
Un esempio di truffa con i telefonini "patacca"
Da Napoli a Prato per mettere a segno una serie di truffe ai danni dei cittadini cinesi. E’ questo quanto fatto da una coppia di giovani napoletani, fermati ieri dalla polizia al termine dell’ennesimo colpo, stavolta però finito male. Erano arrivati in Toscana in aereo e qui avevano noleggiato un’auto con la quale cercavano le vittime da raggirare utilizzando il noto sistema del “pacco”, consistente nell’offrire prodotti (nella fattispecie, telefoni cellulari e macchine fotografiche digitali) a prezzo notevolmente inferiore rispetto a quello di mercato, salvo poi sostituire la merce un attimo prima della consegna all’acquirente che si sarebbe trovato di lì a poco con un “pacco” ripieno di spugne, mattoni o altra zavorra di peso pari al prodotto che si intendeva acquistare.
I due napoletani, un 25enne e un 21enne, sono stati così denunciati per truffa e minacce in danno di un cittadino cinese, al termine dell’ennesima truffa questa volta andata a male. E’ accaduto ieri pomeriggio, alle ore 14 circa, quando su segnalazione telefonica di un cittadino cinese che aveva appena subito un tentativo di truffa con minacce, una pattuglia delle Volanti si è recata in via Gora del Pero per ricerca di due italiani che, a bordo di una Peugeot color argento, tentavano di vendere ad alcuni cittadini cinesi dei telefoni cellulari. Giunti sul posto gli agenti intercettavano e fermavano l’auto, all’interno della quale veniva trovato sia il “campionario” per la vendita (due cellulari I-phone, un Nokia N97 ed una macchina fotografica digitale Sony) sia una decina di astucci, chiusi e sigillati, apparentemente uguali a quelli dei prodotti sopra descritti, con all’interno tuttavia bric di tè e tessuto spugnoso.
E’ stato poi sentito il cinese preso di mira dai due truffatori che ha raccontato come i due italiani avevano tentato di vendere i cellulari a lui e ad altri connazionali e che, avendolo visto telefonare alla polizia, lo avevano spintonato e minacciato. La vittima ha poi spiegato di non essere caduto nel tranello visto che una sua connazionale era stata pochi giorni prima truffata con le medesime modalità per la somma di 150 euro, ricevendo un astuccio di pelle nero con la cerniera bloccata (per dare il tempo ai truffatori di allontanarsi) e al cui interno aveva ritrovato 2 bric di tè.