. Trovo molto preoccupante e involutivo per la nostra società il radicarsi di uno Stato Etico, regolatore della morale e dei comportamenti individuali e per questo al di sopra del giudizio dei singoli cittadini. Tale concezione, che ci fa subito pensare ai regimi comunisti e non certo ai sistemi di governo liberali, è resa ancora più pericolosa e grottesca quando si verificano comportamenti decisamente poco morali da parte di alte cariche di governo che fanno addirittura mercimonio delle donne. Ma ancora più impressionante, a mio parere è quando dallo stato etico si passa al “Comune etico”, più vicino ancora alla vita quotidiana delle persone e ai suoi comportamenti privati e quindi ancora più invasivo. Sembra che gli amministratori dei comuni italiani sentano di dover entrare nell’ambito dei comportamenti e dei costumi dei singoli, anche quando non sono lesivi della libertà e dell’incolumità altrui.
Sono segnali positivi, anche se tutti da valutare nella loro effettiva consistenza, quelli che sono emersi ieri dall’incontro di Confindustria e delle altre categorie economiche col Ministro Tremonti e l’Abi. Va nella giusta direzione lo sgravio del 3% sull’Ires per l’aumento di capitale sociale fino a 500.000 euro delle piccole e medie imprese, anche se, ragionando in termini realistici, l’impatto sul nostro distretto sarà necessariamente contenuto. Gli utili infatti sono generalmente merce rara e, di conseguenza, non sono in molti a dover pagare l’Ires. Oltretutto non vi sono ancora certezze sulle modalità di applicazione dello sgravio e della sua riportabilità anche per esercizi futuri: avere le idee più chiare su questi punti farà la differenza fra una lettura molto positiva del provvedimento o una valutazione ben più cauta. Acquisiremo nei prossimi giorni tutti gli aggiornamenti possibili così da farci una nostra opinione sul tema e da metterne al corrente soci ed opinione pubblica.
Prato ha chiuso un capitolo e ne ha riaperto un altro. Compito di tutti e soprattutto di chi ha vinto le elezioni sarà quello di riempire il nuovo capitolo di contenuti, partendo anche dagli errori del passato per costruire un futuro e una città che purtroppo oggi non è quella che avremmo voluto.
Il 25 marzo scorso, con un comunicato stampa titolato “Insegne in italiano, 60 giorni alle imprese straniere”, l’amministrazione comunale, avvertiva dell’obbligo di adeguare le insegne riportanti diciture in lingua straniera, con le relative traduzioni in italiano. Allo scadere dei termini, in caso di mancato adeguamento, si parlava di sanzioni amministrative da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro. Con l’ausilio di Sori sarebbero stati distribuiti a tappeto volantini informativi in quattro lingue allo scopo di informare i diretti interessati e favorire la risoluzione dell’ormai macroscopico problema.





