L’INTERVENTO/Il Pd: “Sul Metastasio si gioca una partita pericolosa per il teatro stesso”
martedì, marzo 9th, 2010Improvvisamente, il Metastasio è diventato oggetto e strumento di lotta politica e perfino elettorale. Un conflitto che rischia di fare due vittime, la Stabilità del teatro e l’autonomia (e quindi la credibilità) artistica di Paolo Magelli e Federico Tiezzi. La cronologia aiuta a far ordine: dopo l’estate, il Sindaco giudica le nomine Consiag (non è un refuso) come uno schiaffo all’azionista di maggioranza relativa eppure per quella vicenda deve rimproverare solo la sua goffa prepotenza istituzionale. E lo sa bene. Ed ancora: entro il 5 febbraio il Sindaco può mandare a casa i vertici delle società controllate dal Comune ma non lo fa. Sta a lui, ed alla sua maggioranza se del caso, giustificare una tale scelta, non certo a chi sta garantendo la continuità degli organi sociali e della gestione. Ed eccoci al Met: la scadenza a marzo dell’incarico al Direttore che non collima con la scadenza del cda, inamovibile fino ad ottobre. Non sarebbe stato scandaloso, per i tre membri di nomina comunale, rimettere il mandato. Né uno scandalo, né un rischio per la Fondazione. Un atto istituzionale ed anche politico, semmai. Spiace che i soggetti coinvolti, Sindaco in testa, non abbiano iniziato per tempo un percorso finalizzato a questo esito ed abbiano scelto lo scontro sull’atto fondamentale, ovvero la nomina del Direttore. A questo proposito, ricordiamo che la distinzione artistico/amministrativo è priva di senso: la Legge parla di Direttore. Punto. Anzi, no. Perché è sul nome che l’attenzione di tutti si sta (fintamente?) concentrando con un centro-destra che sembra, prima di ogni altra cosa, voler consumare una presunta rivincita a costo di rompere una volta di più i rapporti istituzionali (dopo l’Accordo di programma sull’Ex Banci, il Met). Una rivincita che si sta giocando sulla pelle delle persone coinvolte. Vista l’aria che tira, sarebbe il caso che si chiarisse che la qualità degli artisti è fuori discussione, tanto quella del Direttore attuale, quanto quella del Direttore in pectore. Ridurre Federico Tiezzi al ruolo di campione del centro-sinistra, oppure costringere uno come Paolo Magelli entro i confini assai angusti del centro-destra, è intollerabile per i diretti interessati, offensivo per la biografia anche “politica” di entrambi ed insopportabile per il Met. Il Sindaco si sta muovendo come un elefante in una cristalleria, dispiegando con pessimo tempismo la macchina della comunicazione che coadiuva la sua non-azione da quando è al Governo della Città. Visto anche che in questo caso Cenni ha di fatto esautorato l’assessore di riferimento, tocca a lui riannodare i fili della questione, fare autocritica per la pantomima sul consiglio comunale d’urgenza, sulla notifica a mezzo polizia municipale fatta ai membri del cda e sul comportamento tenuto in assemblea dei soci (dove non esistono quote bensì teste). Tocca a tutti, invece, adoperarsi affinché il Teatro non perda la Stabilità in favore di altre città toscane (a partire da Firenze). E se il centro-destra difetta di senso istituzionale e di responsabilità, il centro-sinistra dovrà averlo – una volta di più - anche per altri.
Andrea Colzi, Simone Mangani,
Ilaria Santi, Lia Vanni
consiglieri PD
























Finalmente viene riconosciuta la straordinaria importanza del ritrovamento archeologico di Gonfienti, sul quale adesso si pone l’attenzione, perché lo si comprende come risorsa per la città e per l’area metropolitana. Tuttavia questa attestazione di interesse ritengo vada inserita nel contesto di una precisa cornice che comprende innanzitutto la riorganizzazione dell’Interporto. Dopo gli investimenti effettuati c’è infatti la necessità di dare funzionamento e propulsione ai flussi di merce. In questo caso il coinvolgimento del Comune di Campi Bisenzio darebbe respiro alla crescita dei volumi dell’Interporto. Desidero sottolineare che abbiamo di fronte un’opportunità dalle grandi potenzialità per Prato, alla luce del suo sviluppo verso un nodo logistico fra i dieci più importanti a livello nazionale.
Finita con Première Vision la stagione delle fiere tessili, o almeno di quelle più rilevanti per i produttori pratesi, possiamo dire che i motivi per nutrire una prudente e misurata fiducia non mancano. A parte qualche disagio tecnico, in tutte le fiere finalmente si è visto anche qualche sorriso negli stand pratesi, mediamente piuttosto frequentati dai compratori. Una condizione questa non sufficiente a dare tranquillità, visto che le fiere sono sempre più mere vetrine e sempre meno luoghi in cui si concludono affari; però comunque una condizione quasi necessaria come riscontro della qualità dell’offerta di prodotto delle nostre imprese. Le prossime settimane confermeranno o meno questi segnali, ma anche il più positivo dei casi non dovrà essere interpretato come la fine dell’emergenza.
