Archive for the ‘Cultura’ Category


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Metastasio, dopo Tiezzi se ne va l’intero CdA. Umberto Cecchi in pole position per la presidenza

sabato, marzo 13th, 2010
Il teatro Metastasio

Il teatro Metastasio

Nessun colpo di scena dell’ultima ora sul Metastasio. Questa mattina alle ore 12, nella conferenza stampa appositamente convocata, i consiglieri d’amministrazione della Fondazione hanno confermato la decisione ventilata nei giorni scorsi: dimissioni in blocco. “Rassegniamo il nostro mandato nelle mani dei soci del Metastasio, ma resteremo vigili e seguiremo il futuro del teatro - ha annunciato la presidente del CdA, Gerardina Cardillo -. La nostra decisione è un atto politico in coerenza con le posizioni da noi tenute in queste settimane e non siamo mossi da preoccupazioni sul nostro destino politico”.
Posizione rafforzata dalla chiosa della vice-presidente Gessica Tempestini: “Vorremmo che la città ed il pubblico capissero il segnale forte lanciato. Tutto il CdA si dimette perché l’amministrazione Cenni ha deciso in maniera impropria, in un consiglio comunale straordinario, di stabilire delle linee di indirizzo operative per il teatro”. Netto il rifiuto di dare seguito alle richieste del sindaco di nominare per la direzione artistica Paolo Magelli e per quella organizzativa Massimo Luconi. “Siamo soddisfatti del lavoro svolto da Federico Tiezzi e da Franco D’Ippolito, ai quali va il merito di aver mantenuto autonomia nel profilo culturale - hanno, infatti, precisato i consiglieri Roberto Marchi e Alessandro Attucci - abbiamo oggi un teatro funzionante, come dimostra la solidità dei numeri del bilancio”. Al sindaco la contestazione è anche per aver dedicato prima della bufera un’attenzione scarsa al Metastasio, per poi essere entrato a gamba tesa nel rapporto con gli altri soci “al momento dell’insediamento il programma di Cenni non ha speso una parola per il teatro, probabilmente si è reso conto che esiste, guarda caso, al momento della scadenza della direzione artistica” ha constatato amaramente Tempestini. Secondo la quale “il sindaco ha sbagliato nel metodo e nel merito: l’amministrazione comunale non ha avvertito la necessità di condividere, come richiesto dal presidente della provincia, al momento dell’assemblea il progetto con gli altri soci”. Inoltre, ha aggiunto la vice-presidente del CdA “l’amministrazione si è rifiutata di sentire il progetto di Tiezzi, probabilmente, perché i dati della sua direzione sono incontrovertibili”.
In questi anni il direttore artistico, in effetti, ha all’attivo il merito di aver salvato la qualifica di teatro stabile per il Metastasio. “Le sue scelte l’hanno fatto diventare un importante snodo teatrale italiano ed europeo, nella stessa direzione di decisioni del passato come quella dell’allora sindaco Vestri di sottoscrivere un accordo con Grassi del Piccolo di Milano” ha evidenziato Cardillo. Il grido dall’allarme unanime dei consiglieri, adesso, è che possano venire meno i requisiti per conservare lo status di rilievo. Se nel 2010 non ci saranno almeno 12 giornate di produzioni proprie, 36 a livello regionale e 120 a livello nazionale il Metastasio non sarà più uno dei 16 teatri stabili italiani. Altro pericolo segnalato dal CdA dimissionario è di non ripetere i risultati dell’ultimo anno di gestione, in questo caso si verificherebbe una riduzione del contributo ministeriale. È indubbio, inoltre, che la conflittualità innescata fra il Comune di Prato ed i soci Provincia e Regione possa portare, specialmente col protrarsi di una mancata condivisione delle scelte strategiche per il futuro, di un taglio dei finanziamenti. Dubbi, che dovranno essere fugati dalle azioni del prossimo consiglio d’amministrazione. A provvedere sarà l’assemblea dei soci, che salvo impensabili ravvedimenti vedrà la riconferma di Gessica Tempestini in quota Regione e di Roberto Marchi espresso dalla Provincia, oltre alla presidenza affidata, come anticipato da Notizie di Prato lo scorso 27 febbraio, a Umberto Cecchi consigliere elettorale del sindaco Cenni. In queste ore sta prendendo quota anche la possibilità di una riconferma nel CdA della consigliera Roberta Betti e la diretta interessata anche stamane non si è data molto da fare per confutarla. Prima ha ridimensionato l’atto politico delle dimissioni in un più umile “gesto di coerenza”. Successivamente ha glissato sul gradimento di Cenni per la sua nomina nel nuovo consiglio: “Non ho ancora deciso quello che farò, ma resto a disposizione per il bene del teatro”. E, di fronte alla domanda su un possibile collegamento fra il caso Consiag ed il desiderio di rivincita dell’amministrazione comunale consumata sul Metastasio, ha persino preso le difese del sindaco “lo escludo, perché non è un tipo vendicativo”.

Carlandrea Adam Poli

Forme del Narrare: Romano Màdera si confronta con la figura di Cristo vista come mito

sabato, marzo 13th, 2010

madera-romano-okL’appuntamento di questa settimana con “Forme del Narrare 9”, festival internazionale di letteratura ideato da Gianni Cascone per Grafio e promosso dall’assessorato alla Cultura della Provincia di Prato, porterà il pubblico a riflettere sulla “rimozione del Cristo simbolico”, argomento trattato da Romano Màdera, insigne docente di Filosofia Morale all’Università di Milano Bicocca nonché uno dei maggiori protagonisti del Movimento Situazionista europeo. La conferenza di ogggi sabato 13 marzo (alle ore 17 e a ingresso libero), così come il seminario del giorno successivo (alle ore 10, obbligatoria l’iscrizione) verteranno sulla sfaccettatura mitologica di Gesù. Secondo Màdera la figura di Cristo, fra i miti vivi e potenzialmente attivi dell’età contemporanea, è ancora l’unico mito vivente. Da qui la sua riflessione, attraverso alcune domande: è possibile sottrarre questo mito vivente alla rimozione laicista e neopagana che dimentica questa presenza millenaria? Oppure, è possibile salvarlo dalla rimozione ecclesiastica che talvolta lo riduce a una sorta di letteralismo storico e rischia di renderlo incomprensibile, feticcio alla mercé del miglior offerente?
Sia il seminario che la conferenza della domenica si terranno a Palazzo Novellucci. Una buona occasione per approfondire un tema vivo nella coscienza dell’uomo contemporaneo, che oggi più che mai vive un rapporto con la propria religione combattuto e confuso. (e.fr.)

