PRATUM NOSTRUM/L’8 febbraio di 730 anni fa Prato entrò solennemente nella Lega Guelfa: un errore non celebrare l’anniversario
8 Febbraio 2012
Nel XIII secolo il Comune di Prato riuscì a farsi accogliere tra i protagonisti della vita civile e militare toscana, difatti non solo entrò di diritto nella Lega Guelfa guidata dai fiorentini, i senesi e i lucchesi, ma riuscì ad ospitare nella Pieve, oggi Cattedrale, la stipula di un atto fondativo che periodicamente si rinnovava. Esattamente 730 anni orsono, l’8 febbraio 1282, Rodolfo di Benricordato giureconsulto di Prato congiuntamente al cavaliere Pipino Rinaldi, firmò solennemente in Duomo una Lega Guelfa assieme ai comuni di Firenze, Lucca, Pistoia, Siena e Volterra. La cerimonia si svolse con la partecipazione di magistrati, fanti e cavalieri in rappresentanza delle cinque Comunità presenti davanti alla Magistratura civica di Prato che schierò tutto il corpo militare assieme alla più alte autorità civili e religiose, con uno spettacolo indimenticabile.
L’ambizioso traguardo della Taglia, così definivano anche la Lega, era la durata del patto fissata in dieci anni e composta da 36 clausole; tra i tanti obblighi anche onerosi finanziariamente, quello più evidente era il mantenimento di ben 500 cavalieri a disposizione della Lega, suddivisi tra le sei città. Prato doveva assoldarne, pagandone il mantenimento, 18, Firenze 186, Lucca 118, Siena 123, Pistoia 47 e Volterra 8.
La rievocazione di questo avvenimento assume una importanza tale che ignorarla è una grave negligenza ed una scarsissima attenzione alla nostra storia. In tutto il mondo la riscoperta del Medioevo è stimolata da ogni parte, mentre da noi ci dimentichiamo persino eventi come questo, unico che tante realtà comunali ci invidiano. Pensate quanta gente poteva accorrere alla rievocazione di quella firma, che oltre ai Comuni protagonisti si potevano coinvolgere autorità statali, enti pubblici, Università ed anche il presidente della Repubblica, noto appassionato della storia d’Italia cui appartiene l’episodio. Si potevano organizzare convegni, mostre, visite guidate ai nostri musei e tante altre iniziative il cui esito contribuiva ad una salutare sferzata al languente centro storico, ed alle attività commerciali pratesi per le quali poteva nascere una nuova visione e utilizzo del nostro antico patrimonio cittadino. Il sindaco ne era al corrente ma forse si preferiscono altre iniziative culturali per coltivare il consenso, copiando i principi che hanno ispirato per sessant’anni le precedenti amministrazioni. Infatti nei giorni scorsi si è celebrato il capodanno cinese, mentre una grande ricorrenza storica come quella descritta viene sistematicamente ignorata, quando poteva diventare una opportunità turistica e storica da ripetere ogni anno.
Alessandro Assirelli












Che dire. Molto più significativo celebrare il ghibellino Federico II, che ha fatto costruire il Castello.
Per lunghi periodi Prato è stata ghibellina. Celebriamo anche questo. Non solo i filo-papisti guelfi.
é proprio vero,altra gente i Guelfi e i Ghibellini,ma a parte gli scherzi è vero non diamo il giusto risalto agli avvenimenti della nostra storia anche se lontani nel tempo,come per esempio il cinquecentennale del “sacco” di Prato che cade proprio qust’anno,sinceramente come semplice cittadino non mi sembra che ci siano iniziative indirizzate a tale scopo.Forse i vari enti preposti sono occupati a fare una ricerca sul periodo”ming” o “tang” o “mao ze tug” che và tanto di moda ultimamente.
Il 23 Febbraio sara’ il 661° anniversario della vendita della città di Prato a quella di firenze per la somma di 17.500 fiorini d’oro.
Ci si fanno ridare con gli interessi? eheheheh
sicuramente anche il 29 agosto non verrà ricordato il 500° anniversario del sacco di prato
La storia di Prato… forse ce ne stiamo dimenticando tutti… anche ci governa questa città… e andrebbe reso un po’ di onore a quella Prato che ancora oggi sopravvive invasa tra magazzini cinesi, kebab e negozi di cellulari…
Io non sono pratese ma mi piange il cuore nel vedere le vie del centro così poco valorizzate…