In questi giorni si assiste ad un dibattito intorno ai temi della sicurezza e dell’immigrazione che rasenta il limite del falso ideologico allorquando si vuole a tutti i costi far passare nell’opinione pubblica l’idea che il centrosinistra nutra avversione ed astio nei confronti dei giovani “militari” presenti da qualche giorno nelle nostre strade. E’ una vera e propria bugia che si collega alle tante che in campagna elettorale il centrodestra ha diffuso per riuscire ad ottenere quel consenso facile facile puntando proprio sulla paura e sulle difficoltà della crisi economica. Si continua a mentire sapendo molto bene che lo si fa, anche perché questi personaggi politici, alcuni dei quali ben collegati con il Governo Berlusconi, evidentemente non hanno la capacità di affrontare e risolvere i reali problemi che attanagliano la realtà pratese, fra i quali, certamente, è prioritario quello del rispetto della legalità. Il centrosinistra ha da sempre fatto presente ai governi nazionali quali fossero i problemi ed ha anche avanzato proposte concrete, non riconoscendo come utile il ricorso ai “militari”, puntando su un rafforzamento degli organici di tutte le Forze dell’Ordine e dell’Ispettorato del Lavoro oltre che sulla istituzione a Prato di una sezione di Polizia Postale, unico rimedio alla possibile esportazione illegale di denaro attraverso i Money Transfer Service.
In campagna elettorale ho proposto il 2010 come Anno Datiniano. Leggo ora dell’intenzione dell’assessore Beltrame di celebrare il mercante di Prato attraverso due temi chiave. L’assessore osserva che a proposito di Datini in campagna elettorale si sono dette e scritte tante cose. Ci sembra un voler mettere le mani avanti, qualora non si trovassero risorse, tempi e collaborazioni per organizzare eventi tali da valorizzare, col Datini, l’intera città e la sua immagine. Da acuta osservatrice politica, l’assessore pare già preoccuparsi di eventuali osservazioni che le potranno essere mosse e conclude dicendo che la prima cosa da fare sarà quella di dare una bella ripulita al monumento di piazza del Comune. Almeno l’operazione di facciata sarà dunque portata a compimento. Nulla si sa, salvo poche enunciazioni, tuttora vaghe, delle intenzioni dell’assessore.

Mi permetto di esprimere un mio parere di carattere politico ma anche educativo. Trovo molto preoccupante e involutivo per la nostra società il radicarsi di uno Stato Etico, regolatore della morale e dei comportamenti individuali e per questo al di sopra del giudizio dei singoli cittadini. Tale concezione, che ci fa subito pensare ai regimi comunisti e non certo ai sistemi di governo liberali, è resa ancora più pericolosa e grottesca quando si verificano comportamenti decisamente poco morali da parte di alte cariche di governo che fanno addirittura mercimonio delle donne. Ma ancora più impressionante, a mio parere è quando dallo stato etico si passa al “Comune etico”, più vicino ancora alla vita quotidiana delle persone e ai suoi comportamenti privati e quindi ancora più invasivo. Sembra che gli amministratori dei comuni italiani sentano di dover entrare nell’ambito dei comportamenti e dei costumi dei singoli, anche quando non sono lesivi della libertà e dell’incolumità altrui.
Sono segnali positivi, anche se tutti da valutare nella loro effettiva consistenza, quelli che sono emersi ieri dall’incontro di Confindustria e delle altre categorie economiche col Ministro Tremonti e l’Abi. Va nella giusta direzione lo sgravio del 3% sull’Ires per l’aumento di capitale sociale fino a 500.000 euro delle piccole e medie imprese, anche se, ragionando in termini realistici, l’impatto sul nostro distretto sarà necessariamente contenuto. Gli utili infatti sono generalmente merce rara e, di conseguenza, non sono in molti a dover pagare l’Ires. Oltretutto non vi sono ancora certezze sulle modalità di applicazione dello sgravio e della sua riportabilità anche per esercizi futuri: avere le idee più chiare su questi punti farà la differenza fra una lettura molto positiva del provvedimento o una valutazione ben più cauta. Acquisiremo nei prossimi giorni tutti gli aggiornamenti possibili così da farci una nostra opinione sul tema e da metterne al corrente soci ed opinione pubblica.
Prato ha chiuso un capitolo e ne ha riaperto un altro. Compito di tutti e soprattutto di chi ha vinto le elezioni sarà quello di riempire il nuovo capitolo di contenuti, partendo anche dagli errori del passato per costruire un futuro e una città che purtroppo oggi non è quella che avremmo voluto.