Metastasio, Tiezzi ufficializza l’addio: “Messa in discussione l’indipendenza del mio lavoro”. Attesa per il CdA di stasera

venerdì, marzo 12th, 2010
Federico Tiezzi

Federico Tiezzi

Come era stato ampiamente previsto, Federico Tiezzi non è più il direttore artistico del Metastasio. Con lui lascia anche il direttore organizzativo, Franco D’Ippolito. E c’è attesa per il Cda aggiornato a stasera alle 19, visto che quelle dell’ormai ex direttore artistico potrebbero non essere le uniche dimissioni. Dunque il braccio di ferro tra Comune e CdA (e Provincia e Regione, soci di minoranza nella Fondazione dello Stabile) si è chiuso al momento a favore della giunta Cenni, che aveva auspicato un cambio alla guida artistica del teatro, arrivando a convocare un consiglio comunale straordinario proprio per vincolare i consiglieri indicati dal Comune.
Ma quello di Tiezzi non è stato un addio pacato. “Ringrazio questo teatro e il Consiglio di Amministrazione che mi ha permesso di lavorare con grandissima autonomia - ha detto il regista -. Ringrazio tutti i lavoratori dello Stabile e questa struttura, che ho completamente rivitalizzato, con un bilancio straordinariamente positivo. Ho operato con il massimo dell’autonomia e mi sono comportato con il rispetto e con il silenzio. C’è stata una bagarre contro la Fondazione che mi ha fatto capire che le ragioni del contendere non erano strettamente artistiche; siccome questo polverone ha messo in discussione l’autonomia artistica del mio operato, in particolare con le decisioni del socio Comune di Prato, che, con un consiglio comunale straordinario, ha voluto dare indicazioni sulle persone che dovrebbero dirigere il teatro Stabile. All’interno delle direzioni dei  teatri stabili non ho mai sentito una cosa del genere! Questo ha messo in discussione l’indipendenza del mio lavoro e ha minato le condizioni per lavorare in libertà. I colleghi che mi succederanno avranno tra le mani un teatro che è un vero e proprio gioiello: spero che in tre anni non disfacciano ciò che è stato costruito durante il nostro mandato”.
L’incontro con i giornalisti è stato tranquillo e sereno, anche se qualche frecciata è trapelata dalle considerazioni dei due. Il primo a parlare è proprio D’Ippolito, che, con tanto di grafici alla mano, illustra i dati del mandato Tiezzi, che ha visto un miglioramento straordinario in tutti i campi. Le presenze dalla stagione 2006/2007 sono aumentate di ben 12mila unità ,con un miglioramento straordinario alla fine del 2009. “All’inizio della nostra esperienza il Metastasio presentava numeri preoccupanti - ha spiegato - al punto che rischiava di perdere il riconoscimento di Teatro Stabile di iniziativa pubblica. Noi non abbiamo fatto altro che il nostro dovere. Il Metastasio è uno dei sedici Teatri Stabili d’Italia di iniziativa pubblica e proprio per questo era doveroso far risorgere questa grandissima struttura. Adesso il teatro è veramente uno Stabile, sia come programmazione che come produzione”. D’Ippolito continua illustrando la crescita nella vendita degli incassi e degli abbonamenti e, a dispetto della crisi economica, dell’abbassamento del prezzo del biglietto per gli spettacoli del Metastasio. “E’ aumentata anche la capacità di autofinanziamento” aggiunge il direttore organizzativo, soddisfatto dei risultati del triennio, che a visto anche un aumento delle assunzioni nell’organico. Un teatro che ha visto moltiplicarsi esponenzialmente le recite in tournee delle produzioni nate tra le sue mura, cosa che testimonia il fatto che il prodotto della fondazione Metastasio è diventato “vendibile” e presente in tutti  grandi teatri nazionali.
E’ toccato invece aTiezzi elencare le grandi conquiste di questi anni, come la formazione di un laboratorio-scuola per gli attori toscani, che sono la forza emergente della realtà dello spettacolo italiano e un lavoro attento e puntuale sul territorio, cosa che ha riqualificato lo Stabile sul piano sia italiano che europeo. Inoltre ha presentato il cartellone 2010/2011, ideato e prodotto secondo i temi cardine dell’anno a venire: i 150 anni dall’Unità di Italia e il concetto di Italia nell’età  contemporanea.

Elia Frosini

Il filosofo Marcello Veneziani inaugura alla Lazzerini il ciclo di incontri “Libri d’Italia”

venerdì, marzo 12th, 2010

veneziani_marcelloTocca al filosofo e giornalista Marcello Veneziani aprire la 15 edizione di Libri d’Italia, la rassegna organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune e dal curatore Stefano Coppini in collaborazione con il Kiwanis club Centro storico e la sponsorizzazione di Asm. L’appuntamento è per stasera, venerdì 12 marzo alle 21.30, presso la biblioteca comunale Lazzerini di via Puccetti. Veneziani parlerà della sua ultima opera, Amor fati, edita da Mondadori. 
”Abbiamo ancora un destino? Abbiamo tutto - sostiene l’autore - meno che il senso della vita. Ma per la prima volta avvertiamo la perdita irreparabile di un luogo percepito come casa e rifugio, e a rendere più sopportabile l’angoscia non rimane che l’ attimismo, il nuovo sistema di valori che annulla il passato, svilisce il futuro e teorizza la dittatura del presente”. Veneziani si chiede se sia ancora possibile ragionare attorno al destino e riconoscere un disegno intelligente alla vita, al di fuori dei determinismi sempre più invadenti della scienza. Un libro ricco di spunti e suggestioni – tra il letterario e il filosofico – dedicato a chi, davanti alla fine della storia e del pensiero, si pone il problema di ripartire dal “qui e ora” con lucidità e realismo. 
Marcello Veneziani si definisce “un irregolare del pensiero, della scrittura e del giornalismo”. Non è filosofo d’accademia, non è giornalista puro, non è professore di cattedra. Non si riconosce in alcuna casta, partito o tribù. Esercita il suo ruolo solitario di pensatore ambulante. L’ingresso è gratuito.

Metastasio, fumata grigia con il CdA che si aggiorna a domani. Probabile l’addio da parte di Tiezzi

giovedì, marzo 11th, 2010
Federico Tiezzi

Federico Tiezzi

Avrebbe dovuto essere la giornata decisiva per il Metastasio. Quella, dopo la quale si sarebbe finalmente conosciuto il destino dei consiglieri d’amministrazione e soprattutto del direttore artistico Federico Tiezzi. Invece, nella grande guerra in corso sul teatro stabile della Toscana il campo di battaglia ha restituito un’immagine per certi aspetti ancora più avvolta nella polvere. Il CdA, convocato per questo pomeriggio alle 18, non avrebbe neppure affrontato il nodo della direzione e della connessa obbedienza dei suoi membri ai dettami del sindaco. Dopo tre ore di riunione alle 20.55 hanno iniziato a farsi vedere i consiglieri, che si sono limitati a rimettere ogni dichiarazione alle parole di Gerardina Cardillo. La presidente, però è stata, se possibile, ancora più abbottonata dei suoi collegi di CdA “abbiamo parlato del bilancio consuntivo e fatto un punto della situazione, parlando anche della programmazione”. Insomma, secondo Cardillo, non sarebbe stato minimamente affrontato il tema cruciale, nonostante la presenza durante tutto il CdA di Federico Tiezzi. “Il consiglio d’amministrazione è aggiornato a domani alle ore 19” ha tagliato corto all’uscita la stessa Cardillo, senza riuscire però a sgombrare il campo dai dubbi. Infatti, proprio domani e per l’appunto prima del nuovo vertice del consiglio, alle ore 12 Tiezzi terrà una conferenza stampa. Facile immaginare lo sbocco: l’addio del direttore artistico, che già nelle scorse settimane avrebbe mostrato più di una perplessità a farsi trascinare nel circuito delle strumentalizzazioni politiche. A questo punto resta da capire il futuro di Cardillo e colleghi di CdA, almeno dei tre indicati dal comune di Prato. Il sacrificio di Tiezzi sarà sufficiente a salvare il loro posto fino a scadenza naturale oppure si andrà lo stesso verso le dimissioni in blocco? I rumors pre-consiglio andavano tutti in quest’ultima direzione.

