Metastasio, dopo Tiezzi se ne va l’intero CdA. Umberto Cecchi in pole position per la presidenza
sabato, marzo 13th, 2010Nessun colpo di scena dell’ultima ora sul Metastasio. Questa mattina alle ore 12, nella conferenza stampa appositamente convocata, i consiglieri d’amministrazione della Fondazione hanno confermato la decisione ventilata nei giorni scorsi: dimissioni in blocco. “Rassegniamo il nostro mandato nelle mani dei soci del Metastasio, ma resteremo vigili e seguiremo il futuro del teatro - ha annunciato la presidente del CdA, Gerardina Cardillo -. La nostra decisione è un atto politico in coerenza con le posizioni da noi tenute in queste settimane e non siamo mossi da preoccupazioni sul nostro destino politico”.
Posizione rafforzata dalla chiosa della vice-presidente Gessica Tempestini: “Vorremmo che la città ed il pubblico capissero il segnale forte lanciato. Tutto il CdA si dimette perché l’amministrazione Cenni ha deciso in maniera impropria, in un consiglio comunale straordinario, di stabilire delle linee di indirizzo operative per il teatro”. Netto il rifiuto di dare seguito alle richieste del sindaco di nominare per la direzione artistica Paolo Magelli e per quella organizzativa Massimo Luconi. “Siamo soddisfatti del lavoro svolto da Federico Tiezzi e da Franco D’Ippolito, ai quali va il merito di aver mantenuto autonomia nel profilo culturale - hanno, infatti, precisato i consiglieri Roberto Marchi e Alessandro Attucci - abbiamo oggi un teatro funzionante, come dimostra la solidità dei numeri del bilancio”. Al sindaco la contestazione è anche per aver dedicato prima della bufera un’attenzione scarsa al Metastasio, per poi essere entrato a gamba tesa nel rapporto con gli altri soci “al momento dell’insediamento il programma di Cenni non ha speso una parola per il teatro, probabilmente si è reso conto che esiste, guarda caso, al momento della scadenza della direzione artistica” ha constatato amaramente Tempestini. Secondo la quale “il sindaco ha sbagliato nel metodo e nel merito: l’amministrazione comunale non ha avvertito la necessità di condividere, come richiesto dal presidente della provincia, al momento dell’assemblea il progetto con gli altri soci”. Inoltre, ha aggiunto la vice-presidente del CdA “l’amministrazione si è rifiutata di sentire il progetto di Tiezzi, probabilmente, perché i dati della sua direzione sono incontrovertibili”.
In questi anni il direttore artistico, in effetti, ha all’attivo il merito di aver salvato la qualifica di teatro stabile per il Metastasio. “Le sue scelte l’hanno fatto diventare un importante snodo teatrale italiano ed europeo, nella stessa direzione di decisioni del passato come quella dell’allora sindaco Vestri di sottoscrivere un accordo con Grassi del Piccolo di Milano” ha evidenziato Cardillo. Il grido dall’allarme unanime dei consiglieri, adesso, è che possano venire meno i requisiti per conservare lo status di rilievo. Se nel 2010 non ci saranno almeno 12 giornate di produzioni proprie, 36 a livello regionale e 120 a livello nazionale il Metastasio non sarà più uno dei 16 teatri stabili italiani. Altro pericolo segnalato dal CdA dimissionario è di non ripetere i risultati dell’ultimo anno di gestione, in questo caso si verificherebbe una riduzione del contributo ministeriale. È indubbio, inoltre, che la conflittualità innescata fra il Comune di Prato ed i soci Provincia e Regione possa portare, specialmente col protrarsi di una mancata condivisione delle scelte strategiche per il futuro, di un taglio dei finanziamenti. Dubbi, che dovranno essere fugati dalle azioni del prossimo consiglio d’amministrazione. A provvedere sarà l’assemblea dei soci, che salvo impensabili ravvedimenti vedrà la riconferma di Gessica Tempestini in quota Regione e di Roberto Marchi espresso dalla Provincia, oltre alla presidenza affidata, come anticipato da Notizie di Prato lo scorso 27 febbraio, a Umberto Cecchi consigliere elettorale del sindaco Cenni. In queste ore sta prendendo quota anche la possibilità di una riconferma nel CdA della consigliera Roberta Betti e la diretta interessata anche stamane non si è data molto da fare per confutarla. Prima ha ridimensionato l’atto politico delle dimissioni in un più umile “gesto di coerenza”. Successivamente ha glissato sul gradimento di Cenni per la sua nomina nel nuovo consiglio: “Non ho ancora deciso quello che farò, ma resto a disposizione per il bene del teatro”. E, di fronte alla domanda su un possibile collegamento fra il caso Consiag ed il desiderio di rivincita dell’amministrazione comunale consumata sul Metastasio, ha persino preso le difese del sindaco “lo escludo, perché non è un tipo vendicativo”.
Carlandrea Adam Poli









































