Inchiesta sul Csn di Galceti, la nuova presidente Pamela Bicchi: “Siamo doppiamente parte lesa”
6 Febbraio 2012
Pamela Bicchi al Csn di Galceti
Preoccupata ma al tempo stesso fiduciosa. Così si definisce Pamela Bicchi, presidente della Fondazione “Centro di Scienze Naturali”, a seguito da quanto detto questa mattina dal procuratore capo Piero Tony, in merito all’inchiesta che vede indagati l’ex direttore del Csn, Gilberto Tozzi, insieme all’ex presidente, Massimo Calissi, per l’accusa di malversazione ai danni dello Stato (vedi articolo).
“Qualunque sia l’esito delle indagini è evidente come la Fondazione Csn sia parte lesa sotto più aspetti - ha commentato la presidente Bicchi – perché di là dalle gravi accuse rivolte agli indagati, in merito alle quali ci rimettiamo serenamente al giudizio della magistratura, il Centro di scienze naturali, così come sottolineato dallo stesso Procuratore Tony, era stato ridotto in uno stato di profondo degrado, dal quale stiamo cercando di farlo riemergere, operando contro numerose difficoltà e con l’esclusivo supporto del Comune di Prato”.
“La vicenda giudiziaria che ha investito l’ex direttore Tozzi e l’ex presidente Calissi – prosegue Pamela Bicchi – ha peraltro portato, tra le altre cose, alla sospensione da parte della Provincia di Prato del servizio di recupero animali. Un servizio che speriamo vivamente di riacquisire in futuro ma che per il momento rappresenta un’assenza pesante sia sotto il profilo operativo sia per gli aspetti economici. Lo stesso si dica per le attività didattiche in merito alle quali auspichiamo un pronto e nuovo rilancio”.
In definitiva, nonostante i problemi, la presidente Bicchi si è detta “Fiduciosa di poter rilanciare il Csn perché rappresenta uno straordinario patrimonio collettivo per la Città di Prato”.