Carlandrea Adam Poli

Via libera del consiglio provinciale al protocollo per la nascita del parco archeologico

giovedì, marzo 11th, 2010
Gli scavi a Gonfienti

Gli scavi a Gonfienti

Il Consiglio provinciale nella seduta di ieri pomeriggio ha approvato all’unanimità il protocollo d’intesa, che sarà poi sottoscritto da tutti i partner, per la valorizzazione del patrimonio dell’area archeologica di Gonfienti e del Comune di Carmignano.Si tratta di un decisivo passo avanti verso il parco archeologico provinciale e di un segnale di unità importantissimo perché rende tutti partecipi di un progetto che riguarda la storia culturale del nostro territorio in cui investire tutte le energie possibili.
I partner dell’intesa saranno, oltre la Provincia, i Comuni di Prato, Carmignano e Campi Bisenzio, la Provincia di Firenze e l’Interporto. La Provincia di Prato avrà il ruolo di ente coordinatore del progetto di parco archeologico della piana esteso a Carmignano. L’adozione del protocollo permetterà di accedere subito ai finanziamenti della Regione e di costruire anche con altri enti canali efficaci e non episodici per reperire risorse in futuro. Una volta realizzato il parco archeologico avrà un unico soggetto gestore in modo da assicurare l’unitarietà della fruizione del patrimonio di Gonfienti, la città dei vivi, e di Carmignano, la città dei morti, che sono strettamente interconnessi.
La Provincia ha già adottato il progetto elaborato da Gabriella Poggesi, responsabile di zona per la soprintendenza ai Beni archeologici, del valore di circa 500 mila euro, inserendolo nel Pasl (Piano di sviluppo locale) già approvato dalla Regione. A Gonfienti è  previsto lo scavo della zona che congiunge il lotto 14 con i lotti 15FA e 15B, dove si lavorerà alla definitiva comprensione degli articolati complessi abitativi emersi ai lati del grande asse viario che caratterizzava l’insediamento.

Con Michele Emmer alla scoperta dell’affascinante mondo delle bolle di sapone

giovedì, marzo 11th, 2010

bolle-saponePrenderà il via stasera, giovedì 11 marzo alle 21, al Teatro Magnolfi nuovo “Sensi Prato 2010″, incontri nell’ambito della XX Settimana della cultura scientifica e tecnologica in Toscana, con l’organizzazione dell’assessorato alla Cultura del Comune di Prato. Il tema della lezione, tenuta dal professor Michele Emmer dell’Università La Sapienza di Roma, saranno le bolle: chi non si è divertito durante l’infanzia a fare le bolle di sapone? Queste hanno una lunga storia nella letteratura, nell’arte, nell’architettura, nella scienza, nello spettacolo e nella musica. L’idea della conferenza è raccontare visivamente sulle tracce del libro “Bolle di sapone una parte della incredibile storia delle bolle”. E si scoprirà una storia affascinante che parte dal Seicento, attraversa la grande arte sino all’Ottocento ed oltre, si inabissa negli oceani, arriva alla architettura e alla scienza contemporanee.
Michele Emmer ha realizzato 18 film della serie “Arte e matematica e tra i suoi ultimi libri vi è   Bolle di sapone tra arte e matematica,  con il film omonimo in dvd e musiche di Ennio Morricone. ,Ha ricevuto nel 1998 il premio “Galileo” dalla Unione Matematica Italiana, nel 2004 il premio “Pitagora”.

Torna “Libri d’Italia”: dodici incontri alla Nuova Lazzerini per riscoprire il piacere di leggere

mercoledì, marzo 10th, 2010

leggere-libroA partire da venerdì 12 marzo torna “Libri d’Italia”, la rassegna curata da Stefano Coppini e promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Prato insieme al Kiwanis club Prato Centro storico e con la sponsorizzazione di Asm.
L’appuntamento, giunto quest’anno alla sua 15 edizione, è stato presentato stamani dall’assessore alla Cultura Anna Beltrame, dal curatore Stefano Coppini e dal presidente del Kiwanis Silvano Nieri. Diverse le novità introdotte quest’anno nella formula, a partire dalla collocazione della manifestazione, che sarà spostata dal Convitto Cicognini alla biblioteca comunale Lazzerini: “La nuova Lazzerini, nell’ex cimatoria Campolmi, rappresenta la fabbrica della cultura in città, per questo è la cornice ideale per Libri d’Italia – ha affermato l’assessore Beltrame – l’iniziativa promuove e fa riscoprire il piacere di leggere e, attraverso la competenza di Stefano Coppini, fa conoscere alcuni dei titoli più interessanti del momento, raccontati direttamente dagli autori”.
E’ inoltre stato creato il sito internet www.libriditalia.it, in cui si potranno trovare tutte le informazioni utili sul calendario della kermesse, sugli ospiti e sulle iniziative annesse ed è stato raddoppiato il numero delle conferenze-conversazioni con gli autori. Sono infatti dodici gli incontri, dal 12 marzo al 26 maggio, di cui saranno protagonisti vari nomi eccellenti del panorama letterario italiano, come il “nostrale” Edoardo Nesi, che gioca in casa, oltre a novità di eco nazionale.
Come ha sottolineato il curatore Stefano Coppini nell’illustrazione del cartellone, ce ne sarà per tutti i gusti: si spazia infatti dalla riflessione politica al no delle donne alla dittatura dell’eterna giovinezza e del botulino, dalla storia recente alla storia di Giorgio Perlasca, lo “Schindler italiano”, che smessi i panni dell’eroe di guerra è diventato un “signor nessuno” senza neanche un lavoro, dal razzismo al business del sistema moda italiano, che per aumentare i profitti ha cambiato le regole del gioco, come Prato sa bene, dal club dei nuovi Paperoni “vergognosamente ricchi” soprattutto in tempo di crisi, alla storia di Arrigo Cipriani, patron del mitico Harry’s bar, frequentato tra gli altri da Woody Allen, Sinatra ed Hemingway.
Tra i personaggi  in cartellone spiccano Marcello Veneziani, Luca Telese, Dacia Maraini e appunto Edoardo Nesi, che in omaggio alla sua città presenterà il 7 maggio in anteprima nazionale “La storia della mia gente”: un’opera autobiografica, con titolo “rubato” ad una frase di Fitzgerald, che significativamente uscirà proprio a maggio 2010, cioè il periodo in cui è ambientato “L’età dell’oro”.

Al Polo universitario penultimo appuntamento per le lezioni sulla storia contemporanea italiana

mercoledì, marzo 10th, 2010

polo-pin-universitàSi avvia a conclusione il ciclo di lezioni di storia promosse dalla Provincia di Prato all’interno del progetto dell’Istituto Gramsci Toscano “L’Italia unita: storia di una nazione?”. Oggi, mercoledì 10 marzo (ore 17), nell’aula Magna del Polo universitario pratese Simone Neri Serneri, dell’Università di Siena, terrà una conferenza sul tema “Quale Nazione nella Repubblica dei partiti?”. L’iniziativa, organizzata dall’ufficio Cultura dell’ente, che si propone di fornire strumenti per favorire la conoscenza e suscitare riflessioni critiche sul presente attraverso lo studio del passato, ha ottenuto fino ad oggi un successo di pubblico altissimo. Le conferenze tematiche sulla storia d’Italia, dal Risorgimento agli anni Novanta del ‘900, sono state organizzate secondo un calendario che ha preso avvio nel novembre scorso. L’appuntamento conclusivo mercoledì 24 marzo. Ingresso gratuito e senza prenotazione. Per informazioni 0574/534414 ufficio Cultura, Provincia di Prato.

