Belli, presidente dei tessili Confartigianato: “Ok all’accordo con le imprese cinesi, ma i tessuti siano made in Prato”
sabato, marzo 13th, 2010
Collaborazione tra distretto pratese e distretto “parallelo” cinese? Ben venga. Ma con termini assolutamente chiari. Andrea Belli, presidente provinciale e nazionale dei Tessili di Confartigianato, accoglie con compiacimento i passi di avvicinamento realizzati con la visita dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in città. Ma riguardo alla possibilità di realizzare un accordo economico, precisa con forza alcuni punti. “Siamo stati sempre favorevoli a sviluppare una collaborazione con le imprese cinesi della confezione per sviluppare possibili accordi - dice -. Ma a una condizione che riteniamo irrinunciabile: quella di coinvolgere in questa eventuale alleanza il mondo della produzione pratese. Faccio un esempio per essere concreto e diretto: se in un possibile accordo i confezionisti cinesi si assumono l’impegno di acquistare una certa percentuale di tessuti pratesi, deve essere chiaro che deve trattarsi di tessuti realmente prodotti a Prato, sui nostri telai, e non semplicemente “acquistati” a Prato. Perché a Prato ormai si trovano tessuti importati da ogni parte del mondo. E sarebbe una beffa se i confezionisti cinesi acquistassero, da un lanificio pratese, tessuti prodotti in Cina”.
Una condizione, questa, che per Confartigianato è fondamentale. “Se si parla di allungamento della filiera – continua Belli – non facciamo l’errore di escludere proprio quella parte di filiera che rappresenta la tradizione e il valore aggiunto di Prato. Su questo, nel seguire e nel contribuire alla riuscita di un potenziale accordo, saremo vigili e intransigenti”.







