Un libro per ricostruire il recupero e i segreti della Cappella della Cintola nel Duomo

lunedì, marzo 8th, 2010

prato_duomo_cappella_del_sacro_cingoloUn incomparabile scrigno d’arte che torna all’antico splendore, insieme a una eccezionale scoperta: è questo il risultato del lungo e laborioso lavoro di restauro della Cappella della Cintola, nel Duomo di Prato, culminato con la pubblicazione del volume “Agnolo Gaddi e la Cappella della Cintola” (Polistampa, pp. 168, euro 28).
Il volume, scritto a più mani, abbraccia l’arco complessivo dei lavori, dagli studi preliminari che hanno coinvolto le Soprintendenze fiorentine agli interventi da parte di maestranze altamente specializzate. In apertura, la curatrice Isabella Lapi Ballerini, direttrice dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, ripercorre, con il corredo di un ricco repertorio fotografico, la storia secolare della Cappella ed il legame profondamente identitario della reliquia con la città toscana. Inoltre riferisce di una scoperta “illuminante” certificata, in appendice al saggio, dall’astronomo Piero Ranfagni: come si legge in una iscrizione datata 26 marzo 1395, sulla parete meridionale del Duomo era presente un foro gnomonico attraverso cui la luce del sole penetrava nella cappella a fine ottobre e, giorno dopo giorno, raggiungeva il centro dell’altare in piena Natività, a dicembre.
Gli affreschi di Agnolo Gaddi raccontano la vita della Vergine e le vicende della Sacra Cintola, portata in patria da Michele Dagomari nell’anno 1141; Marco Ciatti ne dà una lettura iconografica, mentre Marco Massetti e Chiara Nepi descrivono rispettivamente le raffigurazioni zoomorfiche e la flora che caratterizzano il naturalismo prerinascimentale del pittore. Claudio Cerretelli illustra, invece, le diverse collocazioni che la Cintura ha conosciuto all’interno della Cattedrale. Infine Alessandra Popple e i tecnici dell’Opificio guidati da Mauro Matteini rendono conto delle fatiche preliminari e del lavoro per restituire agli affreschi una seconda giovinezza nel rispetto dei principi fondamentali del restauro moderno: compatibilità, reversibilità e distinguibilità.
Un testo a carattere multidisciplinare, opportunità eccezionale per approfondire quello che ruota intorno all’oggetto dell’intervento, un’opera d’arte viva e smagliante capace ancora oggi di regalare sorprese.

Poesia Sostantivo Femminile: in Palazzo Novellucci la lettura delle poesie scritte da donne e per le donne

lunedì, marzo 8th, 2010

poesia-donnaLa decima edizione di Poesia Sostantivo Femminile anche quest’anno si svolgerà la sera dell’8 marzo. Quest’anno l’iniziativa è stata assunta dai gruppi di opposizione nel consiglio circoscrizionale dell’Est e dall’Associazione Dicearchia 2008. Il risultato è un libretto di circa 80 pagine con più di 80 poesie scritte da altrettante poetesse e poeti, alcuni dei quali provenienti da altre città e da altri paesi. Alcuni degli autori pubblicano per la prima volta un loro componimento; permangono in ogni caso gli affezionati cultori che fin dal 2001 non hanno mai tradito l’occasione. Molti sono giovani, un gruppo dei quali proveniente dall’ITC Paolo Dagomari da sempre attivo nell’elaborazione della scrittura creativa. Prevalgono le figure femminili. Da notare che, pur se scherzosamente come è loro abitudine, anche La Banda Gastrica partecipa con un suo componimento breve; è stata accolta perché considerata anch’essa di genere femminile come la Donna e la Poesia.
La serata ospitata dall’amministrazione provinciale che ha concesso il suo patrocinio si svolgerà stasera, lunedì 8 marzo a partire dalle ore 21, presso il Palazzo Novellucci in via Cairoli 25 a Prato. Saranno lette le poesie e ciascuno dei partecipanti potrà intervenire sul tema della Poesia e dell’universo  femminile.

Taglio del nastro da Grafio per la mostra “Perder la caveza” di Lucy Jochamowitz

sabato, marzo 6th, 2010

jochlucyIl festival di letteratura “Forme del Narrare 9”, organizzato dall’associazione Grafio e promosso dall’assessorato alla Cultura della Provincia di Prato, non è solo seminari e conferenze. Oggi, sabato 6 marzo alle 17:30, viene inaugurata in via Santa Chiara 38 (sede dell’associazione Grafio) la mostra “Perder la caveza” dell’artista peruviana Lucy Jochamowitz, inclusa in “Altre immaginazioni”, proposte di arte contemporanea sul tema del mito. La mostra resterà aperta fino al 31 marzo il martedì e il giovedì, dalle 18 alle 19:30 (ingresso libero su appuntamento. Per prenotazioni telefonare al 320/4399554).
Questa artista, che si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze e ha presentato molte mostre a Venezia, Firenze e anche oltre oceano, ci introduce il tema femminile in maniera molto originale: il corpo come mistero, imponente totem che domina lo spazio circostante. La testa eretta sulle spalle, sintetica ed essenziale, il busto nudo sopra ampie gonne diventate poi un fitto intreccio di vasi sanguigni che formano un recinto, un nido impenetrabile.
Mater misericordia, mater dolorosa…una figura che vive una metamorfosi incontrollabile, una continua trasformazione del corpo smembrato che torna, ciclicamente, ad essere cellula originaria irrorata di sangue.

Elia Frosini

Al Museo dell’Opera del Duomo alla scoperta dei vecchi codici miniati

sabato, marzo 6th, 2010

codice-miniato“Miniare a regola d’arte“, è questo l’affascinante tema del prossimo appuntamento con “All’Opera! La famiglia al Museo“, il ciclo d’incontri alla scoperta del Museo dell’Opera del Duomo di Prato. L’appuntamento è per questo pomeriggio, sabato 6 marzo, dalle 16 alle 18, quando grandi e piccini sono chiamati a sperimentarsi in un divertente laboratorio di scrittura antica. Con l’aiuto di un antico notaio del 1200 i partecipanti realizzeranno un proprio codice miniato. Successivamente inizierà la visita agli antichi manoscritti conservati nel museo. Il costo della visita è di 5 euro a persona, sconto per famiglie con minimo tre persone. Inoltre quest’anno è possibile abbonarsi a 5 incontri a scelta al prezzo di 15 euro. Per informazioni contattare il Museo: 0574-29339; musei.diocesani@diocesiprato.it.

La Settimana della Scienza dedicata ai sensi: cinque gli appuntamenti pratesi

venerdì, marzo 5th, 2010

bolle-saponeSi terrà al Teatro Magnolfi Nuovo dall’11 al 25 marzo “Sensi Prato 2010″, incontri nell’ambito della XX Settimana della cultura scientifica e tecnologica in Toscana, con l’organizzazione dell’assessorato alla Cultura del Comune di Prato. La kermesse è stata presentata stamani dall’assessore Anna Beltrame e dal curatore Alberto Peruzzi, professore ordinario di filosofia teoretica presso l’Università di Firenze.
Il programma dell’iniziativa prevede cinque incontri-lezione, presieduti da illustri scienziati e professori che rappresentano la punta di diamante della ricerca scientifica in Italia. Quest’anno il tema centrale della rassegna è rappresentato dall’interazione tra capacità sensoriali e cognitive.
La Settimana della Scienza a Prato si propone di partire da esperienze che sembrano ovvie, per mostrare come sia possibile elaborarne una trattazione scientifica che faccia capire la ricchezza di strutture presenti nei fenomeni osservati: “Il concetto alla base della rassegna è mettere la scienza e le sue scoperte alla portata del vasto pubblico - dice l’assessore Beltrame - Temi apparentemente complicati vengono infatti spiegati con linguaggio semplice ed accessibile a tutti, per accendere l’interesse anche di chi non è uno studioso”. A questo proposito un invito particolare a partecipare è stato rivolto alle scuole. “Il filo conduttore è rappresentato appunto dai nostri sensi e dalle suggestioni che nascondono - aggiunge il professor Peruzzi - si può dire infatti  che la nostra sensorialità sia la pelle dell’intelligenza. In questi cinque incontri cercheremo di partire dai fenomeni più semplici e quotidiani per spiegarli dal punto di vista dell’indagine scientifica”.
Gli incontri sono tutti ambientati al Magnolfi Nuovo alle 21, con ingresso libero. Aprirà la rassegna l’11 marzo “Bolle”, di Michele Emmer, professore di Matematica all’Università La Sapienza di Roma. Le bolle di sapone hanno una lunga storia nella letteratura, nell’arte, nell’architettura, nella scienza, nello spettacolo e nella musica. E si scoprirà una storia affascinante che parte dal Seicento, attraversa la grande arte sino all’Ottocento ed oltre, si inabissa negli oceani, arriva alla architettura e alla scienza contemporanee.
Il 15 marzo sarà la volta di “Illusioni”, di Riccardo Luccio dell’Università di Trieste, uno dei migliori psicologi cognitivi d’Italia. Il 18 marzo ci sarà invece “Specchi”, di Corrado Sinigaglia dell’Università Statale di Milano, su una delle principali scoperte sul cervello umano degli ultimi 10 anni:  i neuroni specchio, grazie a cui riusciamo ad intuire i sentimenti e le emozioni di chi ci sta di fronte. Il 22 marzo “Direzioni” di Felicita Scapini dell’Università di Firenze, una tra i principali zoologi italiani, punto di riferimento per l’area del Mediterraneo per quanto riguarda la migrazione delle specie marine.  Il 25 marzo, per l’ultimo incontro, sarà protagonista il curatore Alberto Peruzzi, che chiuderà la rassegna con “Nodi”.

L’Archivio Malaparte da domani in mostra a Milano. A ottobre l’esposizione si sposta a Prato

domenica, febbraio 28th, 2010

malaparte1Il ricchissimo archivio Malaparte, finito non senza polemiche a Milano la scorsa primavera, sarà ora finalmente visibile grazie alla mostra “Malaparte. Arcitaliano nel mondo” che si inaugura domani alla Biblioteca di via del Senato di Milano. Nella mostra, ideata e organizzata dalla Fondazione Biblioteca di via Senato in collaborazione con il Comune di Prato, vengono esposti per la prima volta alcuni documenti dell’Archivio Malaparte acquisito nel 2009 dalla Fondazione. Il ricco e ancora poco conosciuto Archivio Malaparte (circa 300 faldoni, contenenti manoscritti e dattiloscritti originali di opere edite e inedite, articoli di giornale, documenti personali, lettere e fotografie) è infatti da poco approdato a Milano alla Biblioteca di via Senato, dove si sta provvedendo a un riordino delle carte per poterle mettere a disposizione di quanti, critici, storici e letterati, vorranno consultarle e comprendere a fondo la complessa e controversa figura dello scrittore pratese.
La mostra che la Fondazione Biblioteca di via Senato dedica, come primo atto dopo l’acquisizione del suo archivio, a Kurt Erich Suckert vuole testimoniare i fatti salienti della sua vita, attraverso i documenti presenti nell’Archivio, cercando di rendere giustizia alla sua figura di intellettuale a tutto tondo, apprezzato e conosciuto ancora oggi più all’estero che in Italia.
Una mostra che raggiungerà, nel prossimo mese di ottobre, anche Prato: la città che diede i natali a Curzio Malaparte. Il Comune di Prato, con l’assessorato alla Cultura, riuscirà così nell’impresa di far tornare temporaneamente a casa l’Archivio del grande scrittore, giornalista e diplomatico italiano.
La mostra si snoda in un percorso visivo che tocca tutte le tappe fondamentali della vita di Curzio Malaparte e le sottolinea esponendo i documenti originali da lui custoditi. Finora non era stato possibile accedere a queste carte che erano serbate gelosamente: ora, finalmente, diventa possibile conoscere, seguendo la vita e la figura dello scrittore pratese, lo svolgimento della storia, non solo intellettuale, di mezzo Novecento italiano. Saranno infatti esposte per la prima volta le lettere dei maggiori esponenti culturali e politici della prima parte del XX secolo, le testimonianze degli amici e dei collaboratori, i suoi manoscritti e dattiloscritti, anche in varie stesure, alcuni documenti personali e fotografie dai suoi album privati come pure quelle dei suoi vari reportage dall’estero [Etiopia, Balcani, Cina: circa una ventina di foto per reportage], che avranno una sezione dedicata. Come, inoltre sarà dedicato uno spazio particolare alla progettazione e realizzazione della magnifica villa di Capri, alla cui ideazione e arredamento Malaparte contribuì in maniera diretta e originale.

“Crocevia” raddoppia: da lunedì in distribuzione due numeri del trimestrale di cultura cattolica

sabato, febbraio 27th, 2010

macchina-da-scrivereTorna in libreria “Crocevia” la rivista culturale edita da la Libreria Cattolica. Da lunedì prossimo saranno disponibili presso la stessa libreria Cattolica e la libreria Mondadori due numeri del trimestrale noto per la profondità delle sue riflessioni di ordine ecclesiastico, politico e sociale. Il primo, intitolato PratOspettive riflette sulle capacità del ceto dirigente locale di costruire strategie per affrontare con scelte di lungo respiro i capitoli più stringenti della crisi cittadina. L’editoriale è affidato al priore di San Miniato al Monte, Dom Bernando Francesco Maria Gianni, che analizza la figura del poeta come profeta nella misura in cui riesce a leggere la sofferenza del corpo, sacrificato per amore. Silvia Pieraccini, invece, giornalista de “Il Sole 24 Ore” ed esperta del distretto parallelo cinese passa al setaccio i numeri dell’immigrazione orientale, al centro negli ultimi mesi di accese polemiche anche fra gli amministratori locali. E le stime elaborate da Pieraccini portano il conteggio complessivo dei cinesi, fra regolari ed irregolari in 50.000 inferiore di qualche migliaio, quindi, alla stima fornita dalla giunta comunale, ma ben superiore a quella accreditata dall’amministrazione provinciale. Sostanziosi gli stimoli ed i punti di vista per l’analisi politica: Francesco Querci, capogruppo dell’Udc in provincia illustra il sistema tripolare del professor Zamagni, strutturato attorno la compartecipazione di pubblico, privato e civile per battere la crisi. In tema di enciclica “Caritas in Veritate” Emilio Barucci si interroga sul ruolo dell’etica nell’economia, mentre Filippo Coralli ci conduce attraverso stralci di lettura sui temi di sussidiarietà, economia di mercato e poliarchia. Nicola Oliva, consigliere comunale del Partito Democratico, sviluppa una pratospettiva per il suo partito, delineando un futuro democrat ispirato all’esperienza di F.D. Roosvelt. Ampio spazio alla riflessione religiosa con l’elogio della bellezza del Duomo di Virginia Barni, l’origine della cristianizzazione della valbisenzio di Adriano Rigoli e l’intervento di Brunero Gherardini sulla figura di Karl Barth, il più grande teologo riformato dai tempi di Giovanni Calvino, autore della “teologia dialettica”.
Nel secondo numero centrale è l’appello per la città ed il bene comune, col quale si auspica il superamento dello scontro bipolare, ritenuto inefficace alla soluzione dei problemi che sta attraversando Prato. Tutto ciò in favore di una governance del dialogo, dove far prevalere il merito ed il bene della città rispetto alle logiche del potere e delle clientele. Sul bene comune si esercita anche la riflessione del consigliere Pd, Nicola Oliva che chiede di non uscire dalla crisi semplicemente con la fretta e con la paura. Doppia analisi a cura di Daniela Toccafondi e di Cristiano Maria Ciani sulla questione cinese, rispettivamente dall’angolo di osservazione dell’abbraccio soffocante del distretto parallelo su quello tessile pratese e dal sistema di schiavitù svelata nell’immigrazione orientale. Molti anche nel secondo numero di “Crocevia” i contributi all’analisi sociale. A chiudere in un crescendo di approfondimenti è Lorenzo Lenzi con una lettura dettagliata della situazione religiosa della diocesi di Prato.

Carlandrea Adam Poli

I destini paralleli di Socrate e Don Milani: stasera da “Aspettando Hemingway” la presentazione del libro

sabato, febbraio 27th, 2010

socrate_don_lorenzoStasera 27 febbraio, alle ore 20.30, presso la libreria pratese “Aspettando Hemingway” di via del Carmine 15 ci sarà una presentazione letteraria fuori dalle righe. Una provocazione, che riprende appieno le esperienze dei due personaggi su cui verte la trama di questo nuovo esperimento editoriale. Verrà presentato il volume “Socrate e don Lorenzo”, curato dal Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, già proposto a livello nazionale presso la biblioteca Nazionale Italiana, recensito da testate specializzate e apprezzato dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero dei Beni Culturali.
Un testo molto particolare, che mette a confronto due figure vissute a più di duemila anni di distanza, ma che si somigliano molto per il fatto che hanno dovuto sopportare, loro malgrado, una vita di diffamazioni e di sfide, culminata in un processo. Socrate, come don Lorenzo Milani, ha dovuto scontrarsi contro una morale e un’opinione pubblica cieca e ostile, refrattaria alle rivoluzionarie idee che giorno dopo giorno venivano propugnate da questo grande filosofo (e lo stesso si può dire per il parroco di Barbiana). Alla fine, gli eventi riservarono per loro uno stesso destino: un’iniqua condanna, una morte prematura, una fama imperitura.
La serata prevede un incontro molto singolare, una brain & music storming session moderata dal professor Rino Garro e con il commento musicale live degli “Acquaraggia”. Un incontro interessante che presenta un grande testo, fondamentale per non dimenticare chi, nonostante tutto, ha lottato con le unghie e con i denti per liberare il nostro mondo dalle consuetudini stantie di una morale liberticida.

Elia Frosini

Prima edizione di “Bookmaster”: sfida a colpi di libri con finalità benefiche

lunedì, febbraio 22nd, 2010

libriUna sfida a colpi di libri con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare ad un’iniziativa di solidarietà. Nella serata di venerdì 19 febbraio si è svolto con successo “Bookmaster”, l’evento organizzato dal circolo “Prato C’è” e sponsorizzato dal circolo “I Ciliani”, dalla libreria “Equilibri” e dall’edicola “Albero Azzurro”. Presenti più di 50 persone ad applaudire le cinque squadre che si sono sfidate in quattro giochi mettendo alla prova la loro preparazione sui 21 libri assegnati; ha vinto alla fine la squadra composta da Maria Giulia Mazzoni, Riccardo Galardini, Caterina Ferri e Lorenzo Bordoni, che si sono aggiudicati l’ambito premio in palio: un buono di 200 euro spendibili presso la libreria “Equilibri”. Durante la serata sono stati raccolti anche fondi per il negozio etnico di via Magnolfi danneggiato da un incendio di natura dolosa la settimana scorsa.

Al Museo dell’Opera del Duomo è sempre tempo di Carnevale: laboratorio ispirato al medioevo

sabato, febbraio 20th, 2010
Il chiostro della Cattedrale

Il chiostro della Cattedrale

Dopo il successo del 2009, che ha visto la partecipazione di tante persone, il Museo dell’Opera del Duomo ripropone anche quest’anno: “All’Opera! La famiglia al museo”. Si tratta di un ciclo di incontri, dal taglio giocoso e divertente, rivolti a grandi e piccini alla scoperta delle bellezze del museo diocesano con ingresso accanto alla cattedrale. Durante gli incontri, che si tengono di sabato dalle 16 alle 18, operatori esperti accompagneranno le famiglie alla comprensione delle opere relative all’argomento dell’incontro. Primo appuntamento della serie è per oggi, sabato 20 febbraio, con “Carnevale al museo: costruiamo la maschera della dama e del guerriero medievale”. Ci sarà la possibilità di costruire, utilizzando stoffe, perline colorate e cartone, spade, scudi, collane e bracciali in stile medievale. Il costo della visita è di 5 euro a persona, sconto per famiglie con minimo tre persone. Inoltre quest’anno è possibile abbonarsi a 5 incontri a scelta al prezzo di 15 euro. Per informazioni contattare il Museo: 0574-29339; musei.diocesani@diocesiprato.it.

Forme del narrare: con Carlo Sini scopriamo il ruolo del mito all’epoca della globalizzazione

sabato, febbraio 20th, 2010

grafio-forme-narrare-mito3Un altro interessantissimo appuntamento con Forme del Narrare 9, festival letterario organizzato da Gianni Cascone per l’associazione “Grafio” che quest’anno affronta il tema del mito. Oggi pomeriggio, sabato 20 febbraio, dalle ore 17 a Palazzo Novellucci si terrà la conferenza di Carlo Sini, ordinario di filosofia Teoretica all’Università Statale di Milano e socio corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei. L’esimio professore ci parlerà del mito come “epopea umana”: Sini intende discutere soprattutto sul perché l’uomo abbia bisogno del mito e di che cosa rappresenti oggi nell’epoca della globalizzazione. Approfondendo  temi legati all’origine e al funzionamento del mito, cercherà di analizzare la genesi di una necessità impellente nell’uomo, sia esso inventata dalla società o dai mass media. Inoltre cercherà di spiegarci che cosa vuol dire  credere in un mito nel XXI secolo. Un tema che forse è stato sottovalutato fin troppo, ma che è necessario considerare bene se si vuole analizzare con profonda consapevolezza l’uomo e il cittadino del 2000.
Come per tutte le conferenze, il giorno dopo, domenica 21 febbraio, dalle ore 10 si terrà un seminario (a iscrizione) con il professor Carlo Sini e Florinda Cambria, dottore di ricerca in Filosofia e professoressa di Filosofia ed Epistemologia della complessità all’Università de L’Aquila.Le conferenze sono a ingresso gratuito, mentre i seminari possono essere frequentati previa iscrizione al numero 0574/28173 o  inviando una mail a grafio@fastwebnet.it.

Elia Frosini

Un libro per ricostruire i rapporti tra Cesare Guasti e la cultura toscana dell’Ottocento

venerdì, febbraio 19th, 2010

guastiSi parlerà di Cesare Guasti domani, sabato 20 febbraio, alle 10.30, nel Cappellone di San Domenico, in piazza S. Domenico. Protagonista don Enrico Bini che presenterà il volume “Cesare Guasti e la cultura toscana dell’Ottocento”, il quinto della serie di opere a lui dedicate nella collana Studi e Memorie, promossa dall’Associazione Culturale Cesare Guasti. Il volume, edito da Cantagalli con il contributo della Provincia di Prato, è stato curato da Rodolfo Abati e raccoglie i contributi di diversi autori: su “Cesare Guasti e il movimento cattolico a Prato. Da Porta Pia a Dogali” ha scritto Claudio Caponi; Giovanni Bensi ha invece trattato “Cesare Guasti e il Sacro Cingolo Mariano”; i rapporti fra “Luigi Muzzi e Cesare Guasti” sono stati descritti da Roberto Tempestini; Angiolo Buti, presidente dell’Associazione Culturale, si è soffermato su “Cesare Guasti tra cultura e famiglia”; di Giovanni Pestelli è il contributo intitolato “Cesare Guasti un archivista toscano dell’Ottocento”. Mentre “Il culto dei classici greci e latini, e delle biografie umanistiche del Quattrocento, nella Prato del secolo XIX, con alcuni commenti e traduzioni di Cesare Guasti” è stato redatto da Sergio Nannicini. Infine di Anna Maria Nistri è “La Rosa di ogni mese. Calendario fiorentino del 1863, del 1864 e del 1865″.

Le terracotte di Giuliano Ghelli alla “conquista” del Castello dell’Imperatore

venerdì, febbraio 19th, 2010

esercito terracotta ghelliUn esercito di donne invaderà pacificamente il castello dell’imperatore di Prato. Non stiamo parlando di manovre militari né di manifestazioni femministe; le figure femminili sono quelle de “L’esercito di terracotta” di Giuliano Ghelli, artista fiorentino molto conosciuto nel suo ambiente. Le mura medievali del nostro monumento cittadino ospiteranno, da domani, sabato 20 febbraio alle ore 16 (orario d’inaugurazione), cinquanta bellissimi busti femminili alti circa settanta centimetri e realizzati in terracotta dell’Impruneta. L’esercito, nato in occasione della manifestazione “Il Genio Fiorentino” del 2008, fa tappa a Prato dopo un lungo viaggio in Italia.
“Questa opera prende spunto dal famoso esercito cinese di terracotta del 200 a.C. , anche se l’esercito di Ghelli è completamente un’altra cosa, perché non è un plotone di guerrieri, ma di donne, figure femminili che lottano per il sogno” dice l’assessore alla Cultura Anna Beltrame, che ha patrocinato questa magnifica esposizione. Sono corpi che presentano riferimenti alla poesia e alla letteratura, da Majakowskij fino ad arrivare a Campana e Saramago, ma anche simboli e motivi tipici delle opere del grande artista fiorentino: “Sono riscontrabili simboli della mia pittura, come ad esempio il pesce, tipico animale migratorio, o le gocce, fondamentali perché rappresentano la fertilità e la vita. Sono contento di aver collaborato ancora con Prato, dopo l’esperienza del museo Pecci” dice Giuliano Ghelli, che si dimostra soddisfatto anche perché una sua esposizione aprirà la nuova galleria dell’associazione culturale “Asterisco”, che ha organizzato questo evento. Oltre ai busti femminili al Castello dell’imperatore, infatti, domani 20 febbraio, alle ore  17 in via Banchelli 63, aprirà la nuova galleria dell’associazione culturale proprio con la mostra “Pioggia di racconti”: quaranta pezzi tra colori acrilici, sculture, litografie, serigrafie polimateriche e busti dipinti (tra cui una riproduzione in scala dell’esercito di Terracotta). La mostra è curata da Giulia Ballerini e Monia Nannini, che esprimono la loro grande gioia per ospitare nel loro spazio le opere di un’artista di primissimo piano: “Non vogliamo soltanto creare uno showroom di artisti affermati, ma anche un luogo d’incontro, soprattutto per i giovani. La nostra idea è quella di organizzare mostre temporanee, presentazioni di libri e magari anche concerti”.
Uno spazio nuovo, una nuova opportunità per Prato, che con l’arma della cultura riuscirà senza dubbio a vincere tutte le battaglie che, giorno dopo giorno, si presentano sul suo cammino di sviluppo. L’installazione “L’esercito di Terracotta” può essere visitata tutti giorni, escluso il martedì, dalle 9 alle 13 (ingresso gratuito per i residenti di Prato e provincia), e la mostra “Pioggia di Racconti”, in via Banchelli, tutti i pomeriggi dalle 16 alle 19.30 (ingresso gratuito).

Elia Frosini

Riapre domani il Museo del Tessuto: nuovi allestimenti e tanti servizi per il pubblico

venerdì, febbraio 19th, 2010

museo-tessuto-corridoioCon un’interessante offerta di eventi ed appuntamenti domani, sabato 20 febbraio, riapre al pubblico il Museo del Tessuto reduce dalla mostra “Lo stile dello zar”, che ha fatto conoscere in tutta Italia, e anche all’estero, il piccolo gioiello culturale di via Santa Chiara.
In queste settimane di chiusura è stato rinnovato il percorso espositivo con i nuovi allestimenti delle sale dedicate ai tessili antichi e contemporanei e rinnovata anche la programmazione delle attività dedicate al pubblico adulto e alle famiglie. Il nuovo allestimento prevede l’esposizione di capolavori della produzione italiana ed estera dal Medioevo all’Ottocento per un totale di circa ottanta oggetti fra tessuti, abiti, accessori e figurini di moda. La selezione di tessuti antichi accompagna così il visitatore in un gioco di rimandi e variazioni di gusto dovuti ad intrecci culturali e rapporti commerciali fra Europa, Medio ed Estremo Oriente.
In occasione del nuovo allestimento, il Museo espone inoltre alcuni esemplari di una raccolta di figurini di moda recentemente donata dall’Hotel Berchielli di Firenze: un corpus di 109 figurini di moda che spaziano cronologicamente dalla metà dell’Ottocento al primo ventennio del secolo successivo, la cui peculiarità consiste nella tridimensionalità dei soggetti, ottenuta tramite il drappeggio delle stoffe intorno alle sagome. La collezione, unica nel suo genere, permette di comprendere la struttura “architettonica” dell’abito antico, vero e proprio capolavoro sartoriale, completo di raffinati accessori e gioielli.
A partire da sabato 6 marzo si rinnova anche l’allestimento della sezione contemporanea che - grazie alla rinnovata collaborazione con le aziende del territorio - presenta un inedito allestimento dedicato ai finissaggi tessili, tema poco conosciuto al grande pubblico, ma altamente strategico nella filiera tessile. I tessuti esposti presenteranno una carrellata dei trattamenti chimici e meccanici tra i più attuali ed interessanti per comprendere come sia possibile conferire al tessuto un particolare aspetto o una speciale sensazione al tatto: stampe, trattamenti al laser, laminature, goffrature, trattamenti antimacchia, ignifughi e molto altro. Il visitatore, che avrà modo di vedere e toccare i tessuti sia prima che dopo il trattamento, sarà quindi stimolato a riconoscere le trasformazioni più eclatanti, come quelle che rendono i tessili del tutto simili a materiali come pelle, carta e metallo.
Rinnovata anche la programmazione gratuita delle attività dedicate al pubblico adulto e alle famiglie.
Il calendario degli appuntamenti si rinnova a partire dall’appuntamento settimanale con la visita guidata al museo e alle sue collezioni. Un appuntamento tradizionalmente mensile che il Museo da adesso trasforma in un vero e proprio servizio al pubblico completamente gratuito.

Il “ragazzo di Barbiana” Michele Gesualdi ripercorre l’esperienza di Don Milani: incontro a palazzo Novellucci

venerdì, febbraio 19th, 2010
Don Lorenzo Milani

Don Lorenzo Milani

Letture, documentari, immagini e la presentazione di due volumi dedicati alla figura di Don Lorenzo Milani, l’appuntamento è per stasera, venerdì 19 febbraio (ore 21,15), a palazzo Novellucci per un incontro promosso dalla presidenza del Consiglio della Provincia di Prato e l’associazione Dicearchia.
“A 45 anni dalla lettera ai Giudici” e “Il ponte di Luciano a Barbiana” sono i due volumi che saranno presentati dall’autore Michele Gesualdi, uno dei sei ragazzi che nel 1954 terminarono la scuola dell’obbligo, la quinta elementare, nella scuola che a Barbiana fu adattata nella stanza di una casa colonica. Insieme a Gesualdi, testimone e custode della memorabile esperienza educativa e formativa che vide protagonista Don Lorenzo Milani, interverranno il presidente del Consiglio provinciale e il presidente dell’associazione Dicearchia, Giuseppe Maddaluno. La serata prevede anche la lettura di brani a cura di Paolo Bussagli e Caterina Gentili, oltre alla proiezione di un breve documentario su Don Milani e un esposizione fotografica.
Da sempre custode di quest’eccezionale esperienza Gesualdi, impegnato sul fronte sindacale e sociale, è stato un esponente di spicco della Cisl fiorentina fino al 1995 quando è stato eletto (per due mandati) presidente della provincia di Firenze. Si occupa attivamente della Fondazione don Lorenzo Milani, di cui è presidente e socio fondatore.

All’Auditorium del Pecci conferenza dedicata al ruolo svolto dalla Gioconda nell’arte

venerdì, febbraio 19th, 2010

giocondaSi parlerà di Leonardo da Vinci e della sua opera più nota questo pomeriggio, venerdì 19 febbraio, alle ore 18, nell’auditorium del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci dove si terrà la conferenza di Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci, dal titolo “La Gioconda libera l’arte”.
La conferenza trae spunto dalla recente mostra “Da Monna Lisa alla Gioconda nuda” allestita nel 2009 nel Museo Ideale Leonardo Da Vinci su tutte le Gioconde dal Cinquecento a oggi. L’intervento di Vezzosi analizza l’attualità di Leonardo (e Raffaello) nell’arte contemporanea in particolare sulla Gioconda attraverso cinque secoli, e sul Museo-Mundaneum come opera d’arte vivente e plurale. L’iniziativa punta a creare una serie di riflessioni sul ruolo e le potenzialità dell’arte nella società del presente e del futuro oltre ad analizzare il clamore mediatico e gli equivoci che circondano i protagonisti e i capolavori del Rinascimento e i problemi di credibilità delle istituzioni, della critica e persino della ricerca scientifica.

In attesa dell’ampliamento il Centro Pecci apre una sua sede a Milano: “Sarà la vetrina per farci conoscere”

giovedì, febbraio 18th, 2010
L'opera di Maurice Nio che inaugurerà la sede milanese del Pecci

L'opera di Maurice Nio che inaugurerà la sede milanese del Pecci

Visitare il museo Pecci, ma a Milano. Dal 14 aprile (o 15, la data non è ancora certa) il centro per l’arte contemporanea di Prato apre una propria vetrina sul Naviglio, in Ripa di Porta ticinese 113. L’iniziativa è stata presentata da Regione, Comune e centro Pecci all’interno della Bit, la borsa internazionale del turismo a Milano Fiera. All’interno di un ex fabbrica di cartotecnica verranno presentate alcune opere del museo, prima fra tutte l’installazione inedita “Dark Matter” di Maurice Nio, l’architetto olandese che ha firmato anche il progetto di ampliamento del centro Pecci a Prato. “In vista dell’Expo 2015 una presenza a Milano può essere l’occasione per una collaborazione tra la Toscana e il capoluogo lombardo – ha sottolineato il presidente della Regione Claudio Martini – una dinamicità improntata verso il futuro che vede la nostra Regione centro di attrazione non solo per l’arte rinascimentale, ma anche contemporanea”. L’idea di un legame tra le due città è stata una proposta del presidente del centro Valdemaro Beccaglia, accolta con entusiasmo da Regione e Comune. Un investimento di 190mila euro nella fase di avvio della sede milanese dove verranno organizzate mostre, convegni, eventi e presentazioni sempre legate a quello che avviene a Prato: “Non sarà una sede distaccata, ma una vetrina per far conoscere in una città come Milano quello che avviene al Pecci – ha spiegato il direttore artistico Marco Bazzini -, così da invogliare chiunque desideri approfondirne la conoscenza a percorrere quel tratto di un’ora e mezza di treno per visitare Prato e il museo”. Una promozione che, non a caso, partirà proprio nella settimana del salone del mobile che attira nel capoluogo lombardo architetti, designer e amanti dell’arte: proprio in zona Navigli, infatti, prende vita il Fuori Salone, con eventi artistici e installazioni. Il biglietto da visita per la nuova apertura sarà proprio Maurice Nio, con la sua opera inedita che il centro Pecci sta pensando di acquistare per andare ad arricchire la propria collezione di 1.350 opere. Forse per molti sarà anche la spinta per andare a vedere come proseguono i lavori per l’ampliamento del museo, per il quale sono stati investiti 6 milioni di euro, e il cui progetto è stato disegnato da Nio, come ha spiegato lo stesso architetto: “Il mio progetto è un matrimonio tra l’arte e l’architettura, uno spazio che si apre verso Prato e verso il futuro”.

Eleonora Della Ratta

Al Magnolfi Nuovo “Buenos Aires Cafè”, diario di viaggio tra scatti e parole nella capitale argentina

giovedì, febbraio 18th, 2010

lucia_baldiniIl Magnolfi Nuovo non è solo teatro. Sicuramente gli assidui frequentatori l’avranno capito, ma è bene informare anche delle iniziative parallele, sempre nell’ambito del programma “Percorsi Sensibili”, che arricchiscono il cartellone già molto valido di per sé. In collaborazione con Fotoclub “Il Bacchino”, stasera, 18 gennaio, alle ore 21 (ingresso libero) sarà presente nello spazio di via Gobetti la fotografa Lucia Baldini, nata nel Valdarno aretino, che presenterà il suo ultimo lavoro “Buenos Aires cafè”, una sorta di diario di viaggio nella capitale argentina, costruito tra immagini e parole a quattro mani con Michela Fregona. Questa sarà l’occasione per poter raccontare la sua esperienza di fotografa di scena per varie compagnie teatrali e festival culturali. In particolare, dal 1996 segue la ballerina Carla Fracci, ha collaborato con il regista Carlo Mazzacurati e con la Soprintendenza di Firenze per il libro “Capolavori in bianco e nero”.
La sua ultima fatica, che verrà esposta esaurientemente stasera al Magnolfi, è un autentico percorso in un mondo di sensazioni lontane, che giungono a noi al ritmo del tango argentino e ci accarezzano teneramente con immagini e suoni provenienti da luoghi sconosciuti. Un mosaico di parole e immagini che catturano emozioni esotiche e ci rendono partecipi di una realtà insolita e piacevolissima. (e.fr.)

Alla Bit di Milano domani sarà presentato il progetto per l’ampliamento del Pecci

mercoledì, febbraio 17th, 2010

progetto_per_il_nuovo_museo_pecci_01Prende il via con la presentazione del raddoppio del Museo Pecci che aprirà uno spazio milanese, oltre ad ampliare la propria sede di Prato, la partecipazione della Regione Toscana alla Bit di Milano. All’appuntamento, in programma domattina alle 11,30 presso lo stand H53 nel padiglione 3, interviene anche il presidente della Regione con l’assessore regionale a cultura, turismo e commercio, oltre ai vertici del museo, al progettista della nuova sede pratese e al sindaco di Prato. Venerdì 19 febbraio, alle 11.30, sempre presso lo stand toscano, focus sui dati sul primo anno della campagna promozionale ”Voglio vivere cosi”’, e sui numeri dei flussi turistici 2009 verso la Toscana. Interviene l’assessore regionale a cultura, turismo e commercio, insieme al presidente di Fondazione Sistema Toscana e al dirigente del servizio comunicazione dell’agenzia regionale Toscana Promozione.